Io vado al Museo: Il Museo Archeologico di Formia ha aderito alla iniziativa nazionale del Mibact

 Il responsabile del Mibact il ministro Bonasoli lo aveva detto che sarebbero state abolite le prime domeniche gratuite dei musei, ma sono state sostituite da delle settimane gratuite e da quest’anno a ottobre e novembre ci saranno i giovedì gratuiti, quindi un ridimensionamento rispetto alla gestione del precedente ministro del Mibact Franceschini che aveva previsto le prime domeniche gratuite dei musei. Per chi è interessato a sapere quando ci sono gli ingressi gratuiti nei musei italiani il sito del Mibact contiene tutto ciò che è utile sapere. D’altra parte la settimana che è appena trascorsa fa capire come anche Formia ha avuto la sua settimana che comprendeva i giorni dal 5 a l 10 marzo. Non è chi vi scrive che deve mettere in evidenza il patrimonio archeologico che contiene questo piccolo museo di questa graziosa cittadina, che come importanza storica ha avuto come cittadino on orario residente niente meno che il celebre Cicerone, senatore e avvocato di grido dell’antica Roma repubblicana. E proprio il giacimento museale di questo luogo ha potuto cogliere favorevolmente le fantasie delle circe 200 persone che si sono avvicendate in questa settimana di visite gratuite per ritrovare un piacevole ricordo di un viaggio a ritroso nel tempo dove nell’antica Hormiae ( l’antico9 nome romano di Formia  che significa ormeggi), si svolgeva la vita cittadina, dove notabili, decurioni, matrone e semplici cittadini svolgevano le loro attività quotidiana all’insegna di una società ben ordinata, come era stata la civiltà classica romana. Ovviamente questo patrimonio di statue, di reperti archeologici, di pezzi di affreschi ritrovati negli anni addietro, e che per molto tempo erano stati custoditi male nell’Antiquarium di Piazzetta delle Erbe (altri pezzi erano a Napoli) e solo la lungimiranza politica dell’allora sindaco Sandro Bartolomeo, che aveva visto nel turismo culturale e museale in particolare il possibile volano per lo sviluppo economico della città, ma che deve ancora essere valorizzato a pieno. Ora queste nuove disposizioni ministeriali sicuramente faranno diminuire la visita delle persone che potrebbero essere interessate a questo, ma comunque il museo di Formia ha un fascino che deriva dalla presenza di questi reperti che hanno 2000 anni di vita, di storie e di storia legati a coloro che li hanno costruiti con le proprie mani e chi o cosa rappresentano, come per esempio il volto di un giovane Commodo che fa parte del gruppo delle cinque teste ritrovate nell’ultima campagna di scavi alla cosiddetta Villa di Mamurra al Monte di Gianola, oppure il dono preziosissimo fatto dalla famiglia Sciarra di un reperto che era in loro possesso e che qualche anno fa hanno voluto donare al Museo Archeologico, ossia l’Erma Bifronte del Dio Apollo, oppure un ritrovamento fatto a fondi, di un maestoso busto che rappresenta l’imperatore Augusto e al suo fianco è presente il volto di sua moglie Livia. Ma si potrebbe andare avanti per giorni e per mesi interi a descrivere le meravigliose emozioni che questo luogo custodisce ormai da più di dieci anni, da quanto è stato costituito il Museo nei locali comunali della Casa Comunale di Via Vitruvio. Ma quello che più importa e che venga installato nel cuore e della mente di ognuno la volontà, il desiderio di poterlo visitare e godere di questo passato che per la Formia romana è stato sicuramente pieno di vita, di fascino e di orgoglio di vivere per alcuni mesi all’anno, per quanto riguarda i patrizi romani, agli ozi e alle feste che si davano nelle sontuose ville prospicenti lo sp0ecchio di mare che i cittadini moderni di Formia possono ancora ammirare anche se quella sciagurata via Litoranea ha allontanato dal mare la più bella delle città del Golfo di Gaeta.

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