INCONTRO CON I TAKABUM DI COSENZA AL KEBANDA STREET BANS FESTIVAL

Baritono Takabum
Baritono Takabum
Tromba Takabum
Tromba Takabum
Sassofoni Takabum
Sassofoni Takabum
Soprano Takabum
Soprano Takabum
Takabum
Takabum
Takabum
Takabum
Takabum
Takabum
Takabum
Takabum
Takabum
Takabum
Takabum
Takabum
Takabum
Takabum

Tra le street band intervenute al Kebanda spicca la presenza alquanto originale della Takabum di Cosenza e parliamo con il trombonista Giuseppe

I Takabum. Questo nome non è un po’ strano, mica volevate sparare a qualcuno, per caso?

“No, non volevamo sparare assolutamente a nessuno. Takabum nasce perché come tutte le street band come strumenti a fiato e percussioni, takatakataka….. sono le sillabe onomatopeiche che si usano per pronunciare lo staccato, e Bum è quello che suona un po’ e speriamo che la gente gode per l’esplosione della nostra gioia  di suonare e divertimento, che fondamentalmente è quello che spinge e muove la musica.”

Prima di tutto bravi, e molto gioiosi quando suonate. Quando siete nati e perché?

“ Il progetto nasce nel 2009, venendo dal mondo delle bande perché l’80% dei Takabum nasce dalle dande si paese, e poi studiando, orchestra e serate sui palchi, per fare musica leggera e jazz, abbiamo abbracciato un po’ le varie branche e i vari stili, e poi nasce scherzando per cercare di fare una formazione e una situazione musicale dove potevamo fare quello che volevamo, naturalmente nei limiti della decenza però della qualità musicale che è quella che speriamo che ci sia, noi ce la mettiamo tutta.”

Sempre nei limiti della decenza. Quanti elementi siete e siete ben armonizzati perché il vostro insieme è abbastanza coeso.

“Si, siamo in 11, l’armonia al di là dell’aspetto tecnico che ogni strumentista ha, chi più chi meno, comunque l’armonia nasce dal cuore, quando sei in armonia personalmente con le persone con le quali stai suonando, sei armonizzato già naturalmente, quindi a parte il canovaccio delle parti che esistono e che comunque si cerca di dare una linea armonica e musicale diversa rispetto alla street band omologabile perché comunque ci siamo ritagliati un filone nel quale rientrano tutte le altre street band, di solito camminando e facendo le coreografie si fa è quello che la gente poi di primo impatto si da più sfogo alla parte che sono tecnicamente più semplici, invece i pezzi dalla Takabum sono un po’ più elaborati, l’idea è quella, poi colgo l’occasione visto che ci siamo, è uscito il nostro primo disco “Come vuoi” per chi ascolta e legge l’intervista riuscirà ad ascoltare il disco penserà la stessa cosa che ho detto stasera.”

L’ultima domanda è una curiosità: perché questo copricapo con il girasole?

“E questa è un’altra cosa che è uscita così come Takabum, nata per scherzo perché un cilindro con il girasole perché il girasole è, a parte la mitologia con Clizio che era innamorata di Apollo, tutta la storia che bene o male si conosce, la bypassiamo altrimenti si fa la prossima notte e non sono titolato a fare lezioni assolutamente di questo genere e poi si rivolge sempre e quindi al sole e alla vitalità, gioia, allegria a poi siamo votati e abbiamo deciso così per scherzo e c’è questo segreto del girasole che ce lo portiamo dietro, e questa cosa, e poi con il passare del tempo comunque funzionava, la gente aveva questa cosa, era un segno connotativo e distintivo nostro , abbiamo migliorato nel tempo da che eravamo partiti da scherzo poi è diventato serio, il girasole è quello, poi il segreto fino in fondo non lo sveliamo, se non il bello della sorpresa finisce.”

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