Classe

La Gilda Insegnanti di Latina ha collaborato alla predisposizione di proposte ed emendamenti da presentare al Governo sul reclutamento dei docenti. Si tratta di emendamenti relativi agli articolo 58 e 59 del Decreto Sostegni bis, come ha spiefgìgato la coordinatrice del sindacato Patrizia Giovannini:   “L’articolo 59 in particolare, che dispone un piano straordinario per il reclutamento del personale docente presenta profili di incostituzionalità. E’ giusto procedere celermente alla stabilizzazione dei precari, ma le modalità seguite per snellire e semplificare i prossimi concorsi sono inique. Vengono infatti apportate delle modifiche ai bandi di concorso e alle prove scritte di valutazione senza che ciò comporti la riapertura dei termini per la presentazione delle istanze, a scapito degli aspiranti che hanno partecipato al bando del 2020 attenendosi alle indicazioni dettate dallo stesso”.  In sostanza, vengono smentite le regole per i concorsi ordinari banditi nel 2020 laddove “la prova scritta da didattico-disciplinare diventa unica e “a quiz” disciplinari orientati a valutare i candidati sui contenuti inerenti le discipline di insegnamento, come si trattasse di un esame finale universitario. Così gli iscritti al concorso 2020 che si sono già preparati secondo le linee specifiche del bando dello scorso anno, si ritrovano ora a dover rivedere la loro preparazione. Inoltre, secondo le nuove disposizioni, chi non supererà le prove non potrà presentare domanda di partecipazione alla procedura concorsuale successiva. Per il momento i nuovi concorsi veloci riguardano le materie scientifiche Stem, ma le misure di semplificazione potrebbero essere applicate già da settembre a tutte le classi di concorso”. Attraverso gli emendamenti la Gilda chiede di prevedere prove finalizzate all’accertamento delle competenze non solo disciplinari, ma anche didattico-metodologiche e che si cancelli il veto posto alla partecipazione ai prossimi concorsi di coloro che per motivi diversi non abbiano superato le prove concorsuali: “Il piano di assunzioni così previsto non risolverà comunque i problemi del precariato e delle classi pollaio visto che dei 230mila precari da assumere solo un quinto sarà stabilizzato”.  La Gilda è in procinto di presentare una proposta di reclutamento che non leda i diritti già acquisiti, ma allo stesso tempo porti alla riduzione del precariato a partire dalla formazione universitaria: “Gli articoli 58 e 59 confermano la volontà di privilegiare la semplificazione amministrativa a scapito della qualità e della professionalità della docenza; si mantiene a una dimensione patologica la precarietà; in sintesi, ci si mette una toppa, ma di quelle peggiori del buco”. 

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