Fito farmaci proibiti nell’agro pontino: interrogazione parlamentare indirizzata ai ministri di competenza

Coltivazioni

Una settimana fa c’è stata  la pubblicazione dell’inchiesta di Marco Omizzolo, sociologo di Sabaudia e ricercatore Eurispes che è da sempre impegnato nella lotta contro il caporalato e lo sfruttamento dei braccianti stranieri, che denunciava l’utilizzo di fitofarmaci illegali e proibitinelle campagne dell’agro pontino. Dalla pubblicazione di questa prima parte dell’inchiesta, firmata insieme ad Angelo Mastrandrea sul Venerdì di Repubblica e realizzata grazie a un lungo lavoro di ricerca e alla preziosa testimonianza di un lavoratore, qualcosa si muove sul piano nazionale. L’onorevole Susanna Cenni, che è vicepresidente della commissione Agricoltura della Camere dei deputati, ha presentato la prima interrogazione al ministro dell’Agricoltura e al ministro degli Affari regionali proprio sull’uso di fitofarmaci tossici nelle campagne italiane e in quelle pontine. Ha spiegato l’onorevole:  “L’Italia  è tra i maggiori consumatori di pesticidi a livello europeo. Secondo l’ultimo report dell’Agenzia europea per l’ambiente, il consumo di fitofarmaci per ettaro è maggiore del 50% rispetto alla media dell’Ue. Negli ultimi anni circa il 60 per cento dei pesticidi di vecchia produzione sono stati vietati nell’Ue a causa del loro alto indice di tossicità. Mentre i nuovi prodotti fitosanitari (autorizzati) sono mediamente più costosi. Si è venuto quindi a creare una sorta di mercato parallelo di prodotti fitosanitari contraffattie illegali a basso costo, gestito dalla criminalità organizzata, che opera aggirando le normative e mettendo a repentaglio la salute di agricoltori e consumatori. Oltre l’80 per cento dei pesticidi illegali utilizzati in Europa proviene dalla Cina. Si tratta per lo più di prodotti chimici non testati e non soggetti alla regolamentazione vigente, che possono comportare notevoli rischi per la salute degli agricoltori e dei consumatori, danni ambientali su flora e fauna e contaminazione del suolo. L’elevato margine di profitto rende i pesticidi contraffatti e illegali un’area in rapida crescita della criminalità organizzata che sta adottando strategie sempre più complesse come il riconfezionamento e la sostituzione per potenziarne la redditività. Una recente inchiesta pubblicata dal Venerdì di Repubblica  rivelerebbe l’utilizzo massiccio di fitofarmaci illegali e contraffatti in alcune aziende del Lazio e dell’agro pontino. Si tratta di imprese agricole che riforniscono il mercato di Fondi: il più grande mercato ortofrutticolo d’Europa. la conferma dell’utilizzo di fitofarmaci proibiti o contraffatti nelle aziende dell’agro pontino è confermato dei sequestri dei Nas di Latina. Si chiede pertanto al ministro di avviare un’indaginenazionale sui flussi di fitofarmaci illegali nel nostro Paese e una campagna straordinaria di controlli mirati sulle aziende e sui prodotti ortofrutticoli a partire dall’agro pontino”.

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