IN EDICOLA IL PRIMO NUMERO DI TEX DAL TITOLO “IL TOTEM MISTERIOSO”

Copertina di Tex "Il totem Misterioso"
Copertina di Tex “Il totem Misterioso”
Francobollo dedicato a Tex Willer
Francobollo dedicato a Tex Willer

Il 30 settembre uscì per la casa editrice “L’Audace2, il primo numero in edicola di quello che poi diverrà il principe dei fumetti western creati in Italia, ossia Tex, dal titolo “ Il totem misterioso”. Creato dalle penne e matite di due eccelsi autori del fumetto italiano, ossia Gianluigi Bonelli sceneggiatore e Aurelio Galleppini (in arte Galep) disegnatore, in realtà Tex doveva essere dall’inizio come fumetto di sostegno di un latro personaggio creato ad arte dai due, ossia Occhio Cupo, una storia di cappa e spada, infatti le fattezze di Tex erano di Occhio Cupo, ma con il passare del tempo esso divenne il fumetto principale e i due si concentrarono allo sviluppo del personaggio, che in realtà era il secondo western ideato da Bonelli in quanto nel 1947 creò il Giustiziere del West. Tex superò di gran lunga le aspettative, e poi si rivelerà nel tempo il primo tentativo di revisionismo storico per quanto riguarda la questione indiana e della conquista del West. Tex in seguito diventerà oggetto di culto ed anche studio per tesi di laurea sul personaggio e sul fumetto italiano.

La trama di questo primo albo è la seguente:

Tex e Tesah, svolgono entrambi nella prima scena la stessa funzione attanziale. Sono cioè due persone in fuga che cercano riparo nelle gole selvagge del Rainbow Canyon. Nella rappresentazione grafica che ne ha dato Galep, Tex è un uomo smilzo, tratteggiato con delle linee veloci, quasi nervose. La sua attenzione è stata attirata da alcuni spari che rieccheggiano a non molta distanza dal luogo dove sta bivaccando. Teme che i suoi inseguitori l’abbiano raggiunto, ma l’impressione negativa svanisce non appena si accorge che in realtà è una giovane indiana ad essere inseguita dal ladro Coffin e da altri quattro uomini. Agli occhi del lettore Tesah è subito innocente anche quando le apparenze sembrano condannarla ( in effetti si è semplicemente riappropriata del medaglione rubato in precedenza da Coffin ). Così anche la colpevolezza del fuorilegge Tex può essere messa facilmente in dubbio per effetto di questo parallelismo che si instaura subito tra i due personaggi principali.
Coffin ha rubato il medaglione sul quale sono incisi alcuni misteriosi simboli che permettono di identificare con certezza l’esatta ubicazione di un favoloso tesoro, situato in una cavità posta sotto un’enorme roccia a forma di totem, venerata dagli indiani navajos ( che peraltro non compariranno mai nella storia ).
Tex si fa sorprendere ingenuamente dall’antagonista che lo schiaffeggia e esplode un colpo di pistola che lo ferisce lievemente alla tempia. Il primo Tex è un eroe che si segnala innanzitutto per la sua fragilità. Solo la caduta nel fiume gli permette di sottrarsi felicemente alla presa degli avversari che altrimenti non l’avrebbero risparmiato.
Credendo di aver eliminato il principale ostacolo che lo separava dal tesoro, Coffin si intrattiene a Calver City con il secondo cattivo della storia, il rinnegato Dente di Lupo, un indiano Piute stranamente interessato all’oro, allorchè dovrebbe provare solo indifferenza, se non il caratteristico disprezzo dei nativi verso il metallo giallo.
Il seguito dell’avventura si svolge alla Roccia Parlante. Ancora una volta, i nostri due eroi si sono fatti sorprendere. La prima vignetta che apre il terzo albetto intitolato “Terrore a Calver City”, carica di erotismo ( si veda l’immagine postata sopra ), mostra Tex e Tesah legati al palo della tortura, in balia di un Coffin che ha appena ucciso il complice Dente di Lupo.

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