famiglia-1Questa l’ennesimo passo verso un chiaro progetto culturale:A Roma il collegio docenti di un asilo comunale ha abolito la festa del papà e della mamma.” [Il Giornale] Era prevedibile che prima o poi saremmo arrivati anche a questo. E non ci si deve scandalizzare, il tutto è perfettamente coerente con il piano culturale che si sta preparando e nel quale questi docenti, ma così come molti altri personaggi, sono cresciuti e educati tramite bombardamento mediatico. È normale che poi giustifichino tale scelta sostenendo che “La famiglia – hanno motivato le maestre – cambia continuamente.” La domanda da fare, a loro e a tutti gli altri, è: la famiglia è cambiata o volete farla cambiare? State solo registrando un mutamento o siete i collaboratori, consapevoli o meno poco importa, di questo progetto. Perché il sospetto che si tratti di un complesso, ma allo stesso tempo semplice, piano c’è. La scuola, oltretutto, dovrebbe essere educatrice, custode di determinati valori; dovrebbe difendere i bambini non istruirli sugli esperimenti chimico-sociali che gli uomini e la società vanno perpetrando. Il piano è chiaro ed è in atto. Tutto è oliato e registrato alla perfezione. Non ci scandalizzi dunque e non ci si stracci le vesti. Ognuno, nel proprio campo e per le proprie competenze, provi a ostacolare questo meccanismo. A volte basta poco per resistere e farlo saltare. Chi vuol compiere questa missione si consapevole di combattere una guerra. Durissima e odiosa, perché i nemici della famiglia sono forti, intelligenti e spregiudicati.

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