INZIATIVA DISEGNARE LA STORIA DELL’ASSOCIAZIONE FORMIA TURISMO: LA TORRE DI CASTELLONE

Disegnare la storia
Disegnare la storia
Luisa e Silvia
Luisa e Silvia
Torre di Castellone
Torre di Castellone

E’ cominciata l’iniziativa culturale dell’associazione Formia Turismo che vuole , come ogni volta che si muove, mettere in risalto le bellezze della Perla del Tirreno, come il famoso Meteorologo colonnello Bernacca diceva sempre quando parlava di Formia, bellezze non solo viventi ma anche archeologiche, la prima tappa si è tenuta nell’antica Arce formiana, ossia Castellone, e mentre si preparavano i cavalletti per gli aspiranti disegnatori, le parole della pittrice e dell’archeologa Luisa ci hanno fatto da cornice sonora nella spiegazione del luogo dove ci trovavamo.

Siamo nel quartiere di Castellone, di fronte alla Torre di Castellone che ha un agglomerato di diversi strati di storia, infatti nella presentazione di un libro “La memoria del martire Erasmo” faceva partire da questo punto il famoso Borsale che avrebbe composto il triangolo con al Chiesa di Sant’Erasmo  e con il quartiere di Mola. Ma adesso tocca a Luisa spiegare come è questo agglomerato architettonico.

“ In realtà il rione di Castellone è una mirabile fusione fra elementi antichi del periodo preromano e romano e ovviamente del periodo medioevale risalente a quanto si fa evincere dai documenti alla costruzione della cinta fortificata da parte di Onorio Caetani nel 1377, però in realtà elementi urbanistici erano presenti da prima in quanto ci troviamo su quella che era l’Arce, cioè l’Acropoli, l’insediamento delle popolazioni preromane, in particolar modo degli Ausoni e anche con la collaborazione di Equi, Ernici e Volsci. La zona era assolutamente strategica dal punto di vista delle comunicazioni e militare, in quanto dominava dall’alto il territorio circostante e soprattutto il mare e soprattutto il mare perché le principali incursioni avvenivano via terra ma soprattutto anche via mare, quindi trovarsi in un punto di una visuale dove era pressoché perfetta era ovviamente un elemento di ottima visione, un elemento di vantaggio per le popolazioni che vivevano qui, e i Romani quando poi dopo il 338 a.C. cominciarono la loro fantastica e favolosa conquista del resto dell’Italia meridionale, anche loro ovviamente percepirono immediatamente l’importanza dell’Arce di Castellone che il cui nome non si conosce l’origine, ovviamente capirono immediatamente che era un ottimo luogo dove stanziare la loro colonia, pertanto Formia romana nasce da questo, da un controllo strategico da parte dei romani del territorio e tanto è vero vi fecero passare la via Appia, al regina viarium, non è cosa da poco far passare la prima strada lastricata, si tratta della prima strada che penetra nei territori conquistati da Roma, quindi un’importanza enorme, e avere una colonia che dà sull’Appia rese Formia una colonia ricchissima.”

Formia, ricordiamo,  è stata associata a Roma nel 338 a.C. sine suffrage e poi dopo ha avuto la cittadinanza piena iscritta nella tribù Emilia e quindi tutta l’importanza di Formia come colonia romana e in particolare nell’Impero.

“Certamente, essere una colonia di diritto romano nono era una cosa da poco perché le colonie di diritto romano erano pochissime ed hanno la caratteristica di trovarsi quasi sempre sul mare, infatti nsomno considerate come colonie marittime, la stessa Minturno che è un poco più avanti era una colonia di diritto romano, quindi la maggioranza degli altri insediamenti romani dell’entroterra erano delle colonie di diritto latino, oppure erano semplicemente comunità o agglomerati insediativi senza addirittura diritti, fa di Formia un punto assolutamente importantissimo tanto è vero che Formia fu intersecata anche dal passaggio e dalla vita di numerosi personaggi molto famosi della storia dell’Impero, primo fra tutti Cicerone.”

Adesso andiamo nel vivo dell’iniziativa Disegnare la storia con Silvia. Come si prospetta da un punto di vista pittorico una manifestazione architettonica di questo tipo?

“ Allora, inizio dicendo che il nostro territorio di Formia è pieno di queste meraviglie, di queste architetture storiche che vengono spesso ignorate ma comunque trattate come se fossero un argomento di elite,  solo per pochi esperti. L’iniziativa di oggi è la prima di una serie che vuole sensibilizzare proprio tutti gli inesperti riferendosi alle persone più normali, anche a livello artistico, è semplicemente un amante casalingo oppure anche chi disegna da tanto, unire tutto questo gruppo di persone per una estemporanea di disegno all’aperto come un’attività sociale, che condivide lo stesso interesse. E i luoghi storici io credo che siano una delle cose più belle da ritrarre, a dispetto delle solite nature morte o nudi artistici, anziché un modo di sensibilizzare la persona a quello che sono i patrimoni culturali del territorio.”

C’è una mostra in questi giorni alla Torre di Mola di Giuseppe Supino che ha ritratto i luoghi storici, abbiamo presente la Torre di Castellone, la Torre di Mola, la Tomba di Cicerone, sono i percorsi che con questa iniziativa si faranno. Se tu oggi dovessi dipingere un quadro, che tecnica useresti?

“Io sono per tecniche molto particolari, personalmente quando lavoro uso tecniche molto moderne, quindi il digitale, e al computer principalmente, però io adoro di contrario anche le cose più semplici, io lavoro molto solo con la matita, a me piace molto disegnare solo con la matita, fare comunque schizzi o disegni molto puliti o anche sporchi con i chiari scuri.”

Oggi come la disegneresti la Torre di Castellone?

“A matita, semplicemente, un tratto semplice.”

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