Imparare ad abbandonare paura e desiderio

Bisogna imparare ad abbandonare la paura, ma anche il desiderio .
Perché anche il desiderio?
Immaginate una prigione: I mattoni sono la paura, mentre uno sconto di pena è il desiderio.
Invece bisogna non arrivarci proprio alla prigione. Come? Attraverso quello che si fa oggi.
E ancora, la paura di non sapere dove dormire o cosa mangiare, e il desiderio di diventare milionario.
Le persone hanno paura di perdere il lavoro, di beccarsi qualche brutta malattia, d’essere sorvegliati su internet, del futuro dei loro figli, di non prendere la pensione, degli immigrati…..ecc.
Pensateci bene, lo schiavo viene tenuto in uno stato di schiavitù “grazie” alla paura e al desiderio. La paura d’essere picchiato e il desiderio di non esserlo, la paura d’essere incatenato e il desiderio d’avere un tozzo di pane.
Il desiderio che il proprio figlio diventi un campione e la paura che non venga convocato, il desiderio che il lavoro perfetto arrivi e la paura di non esserne all’altezza, il desiderio che l’Amore con la A maiuscola bussi alla porta e la paura di un tradimento. Desiderio. Immagine illusoria.
Paura. Sensazione negativa.
Il desiderio è nel futuro e nulla può crearsi nel futuro.
Soltanto nel presente si può creare.
Solo il presente rende liberi.
Abbandonare la paura, ma anche il desiderio significa non delegare ad altri la propria vita.
In questo i Monaci Tibetani sono grandissimi Maestri: essi hanno capito da tempo che il tempo, appunto, è l’oggi.
Né ieri né domani, ma ora.
Senza tralasciare, ovviamente, la speranza nel e del domani..
Dalla schiavitù se ne esce non avendo più paura, senza desiderare che domani possa accadere qualcosa di bello. Il bello è nel secondo in cui lo vivi. Né prima né dopo.
Perché la luce illumina il nostro cammino nell’attimo in cui ci accarezza.
Quando invece desideri, non vivi il momento. Stai desiderando un qualcosa che non ti renderà felice, perché non esiste felicità che si desideri. Magari “stai bene”, ma perdi tantissima energia per il nulla. Il niente.
Abbandonare la paura, ma anche il desiderio.
Per iniziare a vivere veramente.
Per essere illuminati dal bene che la luce del sole regala ad ognuno di noi. Oggi. Ora. Adesso!
Desiderare che non arrivino immigrati, così come dello straniero si ha paura non significa un bel niente. Perché attraverso le quotidiane azioni dell’ora, del “solo per oggi” si costruisce qualcosa di diverso. Di estremamente diverso. Non costruisco una casa perché desidero che diventi la più bella, costruisco perché ho semplicemente bisogno di una casa.
Non costruisco una casa mettendo duemila impianti d’allarme perché ho paura che entrino i ladri, costruisco perché – oltre a me – qualcun altro possa dormire al caldo serenamente.
Soltanto così il mondo cambierà.
Lo so, difficile da “digerire”, ma questo è sapersi spogliare di un individualismo galoppante. Desiderio e paura sono facce della stessa medaglia. Una medaglia che rende schiavi in eterno..

Riccardo Sanna

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