LA DISCUSSIONE SULLA DECADENZA DEL CONSIGLIERE MATTIA APREA RIGUARDPO L’INCARICO ASSUNTO PER LA MORTE DI MARIO PICCOLINO

Aprea fermato
Aprea fermato
Talllerini
Talllerini
Zangrillo Alessandro
Zangrillo Alessandro
Bortone
Bortone
Colella
Colella
Di Rocco
Di Rocco
Giovanni Valerio
Giovanni Valerio
La Mura
La Mura
La segretaria Rita Riccio
La segretaria Rita Riccio
Limongi
Limongi
Maggioranza
Maggioranza
Sandro Bartolomeo
Sandro Bartolomeo

Il secondo punto all’ordine del giorno per il Consiglio Comunale del 15 luglio 2015 è stato il seguente: RICHIESTA DI AVVIO DELLA PROCEDURA PER LA DICHIARAZIONE DI DECADENZA DEL CONSIGLIERE COMUNALE MATTIA APREA E CONTESTUALE RICHIESTA DI CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE FINALIZZATO ALLA CONTESTAZIONE DELLA CAUSA DI INCOMPATIBILITA’ AL CONSIGLIERE COMUNALE MATTIA APREA PER AVER ACCETTATO L’INCARICO PROFESSIONALE A RAPPRESENTARE L’ENTE DI APPARTENENZA IN UN PROCEDIMENTO PENALE.

Iniziando la discussione su questo punto che ha creato tante acredini nei confronti delle parti avverse in consiglio comunale, è bene dire che la protagonista assoluta per far rispettare dei regolamenti in essere è stata la segretaria comunale Rita Riccio, ma prima di far intervenire la segretari a Il presidente del Consiglio Comunale Maurizio Tallerini ha invitato uno dei sei consiglieri comunali che hanno firmato questa richiesta di poterla illustrare alla presenza di tutto l’assise consiliare. Ed è proprio il consigliere Giovanni Valerio, che proprio con Mattia Aprea aveva avuto delle situazioni di contrasto sfociate anche in comunicati stampa con Mattia Aprea, ad illustrare questa richiesta. Valerio, che è anche avvocato, ha illustrato questa richiesta di presentazione di una richiesta di chiarimento, e di un avvio di istruttoria che comprende quello che è accaduto, creando reciproche divisione di ambedue i consiglieri, si è chiesto alla segretaria di conoscere lo stato dell’atto, e quindi la segretaria deve illustrare il parere richiesto per la questione suddetta. La segretaria Riccio prende la parola per dare un chiarimento per questa richi9esta fatta da sei consiglieri comunali.

La segretaria ha premesso che le cause di incompatibilità con i procedimenti connessi tipo la rimozione o la decadenza dalla carica di consigliere comunale, è disciplinata dalla legge. L’ipotesi di incompatibilità che hanno evidenziato questi sei firmatari della richiesta a carico del consigliere Mattia Aprea, che nell’immediato faceva pervenire all’ente una sua nota rivolta al Sindaco Bartolomeo nella quale specificava che faceva riferimento al mandato conferito dallo stesso primo cittadino è stato limitato a presenziare esplicitamente all’autopsia ordinata dalla Procura della Repubblica riguardo l’omicidio dell’Avvocato Mario Piccolino, per cui l’assunzione di altro incarico da parte di Mattia Aprea non è stato pregiudiziale, per cui ha concluso il mandato conferito dal Sindaco in quanto questo mandato è stato compiuto in completo spirito di liberalità e a servizio verso la città, e con questa nota il consigliere  Aprea ha di fatto rimosso qualsiasi causa di incompatibilità a lui addebitabile, e nella fattispecie essendo stato mancando agli atti l’attualità di una posizione di incompatibilità, secondo la stessa segretaria Riccio la questione si chiude qui, perché manca il principio cardine della contestazione  e l’eventuale causa di incompatibilità. Questa incompatibilità è stata rimossa prima della convocazione del Consiglio Comunale, e quindi bisogna prendere atto di questa venuta considerazione e dare atto che con la rinuncia al mandato espresso anche se in effetti va oltre dicendo che ha espletato il mandato fino all’autopsia e che non ci sono stati altri atti posti in essere per la causa di incompatibilità, in quanto la retroattività dell’attività professionale prestata si è manifestata con la comparsa di questo giudizio di retroattività, anche perché lui ha presenziato solo all’autopsia in rappresentanza del Comune ed non ha fatto nessun altro atto. Per cui questa delega del mandato sindacale è stata completamente rimossa rinunciando all’incarico di eventuale rappresentanza legale nelle sedi opportune per nome e per conto del Comune a qualsiasi titolo alla sua continuazione, cessando nella sua origine la materia del contendere. Cos’ si è orientata l’avvocatura dell’ente, infatti l’avvocato Di Russo scrive nella nota per esprimere il suo parere con la richiesta anche da parte del Presidente del Consiglio Tallerini, in merito alla richiesta di decadenza del consigliere Aprea per avere accettato l’incarico professionale a rappresentare l’ente di appartenenza in un procedimento penale facendo presente che dagli atti allegati si evince che il consigliere comunale è stato nominato dal Sindaco come parte legale di parte del Comune a procedimento a carico di ignoti per l’omicidio dell’avvocato Mario Piccolino, e che in virtù di tale incarico il medesimo consigliere abbia presenziato all’autopsia ordinata dalla Procura della Repubblica, non vi è stata assunzione di nessun incarico o altro atto in se come giudiziario. In questo caso riconducibile all’ipotesi del secondo comma dell’art. 63 del D. Leg 267 sugli enti locali che secondo quanto stabilito dalla giurisprudenza dalla Corte di Cassazione che con sentenza del 2004 estende l’ambito soggettivo di applicazione anche nei confronti di coloro che esercitano la professione intellettuale che attuano un servizio nell’interesse del Comune, onde evitare un conflitto di interesse, anche solo nell’esercizio imparziale di questa carica, con la nota del 1° luglio del 2015  il consigliere Aprea ha volontariamente ed espressamente rinunciato al mandato conferito e rimuovendo in effetti la paventata causa di incompatibilità e di interesse quindi facendo decadere l’attualità e la contestazione di eventuale incompatibilità, così come si è espresso l’avvocato del Comune di Formia, per cui essendo cessata la materia del contendere e della contestazione, bisogna prendere atto di questa manifestazione di volontà di rinuncia e quindi non si deve procedere in merito.

