La celebrazione della giornata della vita consacrata nel santuario dell’Annunziata a Gaeta


Mons. Vari

Nella Chiesa dell’Annunziata di Gaeta, di cui ricorre quest’anno il settimo centenario dell’istituzione, domenica 2 febbraio, in occasione della festa della Presentazione del Signore, alle ore 18 si è svolta la celebrazione della giornata mondiale per le vocazioni alla vita consacrata. A presiedere l’eucaristia è stato l’arcivescovo di Gaeta, monsignor Luigi Vari.Con lui hanno concelebrato padre Antonio Rungi, delegato arcivescovile per la vita consacrata dell’arcidiocesi di Gaeta, don Alessio Tomao, segretario del vescovo, padre Nevio, Rettore del Santuario della Montagna Spaccata di Gaeta e padre Francesco dei Francescani di Fondi. La santa messa è stata preceduta dalla celebrazione dei Vespri, alle ore 17,30, officiata da padre Antonio Rungi ed animati dalla corale parrocchiale della Basilica Cattedrale di Gaeta, diretta da don Antonio Centola. Dopo i vespri, nella Cappella d’oro, dedicata alla Madonna Immacolata ed annessa alla Chiesa dell’Annunziata si è svolto il rito della benedizione delle candele, officiato dall’arcivescovo. Da lì in processione tutti, comprese le circa 100 suore presenti insieme ad un folto gruppo di fedeli in processione per la strada che costeggia la Chiesa dell’Annunziata, si sono recati in Chiesa per proseguire la celebrazione con il canto del Gloria. Ad animare la liturgia le suore dei vari istituti di vita consacrata presenti in Diocesi che hanno proclamato le letture bibliche, mentre i canti sono stati eseguiti dalla corale parrocchiale. Conclusa la proclamazione della parola di Dio l’arcivescovo Vari ha tenuto l’omelia, contestualizzandola alla festa della Presentazione del Signore e spiegando il motivo della celebrazione della giornata della vita consacrata e della giornata anche della vita. Parlando a cuore aperto e con la sensibilità del pastore che è stato educato nelle scuole delle suore, monsignor Vari ha detto che “una chiesa senza persone consacrate è come un cielo senza le stelle, e quindi meno bella. Noi dobbiamo ringraziare il Signore per le persone consacrate, che hanno scelto di seguire Cristo, povero casto ed obbediente, in quanto i religiosi sono segni della verità delle promesse fatte da Dio all’umanità, dell’amore di Dio e di Cristo verso il suo popolo. Tutti noi, da piccoli, da giovani o da grandi abbiamo fatto esperienza di aver incontrato un religioso o una suora nella nostra vita, che ci hanno insegnato e dato tanto, dalle cose più semplici, come l’insegnamento scolastico, a cose più impegnative e meno semplici che hanno segnato in positivo la nostra vita. Ognuno di noi può raccontare questa esperienza positiva di aver incontrato quel religioso o quella religiosa in un determinato momento della sua vita. Dobbiamo essere grati ai religiosi e alle religiose per quello che operano anche nella nostra Chiesa locale”. A conclusione della messa è intervenuta suora Maria Ewa Rog, responsabile dell’Usmi dell’arcidiocesi di Gaeta per ringraziare l’arcivescovo per la sua vicinanza alle suore e per la su spiccata sensibilità di pastore che si prede cura di tutto il popolo santo di Dio, in cui un ruolo importante hanno anche i consacrati. Ha ricordato che le suore sono 120 in diocesi, distribuire in 23 comunità, ma anche se poche rispetto ai grandi numerosi, le religiose sono particolarmente attive in tutti campi. Prima della benedizione finale impartita dal vescovo e da tutti i sacerdoti presenti, padre Antonio Rungi, in qualità di delegato arcivescovile, a nome di tutti i consacrati ha voluto ringraziare l’arcivescovo, sottolineando l’impegno su vasta scala che i religiosi e le religiose svolgono in Diocesi:  “Ci sforziamo ogni giorno di far accedere nuove stelle di speranza e gioia nel firmamento della Chiesa locale di Gaeta, promuovendo l’amore alla vita consacrata, con la testimonianza della vita, con il servizio, con la preghiera, con la vicinanza a quanti soffrono nel corpo e nello spirito”.

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