Carcere di Latina

Allarme sulla situazione delle carceri del Lazio dopo il suicidio dell’agente di Polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Latina e l’aggressione a tre agenti del carcere romano di Rebibbia e quella avvenuta a Viterbo da parte di un detenuto con problemi psichici. Ad intervenire è stato il segretario generale aggiunto della Cisl Fns Massimo Costantino che sottolinea ancora una volta il problema del sovraffollamento: i detenuti reclusi nei 14 istituti del Lazio, come risulta dal Ministero della giustizia, risultano essere 5779 a fronte di una capienza regolamentare di 5212 detenuti con un’eccedenza di 567:  “E’ noto il deficit qualitativo dell’attività lavorativa nell’ambito degli Istituti Penitenziari dove il lavoratore si trova ad essere, in molti casi, attore di disagi operativi. Questi sono causati dall’inadeguatezza edilizia delle strutture penitenziarie e dalla crescente carenza di risorse umane. Purtroppo abbiamo appreso del dramma del collega che si è tolto la vita, lavorava nel carcere  Latina. Anche in questi casi vi è la necessità di intervenire in anticipo, segnalando eventuali disagi al fine di evitare che casi del genere si ripetano. Vicinanza della Fns Cisl alla famiglia del collega di Latina e solidarietà al personale aggredito in questi giorni. Chiediamo pertanto al Ministero della Giustizia ed al DAP soluzioni concrete e soprattutto una visione prospettica, ma le risposte continuano a non arrivare, anzi, si preferisce utilizzare soluzioni tampone che dopo un pò riportano il problema all’origine”.

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