Quando sabato 12 giugno il già sindaco di Formia Paola Villa, nel rispondere le domande, ha detto che lei parla con le carte, forse quelle carte le dovrebbe imparare a leggere bene e a non fare denunce e nomi tanto per farli. Forse avrebbe scoperto che l’allora Prefetto di Latina ha dovuto chiedere, gioco forza, al sindaco di Formia di quel tempo Michele Forte, di concedere, per via del soggiorno obbligato comminato all’allora capo famiglia dei Bardellino, nella persona di Ernesto Bardellino, la cittadinanza formiana. Ma Paola Villa è abituata, quando si tratta di fare anticamorra a mò di barricadera, a non ragionare con la testa ma a lasciarsi trasportare dal cuore. E quanto il sentimento prende il sopravvento, allora si possono commettere della gaffe macroscopiche, come querlla di aver citato “lo zio maranolese” di essere colluso con i clan camorristici della Campania che negli anni Settanta e Ottanmta del secolo scorso hanno fatto la base del loro insediamento in via di “porto franco”, come ancora continua tanto che lei ha affermato che sono presenti nella città ben 12 famiglie del genere, come ha affermato in una audizione in Regione Lazio. Una calunnia che è stata mal digerita dalla vedova e dai figli di Michele Forte, replicando alle dichiarazioni rilasciate da Paola Villa nel corso della conferenza stampa tenutasi sabato 12 giugno: “Le affermazioni fatte dalla professoressa Paola Villa nella sua ultima conferenza stampa sul rilascio della residenza a Bardellino sono false. Per questo motivo abbiamo dato mandato all’avvocato Renato Archidiacono di agire immediatamente in via giudiziaria a tutela dell’immagine, della figura e della memoria del nostro congiunto.” Hanno dichiarato la signora Liliana D’Onorio De Meo e i figli Aldo e Sonia Forte: “Ricordiamo benissimo le fondate perplessità di mio marito e di nostro padre quando gli fu posta l’intera vicenda. Non potette esimersi nel sottoscrivere una certificazione di stato civile per due ordini di motivi. Un sindaco non può esercitare alcun potere ostativo nel rilascio di una residenza a chicchessia a fronte del nulla osta dell’ufficiale di stato civile e, ancor prima, della decisione del Tribunale di Latina che, nonostante una specifica richiesta della Questura del capoluogo pontino, ritenne non applicare neppure la misura della sorveglianza speciale nei confronti di Ernesto Bardellino che all’epoca dei fatti era incensurato. Fortunatamente, al di la delle due persone che cita la Villa entrambe defunte, segno del suo stile, ci sono ancora in vita testimoni di quegli eventi”. Ha aggiunto lo stesso Aldo: “Resto allibito dell’impreparazione amministrativa della professoressa Villa, che nonostante sia stata il primo cittadino fino a poche settimane, non conosce la legge che sancisce quando un sindaco possa o meno rilasciare un certificato di residenza. A questo punto comprendo meglio le notizie che ho letto in questi mesi sull’incapacità della sua amministrazione di produrre gli atti amministrativi per ottenere i finanziamenti o anche solo per poterli spendere. Inoltre, le parole della professoressa sono ancora più sorprendenti se messe in relazione con quello che lei aveva sempre dichiarato precedente, infatti quelle poche volte che l’ho incontrata ha sempre iniziato le sue conversazioni con lunghi elogi nei confronti dell’operato e dell’attività svolta da mio padre nel corso della sua attività politico amministrativa. L’ultima occasione fu pubblica nell’ambito della presentazione dell’associazione che porta il nome di mio padre presso l’aula consiliare del Comune di Formia. Quell’iniziativa si svolse alla presenza di tante personalità politiche ed amministrative nazionali, regionali e provinciali. La professoressa Paola Villa, che ora si permette di infangare la figura di un uomo che non c’è più, era seduta al mio fianco e la vedi trattenere a stento le lacrime nel ricordare e sottolineare l’amore, sincero ed incondizionato, di mio padre nei confronti di Formia. Infine, mi permetto di dare un consiglio ad Amato La Mura, persona integerrima, generosa e capace, sempre al servizio degli altri, sia come amministratore pubblico che come medico, di non perdere tempo a rispondere a polemiche di chi ha dimostrato tutti i suoi limiti, capace solo di urlare, Formia è in ginocchio e siamo in tanti quelli che sono costretti a trasferirsi per studiare, lavorare e tentare di dare un futuro migliore ai propri figli. Per questo è necessario lavorare ad un programma con una chiara visione: i territori che usciranno più velocemente da questa crisi saranno quelli meglio collegati, che sapranno investire nello sviluppo di infrastrutture viarie (se qualcuno si offende non chiamatela Pedemontana), portuali, ferroviarie, ma anche digitali, il tutto in chiave sostenibile. E’ necessario per questo coinvolgere tutte le risorse della nostra comunità in grado di dare un contributo costruttivo in termini di esperienza, idee e capacità, mettendo da parte personalismi, rancori e vecchie ruggini”. L’intervento legale dell’avvocato Renato Archidiacono, come lui stesso ha dichiarato, “avverrà nella massima celerità.  Non permetteremo a nessuno, ma proprio a nessuno, di infangare l’immagine e la memoria del Senatore Michele Forte per il solo scopo di raccattare qualche voto alle prossime elezioni amministrative di Formia.”

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