Incendio a Frosinone di una azienda che tratta rifiuti: rischio di nube tossica sulla città

Incendio

Nube tossica all’orizzonte che sta minacciando la città di Frosinone e le zone limitrofe, a cuasa di un’ incendio devastante che sta divorando la Mecoris, una ditta specializzata nel trattamento dei rifiuti speciali e industriali, mandando a  fuoco carta, legna e plastica. Nell’attesa che l’Arpa Lazio stabilisca il livello esatto di inquinamento, il sindaco Nicola Ottaviani ha già disposto la chiusura di tutte gli uffici pubblici e ha bloccato anche le attività lavorative all’interno delle aziende private, essendo stato rilevato dalla centraline comunali che monitorano la qualità dell’aria un picco di Pm 10, le pericolosissime polveri sottili. Stop anche all’attività giudiziaria in Tribunale:  “I livelli di Pm10 questa mattina erano di gran lunga superiori ai massimi consentiti”. Tanto che la centralina di corso Lazio è arrivata a segnalare un valore pari a 216 micrometri per metro cubo quando il massimo per legge è 50. Il primo cittadino ha ordinato di spegnere i condizionatori nelle case e di tenere porte e finestre chiuse, uscendo solo per motivi particolarmente urgenti e possibilmente utilizzando delle mascherine protettive. Vietato l’utilizzo dell’acqua prelevata dai pozzi nei pressi di via delle Centuria, in zona Casale, dove si trova lo stabilimento andato a fuoco, il pascolo e il consumo di ortaggi raccolti sempre in quell’area. La Procura della Repubblica di Frosinone ha aperto un’inchiesta, per accertare le cause del rogo e le conseguenze che lo stesso ha avuto e sta avendo sull’ambiente e sulla salute dei cittadini, delegando le indagini alla squadra mobile e ai carabinieri forestali. Ha precisato il sindaco della città:  “Mi è stato esclusa la presenza dell’amianto, ci sarebbe plastica ma non in quantità significativa. Abbiamo registrato un innalzamento importante di Pm10 in città, ma ora i livelli si stanno abbassando. Sono in atto operazioni per rimuovere alcune balle ed estinguere, a monte, l’eventuale cause di propagazione del fuoco”. Ottaviani ha raccomandato ancora di non esporsi all’aria “se non per esigenze improrogabili.”

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