La Champions League degli automobilisti

punti_patente_2_bigCi sono automobilisti di serie A, automobilisti di serie B e automobilisti che hanno accesso alla Champions League? In teoria no, ma a quanto pare c’è chi vuole introdurre un concetto simile. Apprendiamo da adnkronos che: ““La cosiddetta patente a punti – scrive infatti l’esponente di Sel nella relazione alla pdl – se, da un lato, si pone come importante deterrente alla trasgressione delle norme del codice della strada, dall’altro incide profondamente sulla vita professionale e familiare di quei soggetti che possiamo definire i professionisti della strada”. L’autista, l’autotrasportatore, il rappresentante di commercio, il taxista e via elencando, “deve essere particolarmente rispettoso delle disposizioni di legge”, ammonisce Scotto, ma allo stesso tempo è evidente che queste categorie di “persone siano statisticamente più soggette a commettere violazioni” e a ‘bruciare’ punti-patente.” La domanda è: qual è il problema? Qual è l’obiettivo che si vuole perseguire con sistemi quali, ad esempio, la patente a punti? I soldi? La sicurezza? Se si tratta di un tornaconto economico si proceda pure. Se si tratta di una questione di sicurezza qualche perplessità rimane. Non sarà, anche, che, sempre statisticamente parlando, chi più utilizza l’automobile è più esposto a infrangere il codice della strada (molto spesso poco realista)?

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