Dopo l’esposizione della segretaria comunale, il consigliere Valerio ha ringraziato per l’illustrazione della procedura che comunque era nota sin dall’inizio, per cui non c’è una questione di procedura, perché se ci fosse stata una incompatibilità c’erano 10 giorni per sanarla, comunque poteva essere sanata nei dieci giorni successivi, non è una questione personale e quanto meno giuridica, ma è una questione politica ma non nei confronti di chi ha ricevuto l’incarico che l’ha fatto per spirito di liberalità, e a tutela dell’ente, come ha dichiarato nella nota ma per il soggetto che ha conferito questo incarico perché un rappresentante dell’ente, un primo cittadino che conosce bene la legge e conosce bene il testo unico nono può conferire un incarico ad un consigliere comunale mettendolo anche in difficoltà perché l’avvocato Aprea ha ricevuto ed espletato un incarico nell’esercizio del suo mandato e nel conferire un incarico non è certamente una cosa positiva anche perché c’è una avvocatura comunale e presenziare l’autopsia dopo la questione sono trascorsi due mesi poteva presenziare lo stesso avvocato comunale presenziare a questo atto legale e non conferire l’incarico ad un legale che è anche consigliere comunale, quindi diventa una questione meramente politica. Sulla questione c’era una incompatibilità ed è stata sanata ed è stata rendicontata dall’ente e quindi dall’incarico ricevuto è stata fatta, quindi non c’ è più la materia del contendere, ma resta il fatto politico sperando che  in un futuro non vengano conferiti incarichi a consulenti di qualsiasi genere che siano anche consiglieri comunali. Il consigliere Alessandro Zangrillo voleva invece chiedere che cosa era successo visto che l’avvocatura ha consegnato il parere nell’imminenza dell’inizio del Consiglio Comunale, che essendo il segretario comunale anch’esso un avvocato, l’articolo 78 comma 5 dello stesso decreto legislativo citato prima dice che il Sindaco e i consiglieri sia vietato di assumere incarichi di consulenza verso gli enti di appartenenza o controllati, se è questo è il problema vorrei sapere cosa fare per stare tranquillo anche perché gli atti che si vanno a proporre proprio per un discorso di trasparenza perché la città vuole la trasparenza e la legalità, una persona che ha avuto un incarico ,un consigliere comunale che gli è stato conferito e che ha anche accettato, lo ha esplicato seppure oggi estinto a causa delle risultanze istruttorie che sono venute fuori perché all’epoca si erano voluti alzare i toni rispetto al problema anche perché c’era stata una risposta emozionale e quindi ciascuno di noi e anche il consigliere Aprea si è sentito in dovere di venire incontro, di fare la propria parte per togliere e tutelare la comunità. Però quando una persona accetta un incarico, poi va da un giudice istruttore che sta facendo una istruttoria di una cosa seria, ossia l’autopsia, e chiede chi era in quel momento, il consigliere Zangrillo si è chiesta la liceità di potersi presentare alla autopsia di un cadavere se non si ha un interesse e l’unico interesse di parte in quel momento era la famiglia di Piccolino. Ora noi abbiamo questa situazione, è stato fatto questo mandato e non consente l’espletamento degli incarichi, perché finito l’incarico l’incarico è avvenuto lo stesso ed è stato espletato, lo dice lo stesso consigliere Aprea che però dopo il 1° luglio si viene a sapere che il consigliere Aprea ha fatto una lettera nella quale spiega le ragioni delle dimissioni dall’incarico, ma non è che si è dimesso ma l’incarico è finito nel momento in cui c’è stata l’autopsia e lui ha partecipato dichiarando al giudice istruttore che faceva parte del Comune di Formia e che difendo il comune di Formia in questo processo e vista la sentenza della Cassazione che fa parte di un altro discorso quando parlo di servizi e mi avvalgo della vostra esperienza proprio per il discorso della tranquillità e della trasparenza che deve avere anche la città, perché la città deve sapere che il cittadino deve avere un comportamento ineccepibile dall’amministrazione e che ha dovuto coinvolgere purtroppo un consigliere comunale esperto avvocato per fare un determinato lavoro, e quindi si ritiene e che è venuto fuori all’ultimo momento con la consegna del parere dell’avvocatura comunale, che una sentenza della Cassazione che attende all’ambito soggettivo dell’applicazione della norma anche nei confronti di coloro che esercitano la professione intellettuale e che hanno una parte in servizio nell’interesse del Comune, e può capitare ad uno che è consigliere al Comune e fa l’avvocato o l’ingegnere e dice che quando si parla dell’articolo 78 e questo articolo faceva riferimento alla lettera che hanno fatto questi consiglieri che i quali hanno posto le condizioni nelle quali i consiglieri comunali come numero a quello che era l’originale composizione, il consigliere Zangrillo deve restare tranquillo e gli organi di riferimento sono la Giunta e la Segreteria Generale del Comune perché si dice che l’art. 78 5 comma non è stato per niente toccato perché dopo che è stato espletato il mandato, è stato accettato e si è presentato all’autopsia, si è dimesso a luglio del 2015. Per cui il consigliere Sandro Zangrillo vuole un chiarimento da poter prendere poi atto in sedi opportune, per togliere ogni minimo dubbio.

