Incontro Pastorale della salute: intervento di Mario Bianchini

Mario Bianchini ed Elio Solis
Mario Bianchini ed Elio Solis
Mario Bianchini
Mario Bianchini
Partecipanti
Partecipanti

Mario Bianchini interviene in questo convegno dicendo che ci sono nel nostro territorio le “pecore” e i “pastori” come si è evidenziato nella discussione perché c’è una esistenza di volontari in tutti i campi che lavorano da anni in questo territorio, come l’UNITALSI, la Caritas, ed altre. Un fermento vivificato dal Signore che da un tipo di motivazione di chi vuole e di chi non vuole, ma se la diocesi organizza  queste forze e queste energie che non sono energie sprecate, ma da sollievo alle sofferenze degli altri per fare altro, per esempio la Croce Rossa, che comunque si occupa del malato. Il bisogno di essere volontario è cambiato rispetto al concetto di una volta, per necessità, familiarità, il volontario perche deve nascere nell’anima di noi stessi. Ma una struttura che è ormai organizzata da anni, una forza sociale che però è rimasta ferma, e coloro che hanno problemi non aspettano e quindi ci deve essere una struttura costruita per tutti, perché se per qualcuno nasce la priorità, queste devono essere affrontante con competenza e professionalità, poiché la referenzialità non paga più, anche perché le risorse sono sempre di meno, e persone come p. Domenico non se ne trovano dietro l’angolo . Poi lo stesso comune ha delle difficoltà ad organizzare le stesse associazioni e con tutte le iperattività fatte dalle stesse associazioni, adesso ce le troviamo contro per cui si toglie tutto lo spazio e pertanto non si può più mercificare sulla salute della gente e non potendosi più mercificare, si capiscono gli sforzi e quindi bisogna fare un piano regolatore sociale che possa unificare tutte le strutture del territorio e questo è un compito che deve attuare l’amministrazione e bisogna organizzare bene le strutture per il “dopo di noi” per cui bisogna creare quelle che sono le salvaguardie la tutela e il futuro dei nostri disabili perché il “dopo di noi” significa che i genitori se ne vanno e quei ragazzi che fine faranno, per cui strutture come l’Aquilone, Herasmus,  significa che in quelle strutture possono essere date dal comune per realizzare degli spazi riabilitativi assicurando rispetto e dignità e questo lo si deve fare. Da questo convegno è fortemente uscito che bisogna cercare fortemente Gesù perché ogni volta lo troviamo nelle persone che andiamo a trovare. Illuminare la mente di chi ha la competenza sociale e poi si dice di fare un’altra cosa: dare luce alla Diocesi e ai parroci anche perché non ci si aspettava questa decadenza della Chiesa, anche perché papa Francesco ha detto che la Chiesa deve venire incontro ed era un modo di tutti i parroci della diocesi, anche perché tutti abbiamo da fare. L’assessore presente deve avere una chiara visione di ciò che è stato e lo stesso assessore deve essere filtro per avere una piena collaborazione dalla istituzione comunale. L’ultima cosa è quella di riattivare la Consulta Permanente  sulla Disabilità a cui le associazioni diocesane possono e debbono partecipare.

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