La candidata Giuseppina Giovannoli commenta la sfiducia al sindaco di Sermoneta Damiano

Damiano e Giovannoli

Ci va giù pesante il candidato a sindaco Giuseppina Giovannoli sulla questione della sfiducia di questi giorni nei confronti del sindaco Claudio Damiano presentata da 7 consiglieri: “Un teatrino inutile, semplice operazione di facciata. La mozione di sfiducia ad un mese dal voto? Uno dei momenti più bassi della vita politica della città, che certifica il fallimento di un gruppo politico, Aprile, Scarsella, Torelli ed altri, che un anno fa avevano deciso di salvare Damiano per evitare il commissariamento, visto come un mostro che avrebbe aumentato le tasse, cosa che poi hanno fatto loro. Invece, oggi, si rimangiano la loro missione, con fini assolutamente personalistici ed elettorali. Una semplice operazione di facciata per recuperare verginità politica ad un mese dal voto. Un autentico teatrino, mentre accusavano me di aver messo davanti i personalismi al bene comune e loro erano quelli che volevano evitare il disfacimento della città. Ad un anno e oltre da quella scelta si rimangiano i buoni propositi, per lanciarsi a capofitto verso la campagna elettorale. E lo fanno con una mozione di sfiducia, nemmeno andandosi a dimettere davanti al segretario comunale, avendo i numeri per farlo”.  Giovannoli commenta anche la decisione di togliere le deleghe a Chiara Caiola: “Come donna e come amministratrice non posso che sentirmi vicina a Chiara Caiola, giovane e pronta a lavorare per il bene della città, che è stata davvero trattata male, sia da Damiano che l’ha considerata assenteista, sia da quelli che hanno deciso un anno fa di farla nominare, assolutamente non difesa dagli stessi che adesso alzano scudi contro il sindaco, ma che nell’ultimo anno non sono riusciti nemmeno a portare a termine il famigerato Accordo di Programma, che noi avevamo bocciato sin dall’inizio”. Mentre le schermaglie proseguono e forse la prossima settimana si tornerà in consiglio per la sfiducia, quello che emerge è un quadro nel quale il futuro appare sempre più oscuro: “Invece di pensare ai programmi, alle proposte di rilancio della città e all’offerta da proporre alla cittadinanza  si pensa a questi nuovi giochetti politici, a piazzarsi in posizione migliore, a ricostruirsi una verginità politica e ad attaccare senza alcuna logica. Mi piacerebbe, invece, che si rendessero note le strade da percorrere per far tornare a vivere la nostra Sermoneta”.

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