Comune di Formia – foto di Pietro Zangrillo

Quando è uscito il comunicato a forma congiunta di Romano e di Lombardi, rappresentanti rispettivamente del Movimento Cinque Stelle e della civica Un’Altra Città, è stato come se fosse arrivata la famosa folgore che ha squarciato il cielo di Formia, simile a quel fulmine che quando Benedetto XVI annunciò al mondo intero il suo ritorio dal soglio pontificio si è abbattuta sulla cupola di San Pietro. Perché questa similitudine? Intanto sia i Cinque Stelle formiano che la civica che fa capo al già sindaco di Formia Paola Villa stavano partecipando a degli incontri che il centro sinistra più radicale, fatto tesoro del clamoroso errore che fece di fatto nel dividere questo schieramento in due, una parte che appoggiò la candidatura di Claudio Marciano, considerato il vero erede della tradizione amministrativa di Sandro Bartolomeo, ed una parte che appoggiò la candidatura a sindaco di Paola Villa, che si dimostrò vincente. Ma dopo un anno che hanno visto l’inconcludente azione dell’amministrazione Villa, quella parte di sinistra che l’aveva appoggiata si era ritirata. Dopo l’insediamento del commissario ed il rinvio all’autunno delle elezioni amministrative, è chiaro che c’è stato tutto il tempo per poter riunire le fila di quel centro sinistra un po’ radicale che vuole essere di nuovo protagonista nella vita politica formiana, e nei giorni scorsi sono cominciati gli incontri per porre delle nuove basi per una politica amministrativa diversa da quella che ha contraddistinto la partecipazione di diversi uomini e donne già consiglieri e assessori a più riprese. Ma quel fulmine, appunto il comunicato congiunto che ha di fatto sancito una nuova divisione amministrativa, ha posto le basi per un nuovo scontro politico cittadino. Perchè? Si è capito, anche se era abbastanza ovvio, che la “barricadera” Villa non avrebbe mai potuto accettare un ruolo da comprimario in una coalizione che avrebbe scelto il sindaco tra i diversi candidati con le primarie che si presenteranno a breve per poi scegliere il cavallo di razza su cui puntare. Certo, la bramosia di candidarsi a sindaco della Villa questa volta si scontra con una situazione completamente differente sia del 2013, quando nonostatnte un bottino considerevole di preferenze, le sue liste non hanno fatto raggiungere il quorum alla ambientalista anarchica formiana. Un errore la stessa signora della politica formiana non ha ripetuto nel 2018, anche grazie a quella “battaglia dell’acqua” che la vista indiscussa protagonista di quella fase. Ma poi la sua azione amministrativa è stata inconcludente e a tratti farraginosa, perdendo pezzi in tempi diversi sia in giunta che poi nella sua stessa maggioranza, con un pandemia che ha acuito queste lacune amministrative. Ora la palla è passata nelle mani di una coalizione di questi due gruppi, che per oltre due anni hanno avuto delle divergenze assolutamente antitetiche, e pertanto come potranno soddisfare quei pochi punti elettorali comuni che li vedranno insieme ad ottobre, con una condizione assolutamente differente rispetto al passato? E’ l’organizer del meetup formiano, che risponde al nome di Paolo Costa, come ha accettato questo “papocchio” elettorale? Con un movimento che invece di far risplendere cinque stelle lucenti, ormai si è arrivati all’immagine di cinque stelle cadenti in via di completa estinzione, nonostante la buona fede e l’onesta di Antonio Romano, anche lui già candidato a sindaco ma che per una serie di circostanze, nonostante i circa 1200 di preferenza per la sua persona, questa volta non avrebbe neanche il voto di opinione a suo favore. Ma c’è di più: voci di corridoio hanno fatto trapelare che durante un incontro avvenuto qualche giorno fa, proprio il portavoce della civica “Un’altra città” Christian Lombardi, due ore dopo aver firmato quel documento, si è presentato alla riunione del centro sinistra, ovviamente ricevendo il giusto risentimento, ovvero “è stato preso a pesci in faccia”, vista la vocazione marinara della città. Ed allora la domanda sorge spontanea: la Villa la sfangherà ancora una volta, ritornando ad essere l’indiscussa regina di picche del panorama politico formiano, o questa mossa si rivelerà un’azzardo e la porterà definitivamente all’oblio politico per mai più ripresentarsi? Nei prossimi mesi risponderanno le schede deposte nelle urne a questo quesito.

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