La 25esima edizione del Festival Caroso

Ricardo Moyano

Quest’anno il Festival Caroso, un festival musicale dedicato alla chitarra, ha raggiunto il traguardo dei 25 anni e pertanto il programma è veramente di prim’ordine. La rassegna, ospitata in alcuni dei luoghi più suggestivi della provincia e che vede protagonisti virtuosi della chitarra di caratura internazionale, è ideata e promossa dal Maestro Stefano Raponi. Questa 25° edizionesi terrà dal 7 al 10 agosto tra Sermoneta e Lanuvio e vedrà per la prima volta l’apertura ad altri strumenti: dunque quattro appuntamenti che vedranno esibirsi il Maestro argentino Ricardo Moyano, la Pontinua Guitar Orchestra il Maestro Antonio Molfetta e la pianista Silvia D’Augello. Il primo appuntamento di mercoledì 7 agosto presso il teatro comunale Don Bosco a Lanuvio vedrà esibirsi l’argentino Ricardo Moyano. Un vero e proprio artista figlio del mondo: nato a La Rioja nel 1961 dove ha iniziato gli studi, si è poi trasferito a Madrid in Spagna per alcuni corsi di approfondimento, passando poi per Parigi per un breve periodo della sua vita e carriera. Attualmente vive in Turchia dove da oltre dieci anni insegna al Conservatorio dell’Università di Istanbul. La sua musica si occupa di generi e confini ed è il riflesso della sua storia, fatta di continui spostamenti, incontri e influenze ricevute. Dal secondo giorno e per i successivi due concerti, la location sarà quella del Castello Caetani di Sermoneta. Giovedì 8 protagonisti saranno i componenti del Pontinia Guitar Orchestra,  composta da giovani chitarristi professionisti (Alessandro Castro e Antonio Cutrì, Claudiu Plescan, Luca Stazi, Davide Marchetti, Nicola Galeotti, Oliviero Forni, Riccardo Rettaroli, Andrea Sordano e Angelica Sepe e Simone Salvatori prima chitarra) che propongono un repertorio che varia dalla musica  cosiddetta Classica a quella più attuale pop-rock. La disposizione è quella di un’orchestra classica, dal registro più “grave”  al registro “medio” fino ad arrivare al più acuto. La direzione, gli arrangiamenti, le trascrizioni e la rilettura dei brani in chiave sinfonica, sono curati  dal maestro Massimiliano Romano, autore fra l’altro di alcuni brani originali che compaiono spesso in repertorio, fondatore nel 2014 dell’orchestra. Venerdì 9 l’incantevole castello vedrà in scena l’italiano Antonio Molfetta. Nato a Mesagne in provincia di Brindisi ha iniziato lo studio della chitarra con Vito Fiore proseguendo con Angelo Amato e Claudio Marcotulli. Ha conseguito il diploma al conservatorio “G. Verdi” di Milano. Si è perfezionato con Stefano Grondona, Frederic Zigante e Oscar Ghiglia, seguendo i corsi di perfezionamento dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena. Il suo repertorio spazia dalla musica tardo rinascimentale di liutisti inglesi, come John Dowland e Anthony Holborne, passando dall’Ottocento chitarristico italiano e spagnolo di compositori come Mauro Giuliani e Dionisio Aguado, fino alla musica moderna e contemporanea. La sua intensa attività concertistica lo ha portato ad esibirsi come solista in prestigiose sale da concerto in Italia, Belgio, Spagna, Francia, Portogallo, Norvegia e Inghilterra. Sabato 10 si chiuderà con un volto femminile e presentando, come anticipato, una serata dedicata al pianoforte. La protagonista sarà Silvia D’Augello. Diplomatasi in pianoforte con il massimo dei voti e la lode sotto la guida di Maria Paola Manzi presso il Conservatorio di Musica “Ottorino Respighi” di Latina, è anche laureata in “Letteratura Musica e Spettacolo” e in “Musicologia” con il massimo dei voti e la lode presso l’Università  “La Sapienza” di Roma. Vincitrice di importanti concorsi Nazionali e Internazionali ha suonato per diverse istituzioni concertistiche. Nel 2012, ha curato un ciclo di trasmissioni radiofoniche dedicate alla figura del compositore Fausto Razzi, mandate in onda da Radio Vaticana, e nel 2014 ha debuttato come solista nel concerto per pianoforte e orchestra di Schumann con l’Orchestra da Camera “Città di Fondi” diretta da Ertug Korkmaz, oltre a vantare una florida attività concertistica che l’ha portata anche a Parigi.

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