imageNoi scriviamo, parliamo, ci indigniamo e sotto sotto siamo convinti che le cose poi si sistemino. Pensiamo che, democraticamente e civilmente, tutto possa trovare la sua regolarità. È un inganno. La democrazia è qualcosa di malleabile, adattabile ad ogni situazione; essa non è garante della verità. Ecco allora che a Trieste, senza l’autorizzazione dei genitori, a dei bambini delle scuole dell’infanzia verranno sottoposti dei giochi rieducativi sul gender. Come riporta il quotidiano Il Piccolo si interverrà: “a verificare le conoscenze e le credenze di bambini e bambine su cosa significa essere maschi o femmine, a rilevare la presenza di stereotipi di genere e ad attuare un primo intervento che permetta loro di esplicitare e riorganizzare i loro pensieri, offrendo ai bambini anche un punto di vista alternativo rispetto a quello tradizionale”. E ancora: “Tra i giochi proposti c’è pure quello del “Se fossi” durante il quale i bambini utilizzando dei costumi si travestono. «I bambini e le bambine – scrivono le schede informative – potranno indossare dei vestiti diversi dal loro genere di appartenenza e giocare così abbigliati»”. A dei minori verrà imposto di confrontarsi con il sesso e a farlo non saranno i genitori, ma lo Stato. Questa non è libertà, questa è dittatura. Questo non è progresso, questo è abominio. Questa è follia di cui non ci rendiamo conto. È una cosa talmente vomitevole che anche il solo doverne discuterne dimostra l’abisso in cui siamo sprofondati.

admin
Author: admin

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui