Incontro con A. Aprile per il momento da solo al timone della dirigenza del Latina Calcio

imgresAbbiamo incontrato Antonio Aprile, l’imprenditore di Sermoneta, fondatore della Recoma Group che opera nel settore dei gas compressi, liquefatti e disciolti , nella nuova area industriale di Sermoneta, per conoscere più da vicino l’uomo, prima che il personaggio che ruota intorno al mondo del calcio della nostra città.
-Sig,Aprile Intanto gli inizi, come le è venuto questa passione per i colori nerazzurri?
Io sono stato sempre coinvolto nello sport e nel sociale del mio paese, Sermoneta, pensavamo che un’azienda tale potesse dare qualcosa al territorio, il calcio nel mio paese, era in uno stato di abbandono e ci siamo impegnati molto per ottimizzarlo. Poi ha cominciato a prendere quota il discorso del Latina calcio, visto che avevamo e abbiamo sempre avuto dei rapporti con il nostro commercialista che è Pasquale Maietta fin dai tempi della lega Pro, lui ci chiedeva una mano per delle sponsorizzazioni, poi quando la squadra è arrivata alla B, il discorso si è fatto più interessante per tutti. Io sono di Sermoneta, ma sono per le aree vaste e mi sento facente parte della provincia di Latina, per cui all’inizio ci siamo inseriti come sponsor, siamo partiti il primo anno con una certa cifra che poi si è incrementata, poi con mio figlio abbiamo programmato l’ipotesi di parlare con il nostro commercialista e presidente del Latina calcio,Maietta perché per il lavoro che facciamo non ci serve la visibilità come sponsor, noi lavoriamo con il nord, con l’Europa, allora abbiamo affrontato una tematica in famiglia, con l’azienda e abbiamo detto facciamo un versamento per cinque, sei anni per avere delle quote e nell’arco degli anni volevamo arrivare ad avere quel 10-15 per cento che ci poteva competere per l’aria calcio. Quando la Signora Cavicchi ha lasciato, c’è stato prospettato l’idea che potevamo prendere in mano il Latina calcio, è chiaro che io all’inizio ero perplesso perché mi sarei esposto economicamente più velocemente di quello che pensavo, ma mio figlio si è fatto un po’ prendere la mano, fermo restando che ho ceduto anch’io, perché sono un grande appassionato di calcio, abbiamo preso le quote della Cavicchi con la promessa che avremmo dovuto versare 2 milioni di euro in due anni, invece poi ci siamo ritrovati nell’arco di quindici mesi a versarne quasi a tre, quindi l’esposizione è stata molto alta e superiore a quelle che erano le previsioni.
-Adesso a che punto è la trattativa con gli imprenditori di Anzio?
Adesso è successo quello che è successo, ci sono delle indagini in corso, noi da più di un anno siamo chiamati da un gruppo che sta ad Anzio che vorrebbe comprare il Latina, ma non abbiamo trovato mai delle credenziali sicure per poter cedere la squadra, ma non solo sotto l’aspetto economico, anche sul piano della continuità. E’ chiaro che vorrei lasciare la società in mani sicure, io sicuramente ci rimetterò, ma almeno spero che qualcuno continui questa “storia”, questa è un’ipotesi, poi ci sono anche due tre imprenditori che si avvicinano, ma vogliono che io rimanga. Sto cercando di far capire agli imprenditori locali che ci sono quel 30-40-50-60 di quote disponibili, purchè entrino imprenditori locali per creare qualcosa di importante e far vedere che la società non è solo di Aprile e Maietta, ma può essere di tanta gente. Per adesso siamo in attesa, abbiamo avuto i conti bloccati, per queste questioni che a me mi stanno creando solo danno d’immagine, ma sono preoccupato per il futuro del Latina e la sto vivendo male, sto continuamente ad avere incontri con Abodi, perché ho rapporti con tutte le istituzioni e “non muovo paglia” se non le condivido con loro.
