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Il Belpaese: Paese meraviglioso per storia, cultura, tradizioni, ironia, capacità di non prendersi troppo sul serio. Un solo, unico, grande problema: essere governati da una classe di inetti criminali. Contro i quali si potrebbero sprecare le peggiori parole, ma sarebbe solo uno sfogo temporaneo: i loro tentacoli saranno sempre all’azione per sfruttarti. Perché l’Italia l’hanno trasformata ina schiavitù, dove i mezzi padroni che sfruttano i cittadini sono anch’essi, per primi, schiavi di altri poteri. Quei poteri così odiosi e ottusi che calpestano la dignità delle persone. E se ne fregano. Anzi, da perfetti politicanti progressisti laicisti, sono anche convinti di fare bene il loro lavoro. “Angélica Liddell a settembre (18 e 19 settembre) al Teatro Olimpico di Vicenza metterà in scena l’opera teatrale dal titolo “Prima lettera di San Paolo ai Corinzi. Creerà scandalo, e si capisce. L’attrice racconterà l’amore forsennato, tra sacro e profano. Forse più il secondo che il primo. Tra le altre scene, ce ne saranno alcune molto simboliche. Ci sarà un gruppo di Maddalene penitenti si stenderanno sui pezzi della croce di Gesù. Poi ci sarà del sangue vero prelevato da un attore. Ma, soprattutto, ci sarà la stessa Liddell che racconterà come da giovane si masturbava con il crocifisso.” [Il Giornale] Sempre il solito discorso: tolto il crocifisso dai muri (anche quelli delle chiese) lo s ritrova ovunque; ma non per adorarlo, bensì per disprezzarlo. Ovviamente la grintosa tenacia dei paladini della laicità contro l’anima cristiana dell’Italia finirebbe in pannoloni da cambiare regolarmente da un esercito di badanti se invece del crocifisso ci trattasse di disprezzare ciò che è sacro per altre religioni, specie quelle che dominano la finanza o quelle che si fanno esplodere. Da cristiano, ma prima ancora da uomo, rifiuto ogni sorta di irrisione di ciò che per un uomo è sacro. Il problema è che siamo governati da personaggi che hanno dalla loro il potere mediatico e culturale. Possono quindi compiere i peggiori scandali, ma nessuno li metterà alla pubblica gogna. Per l’ennesima volta, a finire al massacro, non è tanto il crocifisso (abituato a certe sorti) ma la dignità e il rispetto: merce rarissima nel Belpaese.

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