La segretaria Riccio ha dato ragione al consigliere Zangrillo in quanto in un recente parere del Ministero del 2015 si evince la fattispecie che si riconduce presuppone un’attività continuativa nell’interesse dell’ente di appartenenza, ma l’attività saltuaria che ci è stata non presuppone decadenza, ma le norme e le dimensioni della incompatibilità sono di interpretazione strutturale in senso stretto, sono quelle ed oltre quelle non si possono andare, perché sono tassative. Se non combiniamo i due dispositivi di legge tra le cause di incompatibilità che le interpretazioni successive alla continuità della prestazione nell’interesse dell’ente noi possiamo addirittura considerare l’insussistenza della incompatibilità perché non c’è stata una continuità, una attività continuativa nell’interesse dell’ente, e poi c’è ancora un altro presupposto che va considerato e l’art. 78 inerisce i comportamenti del consigliere e l’attività che però è un’altra cosa, non dovrebbe rientrare nelle cause di incompatibilità, tanto è vero che incompatibilità sono regolate e sono tassative, i comportamenti del consigliere, di un sindaco, di un a persona che assume una carica pubblica sono altre quindi nell’uno c’è una attività comportamentale che va incontro ad eventuali provvedimenti disciplinari, là c’è una procedura amministrativa determinata e definita dalla legge, quindi le composizioni sono completamente diverse, un parere che viene dal Ministero sui pareri che riguarda il diritto del consigliere avvocato che ha assunto una prestazione comprovante, però il ministero ti fà degli incisi e le interpretazioni sono tante e diversificate, potrebbe addirittura non  esserci perché manda della fattispecie dell’incarico espletato a favore dell’ente, in ogni caso il principio cardine della contestualità della questione specifica viene determinata dall’eccezione di incompatibilità, per cui una volta che viene rimossa non esiste più e questo l’ha evidenziato l’avvocatura comunale, le contestazioni quando sono passate non esistono più.

Il consigliere Amato La Mura  ha cominciato a parlare di procedure si nota che si fa una domanda per il 29 giugno, il consigliere Aprea si dimette il giorno seguente, la segretaria parla di continuità e di atto, che continuità ci deve essere perché il consigliere è stato nominato solo per presenziare all’autopsia, e se continuità non c’era questo ente ha votato di presentarsi come parte civile li dove ci sono degli omicidi di mafia, ma questo omicidio non è mai stato un omicidio di mafia, è stato solo un teatrino e allora quale continuità si va cercando rispetto ad un incarico che si conclude nel momento in cui c’è l’atto definitivo con il referto di chi ha fatto l’autopsia, dove altro ci dovrebbe essere la continuità rispetto ad un incarico che non dovrebbe consentire altro, cioè si prende un incarico per rappresentare l’ente a fare l’autopsia,finita l’autopsia che continuità ci dovrebbe essere.

La segreteria comunale ha risposto alla questione sollevata dal consigliere La Mura dicendo che l’incarico non è stato continuativo ma una serie di incarichi.

Il consigliere Nicola Limongi interviene per una questione di trasparenza come diceva il consigliere Zangrillo, e leggendo l’art. 78 che dice che a sindaci, a presidenti della provincia, nonché ad assessori, ai consiglieri comunali e provinciali è vietato ricoprire incarichi e neppure consulenze presso enti ed istituzioni pubblici comunque sottoposti a controllo di vigilanza per i relativi comuni e provincie, cioè mi dice il contrario, che l’avvocato ha preso l’incarico e immediatamente dopo l’autopsia e aver svolto l’incarico si è dimesso, l’osservazione del consigliere quindi è legittima.

La segretaria ha risposto che le procedure dell’incompatibilità sono determinate per legge, ad oggi quella procedura è stata rimossa la causa dell’incompatibilità quindi non si deve più considerare la causa che poteva inibire il consigliere Aprea dalla carica di consigliere comunale.

Il consigliere Valerio parla dicendo che il problema non sussiste e dal chiarimento della segretaria e dell’avvocato Di Russo non c’è nessun problema, ma il discorso che la minoranza sta facendo è uno: è vietato assumere incarichi e c’è un divieto vietato, cioè non di può fare, ma è vietato anche conferire l’incarico per cui si sta parlando di una questione deontologica oltre che giuridica e amministrativa, che possa essere rimossa entro dieci giorni siamo d’accordo e pacifico perché la causa di incompatibilità non esiste più ma è una questione politica e noi ci auguriamo che per il futuro il sindaco o la giunta evitino di conferire incarichi per evitare che ci possa essere il caos per far si che ci possa essere la trasparenza degli atti amministrativi e conferire incarichi ad un libero professionista secondo la ratio della legge non si può essere controllori e controllati dello stesso ente, e poi chi controlla chi ha conferito l’incarico controlla se il soggetto lo ha svolto bene nell’interesse dell’ente ed il soggetto si controlla da solo, e questo non è possibile, e questa è la ratio della norma, non si mette in dubbio la professionalità dell’avvocato Aprea che è un noto penalista, non si può mettere in dubbio questo ma si mette in dubbio la procedura che sin dall’inizio si è seguita, l’abbiamo detto in una conferenza stampa poi c’è stato l’esposto che invece era legittimo, e allora siamo andati avanti, altrimenti era una questione politica che finiva sul nascere perché le questioni politiche molto spesso nascono e muoiono sul nascere e andare avanti con la questione politica non porta niente a nessuno, per cui c’è stato l’incarico, è stato portato a termine l’incarico, e la questione si è chiusa, ma a livello politico resta purtroppo una macchia che non si deve ripetere la prossima volta.

Il consigliere Antonio Di Rocco dell’UdC ha fatto il suo intervento facendo un riassunto di quello che è accaduto e di quello che il suo partito ha provato a dire credendo che l’amministrazione a guida Bartolomeo ha perso l’ennesima occasione per fare trasparenza, costringendo alla minoranza di chiedere un consiglio comunale per capire se l’incarico c’era oppure no, mettendo in evidenza come la trasparenza sia un cavallo di battaglia della gestione Bartolomeo, ma invece non si trova nulla di tutto ciò. Da un punto di vista politico si è chiesto un consiglio comunale il 29 giugno mentre il 30 giugno il consigliere Aprea si dimette, per il consigliere di minoranza non è altro che una questione di opportunità politica questo comportamento, ma l’unica domanda si pone lo stesso consigliere e facendola alla segretaria per sapere se questo incarico che è stato dato dal sindaco con un protocollo interno, è un incarico legittimo oppure il contrario .Afferma ancora che in questa storia si è persa l’ennesima occasione di fare trasparenza.

