Intervento di CasaPound Latina sulla chiusura del Centro “Il fanciullino”

Carabinieri

 Dopo l’intervento dei Nas che ha chiuso dopo gli accertamenti un centro di accoglienza, ecco che CasaPound è intervenuta per commentare l’accaduto:

“Dopo l’ispezione dei Nas di Latina e’ stata chiusa la casa famiglia “Il Fanciullino” per gravi carenze igienico sanitarie, mancanza di un progetto educativo per i minori e lacune documentarie. La struttura per anni finanziata anche dal Comune di Latina era finita al centro delle cronache anche per essere stata al centro della vicenda dei minori, o presunti tali, provenienti dall’Egitto.”

Marco Savastano, responsabile di CasaPound Latina, e’ intervenuto con una breve nota: “Il sistema di accoglienza e recupero dei minori, stranieri o meno fa acqua da tutte le parti. I pasdaran dell’accoglienza a tutti i costi e i faccendieri delle cooperative hanno imposto una zona grigia dove tutto e’ possibile. Lo dice in segreto il loro dogma secolare, predicare bene e razzolare male. Sulla pelle di tutti, davvero senza distinzione di colore.”

 Ma ecco l’articolo uscito sul Caffè che ha messo in evidenza questa notizia:

https://mobile.ilcaffe.tv/articolo/53570/chiusa-una-casa-famiglia-criticita-igienico-sanitarie-e-organizzative

“Chiusa dal Comune di Latina la casa famiglia “Il Fanciullino” di Borgo Sabotino. L’ordinanza è stata emessa dopo l’ispezione compiuta due settimane fa dal Dipartimento di prevenzione dell’Asl e dalla Divisione anticrimine della questura, in cui sono state riscontrate gravi carenze. Alla titolare della struttura è stata quindi revocata l’autorizzazione che le era stata rilasciata nel 2013 ed è stato imposto di chiudere i battenti. Gli ispettori dell’Asl hanno appurato “notevoli criticità dal punto di vista igienico-sanitario”, rilevando inoltre l’assenza di progetti educativi per i singoli minori ospitati dalla casa famiglia e persino di un registro degli ospiti. Gli agenti hanno inoltre sottolineato “lo stato di grave degrado e di gravi carenze igienico-sanitarie nonché organizzative” del centro. Una struttura in cui avevano riscontrato in precedenza diverse irregolarità anche i carabinieri del Nas, per cui era stata emessa una diffida ed erano state poi date rassicurazioni sull’adempimento alle varie prescrizioni. Ma così non sarebbe stato e le contestazioni fatte dalla titolare della struttura dopo l’ultima ispezione non hanno convinto il Comune. L’ente, dopo che i minori sono stati sistemati in altre strutture, come stabilito dalla Procura presso il Tribunale dei minorenni di Roma, ha quindi emesso l’ordinanza.”

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