-Sig. Sindaco che cosa le ha lasciato come bagaglio di esperienza, la triste e tremenda esperienza del terremoto di Amatrice?
Sicuramente una diversa visione dell’esistenza, degli esseri umani, perché vedi, tutto ciò che ci fa contrariare ed innervosire nella vita di tutti i giorni, poi può cambiare nel giro di 100 secondi, tutto questo ti da un nuovo approccio e un nuovo senso alla vita. Di solito nelle nostre giornate si è più portati a valutare tutto solo ed esclusivamente in funzione della “roba” come la chiamo io, invece è importante ripartire da certi valori, da certi concetti che un po’ abbiamo smarrito, per cui quella del terremoto che io ho vissuto in prima persona, la posso considerare una grande esperienza umana.
-La politica com’è intervenuta nel dopo, per dare un po’ di certezza a tutta questa povera gente?
Mah, alcune cose sono state fatte bene e altre no, le certezze noi le abbiamo avute soprattutto dal popolo italiano che è stato vicino a noi ed ha contribuito in maniera sostanziosa e generosa con versamenti sul nostro conto corrente, tutto ciò ha permesso di offrire delle vere misure di sostegno alla gente che aveva bisogno, cosa che non ha previsto lo stato.
-Lei come la valuta la sua esperienza come sindaco di Amatrice, positiva?
Io sono Sindaco di Amatrice dal 2009, in precedenza avevo fatto il vice Sindaco dal 1999 per sei anni, una cosa che posso assicurare con certezza è che un conto è svolgere l’incarico in tempo di pace e un altro è farlo “in tempo di guerra”, come lo si può considerare un terremoto, in fondo sono stato il contenitore e lo sono ancora, di speranza, rabbia, frustrazione, repressione e poi sono stato il contenitore dei problemi di tanta gente per cui è stata anche una grande esperienza di umiltà.
-Come si è sviluppato il suo compito di impegnarsi sempre in favore del prossimo?
Quando entri nella sala rossa della sofferenza, riesci a sviluppare una sensibilità superiore, nella vita ti cambiano l’ordine di grandezza delle cose, dai peso ad alcune priorità che prima non avevi, così spiccate.
-Del suo passato di allenatore di calcio che ci può dire?
Io ho sempre fatto l’allenatore di calcio e ho svolto questa professione con passione per ventiquattro anni fino al 2016, iniziai l’attività ad Amatrice, poi ho avuto l’opportunità e la fortuna di partire dalla seconda categoria fino ad arrivare a fare il secondo in serie B . Grande è stata la soddisfazione di vincere diversi campionati, in Seconda categoria, in Prima categoria, in Promozione, in l’Eccellenza e in Serie D, portai il Rieti in C dopo 62 anni e poi vinsi il campionato con la Primavera dell’Ascoli.
-Trova una certa similitudine o somiglianza tra il mondo dello sport e quello della politica?
No assolutamente, nello Sport quasi sempre si è leali, in politica di lealtà ne ho vista poca.
-Siamo in periodo di elezioni, che cosa l’ha spinta a candidarsi come Presidente della Regione Lazio?
Sono tante le persone donne e uomini che mi hanno spinto a candidarmi, io sono un uomo dalle sfide difficili che sono il sale della vita. La Regione oggi gestisce tante cose, tra cui la fase post ricostruzione, la Regione è anche l’Ente territoriale più vicina ai comuni, per cui porto la mia esperienza di tanti anni di Amministratore, inoltre sono anche Presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni dimenticati d’Italia, ed in quella sede abbiamo sempre discusso i vari problemi che si presentavano in tutta la penisola e ci tengo a sottolineare che non abbiamo mai considerato la fede politica dei richiedenti.
-Se dovesse riuscire a vincere queste elezioni di Presidente della Regione Lazio, cosa si sente di promettere alla popolazione della Regione?
Il massimo impegno sicuramente, nella Regione Lazio c’è molto da operare, ma chi ha fatto il Sindaco e poi l’allenatore sa che per ottenere dei risultati devi faticare, io non conosco altra strada se non il sacrificio, l’impegno e la determinazione. In questi mesi abbiamo studiato il bilancio della Regione Lazio e considerato il carico gravissimo di debito, per quello che riguarda Mef e Casa Depositi e Prestiti che sono espressione diretta dello Stato, entrambi stanno ad un tasso di interesse che si assesta al 3,4%, quando lo Stato prende lo stesso prestito dalla BCE allo O, inoltre quando un qualsiasi cittadino vuole richiedere un mutuo per la prima casa paga dall’1,1 al 2,2%, in questo, si capisce che c’è qualcosa che non funziona. Non si sono mai rinegoziati questi mutui e questo fa del Lazio, la Regione con la tassazione più alta, da conti fatti si evince che una rinegoziazione dei Mutui porterebbe un risparmio che va dai 250 ai 320 milioni di Euro. Questo è uno dei progetti che fa parte dei miei obiettivi, credo che la cosa più importante sia quella di mettere davanti a tutti l’interesse dei cittadini rispetto a quella di pochi interessi, sai questa è davvero una bella sfida.
-Con quest’ultimo considerazione Sindaco, ha toccato veramente un punto importante, di cui tutta la popolazione è particolarmente sensibile, pertanto non si può non porgerle i migliori auguri.

Rino R. Sortino

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