La segretaria rispondeva al consigliere Di Rocco dicendo che ci sono degli incarichi dove l’unica persona deputata a conferire incarichi legali è il rappresentante legale dell’ente perché è quello che legittima la procedura dell’iter, vi sono molti comuni che quando si tratta di incarichi è direttamente il sindaco a conferirli, per cui è un mandato che è stato conferito dalla persona legittimata a farlo, facendo anche una delibera per la costituzione di questo mandato che convalida e rafforza il mandato, ma non è una questione della procedura perché in sede giudiziale a stato conferito un incarico dalla persona legittimata a conferirlo, perché c’è un legale rappresentante dell’ente che può fare questo. Questa situazione si è verificata in un memento veramente concitato senza andare a verificare le situazioni legali per poterlo effettivamente conferire, nessun altro può conferire incarichi.

Il sindaco Sandro Bartolomeo ha risposto per fatto personale al consigliere Di Rocco, il quale parla di trasparenza, gli ha ricordato che è stato Capo di Gabinetto del sindaco Forte Michele svolgendo un compito che più esecutivo non si potrebbe, ed allora Bartolomeo che era in minoranza ha sollevato il problema, perché Di Rocco stava nella struttura esecutiva dell’ente, con la differenza però di mettere in piedi questa pantomina politica, per cui Di Rocco ha svolto incarichi iper esecutivi dentro l’amministrazione, ma da parte del centro sinistra non c’è stata questa accidia che in questo momento si sta assistendo in questa giornata, anche perché lo sanno tutti cosa ha fatto il consigliere Di Rocco dentro la segreteria del sindaco. In passato Enrico D’Angelis aveva svolto questa funzione ma si era dimesso da consigliere comunale allora eletto.

Il consigliere Di Rocco ha replicato al sindaco dicendo che non c’era nulla di male non ha mai fatto il Capo di Gabinetto ma bensì un incarico di cooperazione gratuita con il Gabinetto del Sindaco, non percependo compensi di alcun genere.

Il consigliere Dario Colella intervenendo ha chiesto la ragione di questo incarico ad Aprea visto che l’avvocatura del Comune poteva farlo di ufficio, e per i mandati non si possono dare ai consiglieri in ogni caso.

La segretaria ha ancora chiarito che questa incompatibilità è stata comunque rimossa, anche se è stata conferita in un momento di difficoltà oggettiva senza verificare la legittimità del conferimento dell’incarico. Ma l’incarico c’è stato altrimenti non ci sarebbe stata la situazione di incompatibilità, ma come si diceva prima la legge concede 10 gioorni di tempo per rimuovere l’incompatibilità più altri dieci giorni prima di una decadenza, per cui essendo arrivata prima la rinuncia all’incarico, non si sta negando il conferimento di un incarico.

Il consigliere Limongi è intervenuto dicendo che, parole sue, stiamo facendo un processo, ma non è niente del genere, non avendo ne le caratteristiche per farlo, ne la volontà di farlo. Ma si cerca la chiarezza su questa legge perché non vuole giudicare nessuno.

Il consigliere Bortone di SEL è intervenuto dicendo che il gioco delle parti fa parte del gioco ma ci sono ben altri argomenti su cui giocare questa cosa, ma riferendosi a questo argomento si è costruita la solita tempesta in un bicchiere d’acqua. Da un punto di vista strettamente giuridico si è assodato che se ci fosse stato il problema dell’incompatibilità, il problema in essere non c’è più perché a quel divieto ricordato da più di qualcuno la sanzione corrispondente è la contestazione di incompatibilità e di decadenza se non viene rimossa la causa di incompatibilità ma come prevede la norma è stata rimossa per cui quella sanzione non scatta. Da un punto di vista politico, sentendo parlare di trasparenza, secondo me usato un  po’ a sproposito, perché la trasparenza è una terminologia che non può andare bene per tutte le stagioni, ci troviamo di fronte ad un fatto perché il fatto in se che un consigliere comunale si è messo a disposizione della città prestando la sua opera professionale anche tecnicamente riconosciuta per un fatto puntuale nell’immediatezza dei fatti. Sicuramente l’avvocatura comunale poteva ed aveva i mezzi giuridici per farlo ma in quella fase contingenziale e nell’immediatezza dei fatti nessuno sapeva che cosa potesse significare, nel caso in cui la città poteva essere coinvolta in un tipo di episodio nel quale era gravissimo a prescindere dalle motivazioni, si è preferito che la città fosse tutelata a titolo completamente gratuito da un avvocato che comunque che è da tutto riconosciuto che dal punto di vista strettamente penale magari ha un po’ più di esperienza sicuramente l’avvocato Di Russo per quanto riguarda il diritto amministrativo nessuno lo batte ma forse in penale come io devo imparare dall’avvocato Aprea, probabilmente anche l’Avvocato Di Russo potrebbe imparare dall’avvocato Aprea, e quindi nell’immediatezza dei fatti un consigliere comunale ha messo a disposizione la sua professionalità in modo gratuito in un fatto puntuale e specifico e quindi se il Comune si dovrà costituire come parte civile in un processo, l’incarico avrebbe potuto continuare e sarebbe diventato continuativo, siccome l’episodio non fa scattare la continuità e comunque è stata rimossa. La trasparenza in questo fatto non c’entra nulla perché l’avvocato Aprea non ci ha guadagnato nulla in tutta questa storia, perché la città di Formia non ci ha rimesso nulla e per questo la trasparenza non c’entra nulla perché in modo trasparente il sindaco gli ha conferito l’incarico e l’avvocato Aprea ha accettato perché era noto a tutti che l’avvocato Aprea doveva andare ad assistere a quell’atto unico che poi si è dimostrata l’autopsia sull’avvocato Mario Piccolino, per cui la trasparenza c’è stata tutta e non è stato fatto nulla di nascosto, tutto all’evidenza dei fatti, per cui cosa di poco trasparente ci sarebbe stato? Per questo mi sembra la classica tempesta in un bicchiere d’acqua, da un punto di vista strettamente tecnico e giuridico è risolta, da un punto di vista tecnico politico ci si dovrebbe porre il problema anche pensando un attimo al discorso della norma per cui sia il sindaco Bartolomeo e sia l’avvocato Aprea hanno fatto bene a fare quello che hanno fatto.

