La festa della Marina a Gaeta

Locandina
Lettore
Lettore
Mons. Vari e Don Tomao
Lettore
Lettura del Vangelo
Ristorante Ferdinando II a Gaeta
Associati Aviatori
Associatii ANMI
Mons. Vari e Don Tomao
Vessilli associati
Associati Armi
Persone presenti
Persone presenti
Socio ANMI
Altare
Altare
Lettore
Persone presenti
Don Alessio Tomao
Mons. Luigi Vari
Associati Armi
Il maresciallo Piras dell’ ANFI
Consacrazione
Consacrazione
Vessilli armi
Persone presenti
Consacrazione
Lettore
Uscita persone
Uscita persone
Schieramento
Corona
Deposizione corona
Deposizione corona
Onore ai caduti
Onore ai caduti
Schieramento
Schieramento
Foto di gruppo
Soci Anmi
Di Nitto, Manzi e signora
Soci Anmi
Soci Anmi
Carlo Di Nitto
Soci ANMI
Soci Anmi
Soci Anmi
Soci Anmi
Soci Anmi
Carlo Di Nitto
Foto di gruppo
Soci Anmi
Soci Anmi
Soci Anmi
Carlo Di Nitto e figliola
Socio Anmi
Piatto
Piatto
Socio Anmi
Pranzo
Foto di gruppo
Foto di gruppo
Piatto
Soci Anmi
Soci Anmi
Piatto
Soci Anmi
Socio Anmi con nipote
Paolo Manzi e Pasquale Zangrillo
Soci Anmi
Foto di gruppo
Foto di gruppo
Foto di gruppo
Soci Anmi
Foto di gruppo
Soci Anmi
Carlo Di Nitto
Piatto
Paolo Manzi e signora
Pranzo
Torta
Torta
Socio Anmi
Foto di Gruppo
Foto di gruppo
Foto di gruppo

10 giugno 2018: sono passati cento anni da quando c’è stata una grande impresa militare che è divenuta famosa per essere poi scelta come data simbolo della Marina Militare, ossia l’Impresa di Premuda ed è una impresa che ha coperto di gloria l’allora regia Marina Italiana. Ma andiamo a vedere di che si tratta: l’istituzione della “Festa della Marina Militare” è datata 13 marzo 1939 perché all’epoca ogni forza armata scelse il giorno in cui celebrare la propria festa per la Marina Militare fi indicata la data del 10 giugno in ricordo di una delle più significative ed altre  azioni compiute sul mare nel corso della Prima Guerra Mondiale. Venne istituita la giornata celebrativa e quindi scelta la data del 10 giugno, la festa fu celebrata per la prima volta proprio nel 1939 con solenni cerimonie in tutte le piazze marittime militari, a bordo delle Navi e negli stabilimenti di lavoro. A Roma arrivarono per l’occasione 22mila marinai, con 150 stendardi di navi e 105 d sommergibili. Nel 1950, dopo la sospensione dal 1945 al 1949, la Festa della Marina ritornò a celebrarsi il 4 dicembre insieme alla ricorrenza della festa di santa Barbara. Nel novembre del 1963 l’allora capo di Stato Maggiore della Marina l’ammiraglio Ernesto Giuriati, aveva chiesto al Ministro della Difesa di riportare la ricorrenza alla più significativa data del 10 giugno. Una volta ottenuta l’autorizzazione, la festa fu celebrata il 10 giugno del 1964 e da allora la data non venne più cambiata.