-La squadra, la società può rischiare in queste situazioni?
No, la squadra non rischia, la società da quest’anno ha intrapreso una politica più tranquilla, l’anno scorso l’abbiamo vista brutta con il rischio di retrocedere, pertanto quest’anno abbiamo cercato di ridurre le spese ma a noi ci sta mancando la funzionalità dello stadio,ci sta mancando la partecipazione della gente, ci sta mancando qualche sponsor in più. Oggi noi abbiamo un gap di perdite di bilancio che si aggira attorno agli uno, uno e mezzo, che alla fine non è enorme, ma è dovuto soprattutto alla mancanza di spettatori. Il nostro stadio può tranquillamente contenere cinquemila spettatori, con una capienza fino a sette, il guaio è che non possiamo utilizzare il settore degli ospiti e dobbiamo sfruttare per questo, una parte della tribuna nostra, inoltre non si può incrementare la gradinata, Questi problemi importanti , ci hanno portato a una cattiva congestione, per questo siamo demoralizzati nel volercene andare, se andiamo negli altri stadi come minimo ad incasso fanno dai 70 agli 80 mila euro,noi ne stiamo chiedendo cinquanta, che vorrebbero dire cinquemila a dieci euro l’uno, cinquantamila euro ad incasso per venti partite, fanno un milione, oggi ne ricaviamo 280, abbiamo quindi seicentomila euro di perdite. Pertanto il bilancio pesa, non posso continuare a rimetterci io, se si se fa un totale di ciò che hanno versato le mie aziende, ho superato quasi tre milioni, mi sono dissanguato e non posso mettere a rischio 622 posti di lavoro, ma quando le cose matureranno sulla nuova dirigenza e dovrò prendere la decisione, sarò il primo ad avvertire la cittadinanza e le istituzioni.
-Quali sono i suoi rapporti con le istituzioni di Latina?
Oggi devo dire che le istituzioni mi stanno vicino, per cui ho l’obbligo di dire le cose come stanno, con estrema sincerità e correttezza devo dire che il Sindaco si è posto dal momento del suo insediamento, al nostro fianco, al fianco della società. Anche il passaggio di quote continua a rimanere in una situazione statica anche per un fatto giuridico, io chiedo sempre alle istituzioni che se mi è sfuggito qualcosa, sono pronto a sistemarla. A volte se non avessi fatto degli azzardi, come si dice “chi non risica, non rosica”, non sarei riuscito a far niente, anche nel caso del piccolo alloggio per i disabili, dove entrano i calciatori, ho creato la possibilità che questi entrano con la carrozzella e questo l’ho pensato anche prima che me lo chiedessero, se avessi aspettato anche nel Latina calcio le autorizzazioni, per fare quello che ho fatto e cioè quella piccola cosa, ancora starei aspettando.
-E’ soddisfatto del rendimento della squadra di calcio del Latina in questa stagione?
Vorrei parlare innanzi tutto di Vivarini, il tecnico che le assicuro è un mio amico e quando gli altri parlavano, l’ho incontrato a Francavilla al Mare, non voleva venire, ma è venuto per la mia famiglia. Io alla squadra voglio dimostrare la mia vicinanza e la tranquillità il giorno della partita, poi mi allontano dal campo e li lascio tranquilli di giocare, stanno crescendo giovani interessanti nel vivaio e sta aumentando la credibilità di far parte di un gruppo importante nella prima squadra. Stiamo parlando di una società che ha una rosa di 35 persone e di un gruppo che lavora bene, grazie all’opera del mister e amico Vivarini e guai chi me lo tocca, se mi sbaglio, vado in lega Pro, non mi interessa, ma per me è di una grossa personalità e serietà.
Lei esclude che in futuro possa rimanere in società con altri a gestire la dirigenza?
No,non lo escludo, però devo sapere con chi vado.
Rino R. Sortino

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