Il consigliere La Mura ha chiesto alla segretario che il sindaco aveva l’autorità di conferire questo incarico, e lui aveva l’autorità, in più ha chiesto anche se il decreto del 2013 del 14 marzo non prevedeva che il sindaco poteva andare sul sito a consultare se l’incarico poteva essere conferito e come mai nessuno dei consiglieri di minoranza l’ha visto ed è divenuto noto dopo aver fatto la domanda di richiesta del Consiglio per questo argomento. Per cui la trasparenza esiste però secondo lo stesso consigliere chiede che la cittadinanza ha il diritto –  dovere di poter essere informati grazie alla legge sulla trasparenza andando sul sito del Comune secondo quanto la legge stessa prevede, lo stesso consigliere si è ritenuto offeso ed anche alterato, ed è stato l’inizio di un  comportamento non consono alla carica che rivestono i consiglieri comunali, perché secondo il consigliere la segretaria voleva difendere la situazione di Aprea ed esistono dei momenti in cui si può essere umili e forse è stato fatto un errore in buona fede e a non metterlo sul sito e a tenerlo nascosto, e lui ha detto che il consigliere Aprea non è suo amico, ma è solo un consigliere che rispetto di essere nell’assise comunale, nonostante le diverse vedute politiche, la libertà delle idee serve proprio a questo. Si devono dare risposte concrete a chi si sente cittadino in questa città, e vuole essere tutelato. Bastava dire che c’è stato un errore e non il sindaco che attaccava il consigliere Di Rocco su quello che ha fatto prima sulla trasparenza, e accusa della non trasparenza la maggioranza per questa questione e non è la prima volta che accade in questi due anni, Il consigliere La Mura è stato ripreso per queste affermazioni dal presidente del Consiglio Tallerini, ma il consigliere La Mura ha insistito dicendo che la libertà e la responsabilità delle affermazioni che si fanno le doveva esternare, facendo un  battibecco come i bambini. La vergognosa storia di tarantella costruita come ha detto La Mura ha sicuramente offeso qualcuno terminando il suo intervento. I tempi decisi dal presidente sono quindi di dieci minuti al massimo per l’intervento, ma le proteste dell’opposizione hanno fatto alterare il pur calmo presidente Maurizio Tallerini, in quanto lo dice il regolamento del Consiglio Comunale di Formia.

Il surrogante entrato al posto del consigliere Costa, ossia Filosa che ha detto che a Formia sono tutti cittadini onesti e non ci si può distinguere in Consiglio comunale, come il consigliere ha recepito questa situazione. Per la questione della trasparenza è chiaro che in quei momenti concitati come quelli successi a maggio c’è stata tutta una situazione particolare ma la pubblicizzazione stessa di quello che era avvenuto dell’incarico che era stato dato all’avvocato Aprea è stato chiaro a tutti quanti, i cittadini ne hanno preso atto tutti perché le televisioni e tutti i quanti i mezzi di diffusione ne hanno parlato, ma La Mura ha definito Filosa un bugiardo e che filosa lo ha sfidato a dimostrare il contrario.

Nonostante la campanella suonata dal presidente Tallerini, gli animi si sono cominciati a surriscaldare. L’intervento del consigliere Schiano è stato volto a dire che lo spettacolo non certo consono è arrivato alla città nono dando una bella immagine e trovava difficoltà ad intervenire perché e come se si è dimenticato che quando è successo questa situazione come è successo ed è una questione di rispetto verso i colleghi, stupendosi delle certezze espresse dalla minoranza, e tutta quanta la città si è scioccata di questo, e non si riesce a capire oggi tutta questa importanza ad una cosa che è stata risolta in qualche modo e spiegata dalla segretaria e non si può dire che la stessa fa politica e non dice qualcosa che va a favore di chi ascolta e che la fa per altri motivi, perché alla segretaria si chiede un parere se no non serve tenerla in consiglio comunale. C’è un altro parere dell’avvocatura comunale e non si pensa che questo ufficio faccia politica, e bisogna rendersi conto di quello che si dice prendendosene la responsabilità e se non ci fosse stato quel clamore legato a quel momento forse oggi ci troveremo all’opposto. Quindi il consigliere invita alla riflessione su quale è l’interesse da perseguire in questo consiglio comunale per rispondere alla cittadinanza, e  si sta dimenticando che i problemi della città sono più importanti di questa situazione ed ha anche difficoltà ad affrontare e abbiamo dedicato fin troppo tempo a questa questione, addirittura se ne è fatto un caso giurisprudenziale con sentenze e contro sentenze sembrando di stare in un aula di tribunale, ed il rispetto che ognuno dei consiglieri merita è sacrosanto, una storia più che sviscerata in  quanto in un momento particolare che si è vissuto come quello può capitare anche questo perché siamo umani e si può sbagliare.

Il consigliere Limongi replicava dicendo che se l’opposizione non avesse sollevato il problema probabilmente visto che ra arrivato il giorno dopo alla nostra richiesta la maggioranza non se ne sarebbe accorta quindi per far rendere contro tutto il consiglio che qualcosa non andava riguardo la questione.

