La critica di Rifondazione Comunista di Formia per quanto riguarda la legge 68

Segnale disabili al lavoro
Segnale disabili al lavoro

Qualche giorno fa la Provincia di Latina faceva uscire l’aggiornamento dell’elenco delle aziende, sia pubbliche che private, le quali non erano a norma con la legge 68 che dice espressamente che bisogna avere delle persone assunte che fanno parte delle categorie protette e dei disabili. Le aziende che non sono a norma per limitarci alle nostre terre sono: il Comune di Fondi e il Comune di Gaeta, Falco SpA di Formia, l’Istituto Ortopedico Salus di Formia, Mariangela SRL di Formia, Peroni Pompe di Gaeta, Tom Trans di Fondi. Queste sono ritenute mancanti per quanto riguarda la normativa, e quindi dovrebbero mettersi a regola, ciò che invita a fare il Partito della Rifondazione Comunista, circolo Enzo Simeone con questo comunicato:

La Legge 68/99 stabilisce che i datori di lavoro privati e pubblici con più di 15 dipendenti al netto delle esclusioni, siano tenuti ad avere alle proprie dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie protette (disabili) iscritti in appositi elenchi gestiti dall’Agenzia del lavoro della provincia di riferimento.

Inoltre, l’articolo 18 della Legge 68/99 prevede che i datori di lavoro che occupano oltre 50 dipendenti hanno l’obbligo di assumere: vedove e orfani del lavoro, per servizio, di guerra e i profughi italiani, nella misura di un’unità nel caso di aziende che occupano da 51 a 150 dipendenti e nella misura dell’1% per le restanti (percentuale che si aggiunge al 7% previsto per l’assunzione dei disabili).

Anche i cittadini extracomunitari, regolarmente presenti in Italia, riconosciuti disabili da uno degli enti italiani preposti al riconoscimento dell’invalidità, rientrano nel computo delle categorie protette secondo la Legge 68/99.

Il Settore Politiche del Lavoro della provincia di Latina pubblica ha pubblicato nei giorni scorsi l’elenco – aggiornato al 15 dicembre 2015 – delle aziende pubbliche e private che non rispettano la Legge 68/99.

Nel pubblico troviamo l’assurdo caso dell’azienda unità sanitaria di Latina che avrebbe dovuto assumere 62 disabili e 2 persone con i requisiti previsti dall’articolo 18 della legge 68/99, il comune di Gaeta con 6 disabili non assunti, la sede di Latina del ministero dell’economia e delle finanze con 4 disabili non assunti, la sede di Latina del ministero dell’interno con 4 disabili non assunti.

Nel privato invece tra le aziende che violano la Legge 68/99 ci sono: la CATALENT ITALY SPA con 9 disabili non assunti, la ESSELUNGA SPA con 6 disabili non assunti, G.I.O.M.I. SPA con 8 disabili non assunti, la IPS SPA con 5 disabili non assunti e la U.S LATINA CALCIO SRL con 4 disabili non assunti.

Oltre 100 i disabili a cui è negato un lavoro, nonostante la Legge 68/99 c lo preveda.

Le imprese private e gli enti pubblici economici che non adempiano agli obblighi previsti dalla legge 68/99 per il diritto al lavoro delle persone disabili sono soggetti a sanzioni amministrative (art. 15 – comma 1 della legge 68/99).

Per le pubbliche amministrazioni inadempienti agli obblighi della legge ci sono anche sanzioni di tipo penale.

Ovviamente fatta la legge trovato l’inganno. Infatti la Legge 68/99 prevede I datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici che, per le speciali condizioni della loro attività non possono occupare l’intera percentuale di disabili, possono essere parzialmente esonerati dall’obbligo di assunzione, a condizione che versino al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili un contributo esonerativo nella misura di euro 30,64 per ogni giorno lavorativo riferito a ciascun lavoratore disabile non occupato.

Per capirci nel caso l’azienda unità sanitaria di latina per non aver assunto 62 disabili deve pagare 1899,68 euro al giorno, che diventano 693mila euro per l’intero anno.

Veramente difficile mandar giù il fatto che si impedisca ai disabili di esercitare il diritto al lavoro, così come previsto dalla normativa attuale.

D’altronde cosa aspettarsi da chi in questi anni ha trasformato il lavoro in merce e considera i lavoratori una zavorra di cui liberarsi.”

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