Incontro Pastorale della salute: nuovo intervento dell’assessore Gianni D’Angiò

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L’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Formia Gianni D’Angio ha concluso questo interessante convegno anche se è fallito nella sua intenzione, ma sostanzialmente comunque le persone presenti hanno avuto modo di conoscersi, con un discorso sulla difficoltà nella percezione del messaggio del potere da parte dei cittadini, un grande potere delle associazioni e dei cittadini, perché quando si da a loro il ruolo politico delle decisioni si può dire che c’è una commissione che lavora sul territorio se non c’è però il referente, per cui l’ideatore della politica quindi manca realmente la consulta perché in 11 mesi di governo all’assessorato la Consulta della disabilità non si è mai costituita e non è mai diventata operativa. Essendo l’assessore un tecnico e non un politico, bisogna dire che la consulta non è presente lavora lo stesso e non si crea problemi, questo significa che è una responsabilità delle associazioni che non vogliono farla, perché la costituzione della consulta spetta alle associazioni. Ma per il raggiungimento degli obiettivi bisogna dire che bisogna prendere atto delle responsabilità soggettive che si sono verificate o le eventuali motivazioni che hanno impedito la costituzione della Consulta e quindi nel rendersi partecipi e collaborativi ma tutti perché poi diventa chiaro che entra anche la politica e i referenti delle varie associazioni, ma se non si fa questo gli obiettivi non  si raggiungeranno mai e poi si perde tempo. L’assessore in questo caso ha chiamato tutte le associazioni  per venire in comune per conoscerle e conoscersi meglio, ma molte hanno preferito declinare l’invito, così come hanno declinato l’invito. Quando invece dovrebbero essere esse ad essere protagoniste anche perché i disabili sono il soggetto delle attenzioni delle associazioni, quindi la costituzione di una consulta dei servizi diventa essenziale per cui prima le associazioni si riuniscono per farla, e poi si può discutere anche della redistribuzione delle risorse disponibili. Il referente del caso era Luca Nocella che alla domanda dei quante associazioni sono venute per fare la Consulta, e questo Luca Nocella ha risposto che non è venuto nessuno. E quindi bisogna aprire una nuova pagina nei confronti di questo problema perché se in 11 mesi di governo le associazioni non hanno voluto prendere coscienza così come non sono venuti a questo convegno la Consulta diventa inutile, è in questo caso diventa fondamentale avere un approccio diverso. Le associazioni che oggi non sono presenti in un contesto di 40 mila cittadini solo a Formia, ma anche il comprensorio che ne comprende circa 170 mila ne deve prendere coscienza. Per cui si deve prendere coscienza in forma scritta del problema, come dicevano gli antichi, scripta manent, per cui se in 11 mesi la consulta non si è formata bisogna con forza far prendere coscienza che solo uniti si possono affrontare le sfide che si presenteranno nel futuro, perché solo “insieme si può”. La politica in questo caso può dare la ciliegina sulla torta per dare forma e sostanza alla azione sociale delle associazioni, poter condividere per dare una concretezza sociale. In un comprensorio che prevede circa 170 mila persone il PUA diventa fondamentale, anche perché Formia essendo il comune capofila può dare un azione concreta alla situazione del sociale in modo efficace. Una provocazione di stimolo e anche di mobilitazione delle forze presenti che l’assessore ha fatto nei confronti dei presenti.

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