Il consigliere Aprea dopo tutto il nominare sul suo nome decideva di prendere la parola chiedendo di come in primis funziona il consiglio comunale si dà la parola a chi la chiede, dopo di che si può ammettere una replica ma non si può parlare in continuazione perché tutti si sentirebbero autorizzati a fare quello che si vuole e si è chiesto la presidente di regolamentare questo modo di prendere la parola perché non è corretto. Lo stesso consigliere si è definito contento in quanto la minoranza ha sollevato il problema perché si sta parlando da circa due ore, una durata che non ha nessuna importanza e che sotto il profilo tecnico soltanto voi non lo volete capire o meglio strumentalizzare perché la segretaria comunale ha spiegato fin troppo chiaramente che la cosa non è nemmeno sorta quindi si sta parlando del nulla. E’ voluto entrare nel merito dell’argomento, delle questioni che ci sono, e giustamente l’opposizione fa questioni di lana caprina la maggioranza è felice che questo avvenga perché noi non siamo quelli delle forze dell’ordine li volgiamo tenere lontani, noi siamo quelli che le forze dell’ordine li vogliamo tenere vicini, che vogliono la trasparenza, noi siamo quelli che certi fenomeni li contrastiamo, se ci sono infiltrazioni le combattiamo, e che probabilmente la città ha deciso di votare il luogo di altri. Secondo il consigliere il caldo ha giocato qualche scherzo a qualche consigliere comunale perché poco prima avevano affermato che non c’era nessun bisogna di alzare polvere dalle sedie perché la questione si era chiarita ed ha chiesto un chiarimento riguardo questo punto all’ordine del giorno, perché quando si è in un vicolo cieco si cerca di scappare o si cerca di combattere, tanto il fango addosso ormai è stato buttato e la mettiamo in caciara tanto è che il consigliere Aprea è andato tutti i giorni sul giornale per autentiche bufale che l’opposizione fa ed adesso andiamo nel merito dell’argomento sollevato dalla opposizione, perché come dice il Vangelo di voler trovare la pagliuzza nell’occhio degli altri però troviamo anche la trave e si è rivolto al consigliere Giovanni Valerio dicendo che non aveva avuto la decenza di dimettersi in quanto è stato contiguo a certi ambienti della criminalità organizzata, avendo anche le prove di quello che ha detto il consigliere Aprea, perché stava costringendo il sindaco di Formia a firmare una proroga per mantenere alcuni esponenti della criminalità organizzata all’interno delle case sequestrate agli stessi. E non si poteva fare la morale al consigliere Aprea quanto ha assunto nella concitazione del momento per sopperire alle esigenze della città e fatto nel suo interesse, rimettendoci del tempo alla professione e questo non è stato accettato da lui. E ci sono presenze inquietanti a Formia, ed ha assunto nell’interesse del comune quell’incarico, perché rappresentavo la città di Formia e non se stesso. La minoranza ha scritto che Aprea ne ha tratto vantaggio illecito, perché è andato su tutti i giornali e visto in tutte le televisioni nazionali e locali, e non c’era bisogno dell’omicidio Piccolino per trovare visibilità, facendo anche una richiesta di consiglio comunale perché avete un burattinaio che li fa prendere lucciole per lanterne e fare anche una votazione su questo argomento in scrutinio segreto, come se fosse un criminale incallito. Per cui secondo Aprea questa amministrazione dà molto fastidio alla minoranza e lui si sente orgoglioso di questo perché a tutti i costi la minoranza vuole trovare qualcosa di illegale per poi accusare e nascondere quello che nella precedente gestione avevano fatto come il sistema Formia che invece hanno voluto accostare al questa maggioranza a tutti i costi. Il presidente Tallerini si è alterato quando ha visto che l’opposizione voleva fare una rimostranza autorizzata arrabbiandosi più del dovuto. E quello che è stato più grave e che dall’opposizione le proteste sono andate fuori dalle righe offrendo uno spettacolo non certo decoroso ma il bello doveva ancora arrivare. Per Aprea l’ardire di sollevare un problema perché l’opposizione fa politica solamente sull’attacco invece che sui programmi in quanto non hanno mai fatto opposizione costruttiva, e facendo attacchi personali come su Aprea perché a suo dire rappresenta un qualcosa in più che loro vogliono abbattere. La maggioranza doveva capire quello che succedeva secondo le idee dell’opposizione perché bisogna essere trasparenti ed altro, allora gli ha ribadito che lui dovrà rispondere di reato associativo verso il Comune di Formia secondo il 416 parte offesa il comune di Formia nella persona del sindaco pro tempore e quindi l’incompatibilità è accertata per il consigliere Di Rocco. Quindi Aprea non accetta morali da nessuno e tanto meno da Di Rocco e quindi la maggioranza non ha sbagliato ma invece tutelato questa città. Saranno i cittadini a giudicare fra tre anni l’operato dell’amministrazione Bartolomeo. Il fatto di non essere amico del consigliere La Mura è un fatto di orgoglio per Aprea. Quindi si sono insultati reciprocamente Aprea e La Mura, tanto che si sono minacciati a vicenda di picchiarsi e Aprea si è diretto con fare minaccioso verso La Mura e solo l’intervento della Polizia Locale e di alcuni consiglieri ha evitato quello che non si doveva vedere in consiglio comunale, un spettacolo veramente fuori dalla decenza politica, tanto da sospendere il consiglio comunale per qualche minuto, come dire “ti faccio una faccia di schiaffi” in consiglio comunale sembra come essere in un litigio di adolescenti.