Ma cosa accadde il 10 giugno 1918? Tutti i marinai ricordano con gioia l’impresa coraggiosa di due piccole imbarcazioni che nel mare Adriatico ottennero un risultato straordinario sia sotto il profilo tecnico che per l’impatto emotivo nei confronti degli avversari aprendo la strada per la vittoria dell’Italia Regia. In una giornata di tarda primavera del 1918, la guerra navale tra le due marine, quella austriaca e quella italiana, si trovava in una situazione di stallo. La sera del 9 giugno, due Mas, le leggendarie imbarcazioni veloci d’assalto, al comando del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo e dal Guardiamarina Giuseppe Aonzo, prendono il mare da Ancona per una normale missione di pattugliamenti in vista di una probabile e imminente azione degli Austriaci. I MAS erano dei mezzi Antisommergibile, su cui anche il celebre poeta abruzzese D’Anninzio si imbarcò, proprio accanto a Rizzo, si distinse in azioni come la famosa Beffa di Buccari, e alla Marina il Vate volle dedicare il famoso motto “Memento Audere Semper”. I mezzi avevano una agibilità leggera ed agile che permetteva di condurre in mare le missioni d’assalto in cui riusciva a sfruttare al meglio il fattore sorpresa. E quella notte, il MAS 15 che era comandato da Rizzo e il MAS 21, comandato da Aonzo, a largo dell’Isola di Premuda in Dalmazia, si trovavano inaspettatamente di fronte ad un’imponente di fronte ad una imponente formazione navale austriaca, formata da due corazzate, la Tegethoff e la santo Stefano, con i loro mille e passa uomini di equipaggio , e scortate da 10 unità cacciatorpediniere. Con straordinaria perizia marinaresca i due Mas si erano infiltrati in mezzo alla linea navale, e da breve distanza, il Mas comandato dall’ufficiale Luigi Rizzo aveva sganciato due siluri che centrarono il bersaglio, affondando la corazzata Santo Stefano. Questa azione importante nonché audace colse a favore dell’Italia le sorti della guerra sul mare. Per questo il comandante Rizzo, che già aveva al suo attivo missioni valorose, venne insignito della Medaglia d’Oro al Valore Militare con la seguente motivazione:

“Comandante di una sezione di piccole siluranti in perlustrazione nelle acque di Dalmazia, avvistava una poderosa forza navale nemica composta di due corazzate e numerosi cacciatorpediniere e, senza esitare, noncurante dei grandi rischi, dirigeva immediatamente con le sezioni all’attacco. Attraversava con incredibile audacia e somma perizia militare e marinaresca la linea fortissima delle scorte, e lanciava due siluri contro una delle corazzate nemiche, colpendola ripetutamente in modo di affondarla. Liberatasi con grande abilità dal cerchio di caccia torpediniere che da ogni lato gli sbarravano il cammino e, inseguito e cannoneggiato da uno di essi, con il lancio di una bomba di profondità, lo faceva desistere dall’inseguimento danneggiandolo gravemente – Costa Dalmata, notte del 10 giugno 1918.”

E la Giornata della Marina è cominciata presto, alle 9,30 con la Santa Messa celebrata nella cappella di Santa Maria di Soledad, che è attaccata alla Base Nato, con la presenza di numerose sezioni di Associazioni combattentistiche e d’Arma, in primis l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia Sezione di Gaeta, La sezione ANFI di Gaeta, l’ANC sezione di Minturno, l’Associazione Arma Aeronautica del Sud Pontino, ed altri, compreso il nuovo comandante della base Nato delle milizie italiane. La Messa è stata officiata dall’Arcivescovo di Gaeta  Mons. Vari, con una cappella piena di persone, dopo di che al temine della messa ci sono stati gli onori militari ai Caduti in guerra al monumento della Torretta che è stata inaugurata l’anno scorso. Dopo la cerimonia militare e religiosa, un breve rinfresco tra gli ombrelloni del Bar la Villetta a Gaeta Medievale prima del pranzo conviviale tenutosi al ristorante Ferdinando II, rigorosamente menù di pesce, che ha fatto stare in allegria le persone presenti in questa festa che si ripete ogni anno. Si può concludere così: “Attendevano il nemico nel buio della notte, sorprendendo con colpi di mani e azioni fulminee. Le loro imprese furono tanto ardite da incutere nel nemico un tale timore da farlo restare sempre ridossato all’ancora, nei propri porti.” Non poteva non mancare la Preghiera del marinaio alla fine della messa recitata da Carlo Di Nitto, una preghiera molto bella scritta da Fogazzaro dal 1901:

Preghiera del Marinaio:

A Te, o grande  eterno Iddio,

Signore del cielo e dell’abisso,

cui obbediscono i venti e le onde, noi,

uomini di mare e di guerra, Ufficiali e Marinai d’Italia,

da  questa sacra nave armata della Patria leviamo i cuori.

Salva ed esalta, nella Tua fede, o gran Dio, la nostra Nazione.

Dà giusta gloria e potenza alla  nostra bandiera,

comanda che la tempesta ed i flutti servano a lei;

poni sul nemico il terrore di lei;

fa che per sempre la cingano in difesa petti di ferro,

più forti del ferro che cinge questa nave,

a lei per sempre dona vittoria.

Benedici , o Signore, le nostre case lontane, le care genti.

Benedici nella cadente notte il riposo del popolo,

benedici noi che, per esso, vegliamo in armi sul mare.

Benedici!

 

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