Dopo i concitati minuti in cui si è veramente sfiorata la rissa tra i consiglieri Aprea e La Mura, ecco che si ristabilisce l’ordine per riprendere il consiglio comunale .e quindi il consigliere Aprea riprende la parola dicendo che è stato minacciato in Consiglio Comunale mentre espletava le sue funzioni di consigliere comunale e per questo lui dice che non si vuole che lui faccia il consigliere comunale in questa maggioranza, per cui parafrasando il vangelo loro hanno sollevato il suo caso come ala pagliuzza nel occhio mentre nei loro ci sono delle grosse travi che devono essere rimosse. Ha ammesso che questo incarico l’ha avuto dal segretario generale, ma l’educazione di interromperlo ogni volta che ha parlato lo ha fatto imbestialire, mentre lui si assume la responsabilità di quello che dice, mai all’interno di questo consiglio comunale si è sollevata una questione di incompatibilità di questo tipo. E lui sostiene che la minoranza ha paura di lui ma la cosa che più dispiace in questa storia e che qualche consigliere di maggioranza ha sottoscritto questo documento con la minoranza ,ma ben sapendo che la questione non esiste. Lui comprende il perché di questo gesto ma ha ricordato a questa persona che ha firmato che appartiene alla maggioranza, ossia la consigliera Valeriano che è la più incompatibile in questa assise comunale, anche per la sua ombra e lui si riserverà in futuro di sollevare la sua incompatibilità in Consiglio Comunale discutendola. Dicendo che non ha mai fatto nessun tipo di intervento in Consiglio Comunale ( forse ricorda qualcuno del passato questo atteggiamento della consigliera Valeriano) e vorrebbe capire quale è la funzione della stessa nel Consiglio Comunale e per quanto lo riguarda non la considera di questa maggioranza.

La consigliera ha risposto ad Aprea dicendo che nono bisogna per forza condividere pienamente alcune cose, quando uno è contrario a una cosa deve avere la possibilità di esprimersi, non è che facendo parte di una maggioranza per forza bisogna condividere tutto, per lui lei era convinta di quello che ha fatto, ma ha anche ammesso che l’incompatibilità non c’è.

La segretaria è intervenuta dicendo che bisogna prendere atto della non incompatibilità del consigliere Aprea ma se è stato sollevato questo problema se si rileva una eccezione di incompatibilità in piena seduta consiliare si devono seguire le procedure previste per legge, non altro.

Il sindaco riprende la parola per intervenire su questo argomento che in Consiglio Comunale non può vivere una vita legata alle incompatibilità presunte o reali, perché il sindaco è convinto che quando una persona è stata eletta tranne che non ci sono fatti gravissimi che ne impediscono l’elezione che però devono essere accertati (il riferimento è al Sindaco De Luca di Salerno che è stato eletto Presidente della regione Campania ma non può esercitare la sua funzione per via della Severino) dall’autorità di controllo che può essere la segretaria comunale, ma possono essere anche altre autorità come le Procure, è del parere che le persone elette siano compatibili e devono restare all’interno del consiglio comunale. Perché sovrapporsi alla volontà popolare non è un bel messaggio che si trasmette e questo gran caos che si è fatto deve essere interpretato in questo modo, ossia che senso ha fare delle accuse reciproche quando sulle questioni politiche ci si può confrontare e al gruppo che ha sollevato la questione della incompatibilità di Aprea che pur avendolo fatto con una relazione scritta ed arrivare a chiedere in Consiglio l’accertamento della decadenza dalla carica sia stato un errore politico, che si poteva forse evitare. La polemica ci può stare, ma siccome si può discutere di problemi più seri e più importanti di questa città di voler chiudere questo increscioso capitolo e di andare avanti con il Consiglio comunale perché sarà una serie di accuse e contro accuse che non finiscono mai, anche questo fatto che ci si scalda al punto da sfidarsi a duello ma non si può trasformare il Consiglio Comunale in una litigata da Piazza Vittoria, con tutto il rispetto di quella piazza. Ed il sindaco ha chiesto uno sforzo di calmarsi ed andare avanti con toni più sereni nel consiglio comunale e con temi e toni diversi da quelli finora tenuti. Sul tema politico questa questione è stata posta, fare una battaglia diversa ma non arrivare a fare di questa situazione che la stessa minoranza ha riconosciuto che non sta in piedi questa questione e non ha nessuna necessità di andare avanti, l’ha detto il consigliere Valerio dicendo che le cause della suddetta incompatibilità sono state rimosse e in ogni caso avrebbe avuto dieci giorni di tempo per fare i passi necessari per poterla rimuovere una volta accertata l’incompatibilità e non sarebbe accaduto nulla in quanto si sarebbe rimossa e quindi il buon senso per portare avanti il consiglio comunale e di non continuare questo ping pong, quindi si possa fare una presa d’atto per chiudere definitivamente questo capitolo, con uno spirito di tranquillità e serenità nei confronti di tutti perché si è offerto uno spettacolo non bello nei confronti della città.

Il Presidente del Consiglio Tallerini ha voluto chiedere scusa a tutta la città ed in particolare agli ascoltatori a nome di tutti i consiglieri comunali per il modo concitato di come è andata questa situazione che ha portato in escandescenze però l’importante che tutto sia rientrato.

Il consigliere Di Rocco è intervenuto a titolo personale che accoglie l’invito del Sindaco a tenere toni più consoni al consiglio comunale perché è un onore fare il consigliere comunale, così come nella passata amministrazione con un incarico che come ha detto il sindaco Bartolomeo prima non c’era nulla di illegale e in modo gratuito e andando a Roma innumerevoli volte a spese mie facendo tardi la sera portando a casa qualche volta risultati per la città ma l’ha fatto con piacere. Il consigliere Aprea dice che la minoranza fa un’opposizione sterile, ma non è vero. Noi abbiamo presentato un contro bilancio al bilancio approvato, ci siamo confrontati, abbiamo fatto una discussione sul bilancio che è durata sette ore, io faccio il consigliere comunale da sette anni ma non ricordo che ci sia stato un consiglio comunale così lungo sul bilancio. Ci siamo confrontati e abbiamo preferito fare un contro bilancio e non avete legittimamente accolto i nostri emendamenti, per l’opposizione erano delle proposte migliorative, ma il garantismo non è una cosa che va a corrente alternata, o si è garantisti o non lo si è. Io sono tranquillo e fino ad oggi sono indagato ma non ho avuto ancora la possibilità di potere spiegare la mia situazione e non sono assolutamente incompatibile e continuerò per questo a lavorare per Formia.

Anche il consigliere Valerio per fatto personale è intervenuto dicendo che purtroppo la politica è anche questa e dispiace che qualcuno si sia risentito ma il sindaco ha detto poco fa che anche loro dal 2008 al 2013 quando sono stati opposizione hanno presentato e sollevato la posizione Di Rocco e quindi hanno fatto opposizione. In politica si verificano degli atti e si cerca di discutere di qualche irregolarità o meno, e ha detto che l’incompatibilità di Aprea è stata sanata dalla dichiarazione che ha fatto il consigliere. Gli atti e i fatti e i comportamenti di inaudita gravità verbale e fisica a cui abbiamo assistito anche da persone che oggi hanno rivendicato legalità, trasparenza e bon ton perché ho assistito da parte dei consiglieri comunali ad atti di inaudita gravità che sono dei comportamenti che non mi appartengono, comportamenti di delinquenza ordinaria, perché non si va in consiglio comunale e non ci si alza con fare minaccioso, non esiste e non è un comportamento corretto. E alla fine ha voluto rispondere alle accuse infamanti che mi sono state rivolte perché questa storia della delinquenza e dell’appellativo del camorrista deve finire. Ci sono intercettazioni ambientali e prove documentali e prove testimoniale che io ho in possesso, fortunatamente perché sono stato accorto e le carte con proroghe firmate negli anni passati nono dal sottoscritto ma da altri soggetti e si invitano gli atri consiglieri ad andare a vedere queste carte negli anni addietro queste carte sono state fotocopiate e la commissione della legalità se queste carte di anni orsono sono venute fuori e se le intercettazioni ambientali registrate sono venute fuori. La relazione ambientale è un diritto di ogni cittadino che lo richiede. Io procederò perché queste accuse infamanti sulla mia persona devono finire perché essendo una persona seria perché chi è stato indagato per il 416 bis non è il consigliere Valerio. Si faranno anche altri controlli che l’Ufficio Tributi li deve verificare sui pagamenti Ici, Imu ed altro. Non accetta di esser e il capro espiatorio il consigliere Valerio con tutte le accuse del caso, ma la città è una città sana e se ci sono criminali e le Forze dell’Ordine devono perseguirli. Per quanto riguarda la questione Piccolino si è alzato un polverone e la criminalità, la pallottola era per il sindaco e per l’amministrazione ed erano tutti terrorizzati con le sentenze in tasca ma che senso ha avuto che c’è la criminalità siamo tutti contrari e nessuno è favorevole alla criminalità, nessuno di noi vuole la camorra in casa nostra ma è una cosa che dobbiamo combattere tutti ma lo dobbiamo fare nei comportamenti ch abbiamo tra di noi, nei comportamenti della quotidianità, e tutti sanno chi è il consigliere Giovanni Valerio.

Il presidente Tallerini ha cercato di stemperare i toni dell’ultima dichiarazione del consigliere Valerio anche per esperienza personale quando in passato era consigliere, purtroppo la politica è questa.

Il consigliere La Mura ha chiesto scusa al consigliere Valerio di aver dovuto assistere all’alterco con Aprea. Ci sono persone che a pelle non si prendono e ci sono momenti in cui riesci a tenere la barra e con altri la barra non si riesce a tenere dritta ma qualche consigliere non è molto diverso da me per il modo in cui si accende il fiammifero. Si chiede scusa al consigliere Valerio per qualcosa che ha dovuto subire e non credo di avere il 100% di quello che è successo, ma se ne ha assunto le responsabilità ma ci sono soggetti che fanno perdere la bussola così come lui nello stesso modo, nel modo caratteriale, il problema poi che quando uno ha sbroccato ha sbroccato ma la città conosce le persone che sono qua dentro e che conosce per la propria storia, per cosa si portano appresso e quello che è successo è un fatto opportunistico che è legato al momento singolo e finale.

Alla fine il consiglio comunale prende atto della non consistenza della incompatibilità ed il consigliere comunale ha rinunciato a tutto il suo mandato.

Il giorno dopo però la presidenza del Consiglio comunale faceva uscire il seguente comunicato che non sono altro che delle precisazioni.

“Il regolamento comunale (ex art. 77, comma 1, rubricato ‘Comportamento dei Consiglieri’) prevede espressamente che, fatte salve le critiche e i rilievi riguardanti opinioni e comportamenti politico-amministrativi, deve essere escluso qualsiasi riferimento da parte di tutti alla vita privata e alle qualità personali di alcuno”. Così il Presidente del Consiglio Comunale Maurizio Tallerini all’indomani dell’infuocata seduta consiliare di ieri sera.  “Il comportamento in aula va mantenuto entro i limiti dell’educazione, della prudenza e del civile rispetto, considerato che, al di là del ruolo, chi siede in Consiglio Comunale ha pari dignità. Vorrei ricordare che tenere un comportamento corretto e rispettoso in aula è un segnale importante per i cittadini che ci hanno chiamato a rappresentare la città e per questo ritengo censurabili il modo e il tono degli interventi assunti da alcuni consiglieri comunali nella seduta di ieri. Tali atteggiamenti non consentono di garantire la tutela e il rispetto della componente consiliare nel suo insieme e un sereno svolgimento della seduta in osservanza del regolamento vigente”. Ricorda inoltre che “il presidente del Consiglio Comunale deve dirigere la discussione nei limiti di comportamenti civili, redarguire e censurare comportamenti con modi altrettanto urbani e che si convengono a tale ruolo. Chi ritiene che il Presidente del Consiglio debba essere invece un arbitro di stile pugilistico o usare la stessa dialettica arrogante e fuori dalle righe pari ai contendenti, ha sbagliato luogo per manifestare le proprie idee personali”. E conclude sempre Tallerini che “nell’esprimere dissenso nei confronti di un operato che viola il buon andamento dei lavori consiliari, spero che ognuno di noi, da persone serie e ragionevoli, saprà d’ora in avanti impegnarsi per tenere il proprio comportamento nei limiti di un corretto confronto e di una dialettica serena”. Ma ciò non toglie che in questa situazione il caos ed il Far West ha trionfato sul buon senso e sull’educazione civile dei consiglieri comunali.

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