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L’amore è una cosa semplice canta Tiziano Ferro. Eppure tanto semplice non sembra essere se per chiunque esso è “il più grande sogno, il più grande incubo” (tanto per rimanere nell’alveo della discografia del cantante di Latina). Ma perché l’amore, la vita di coppia, una relazione sentimentale, è così complicato? Perché è allo stesso tempo ciò che più si desidera quando non lo si ha e ciò a cui si rinuncerebbe più facilmente quando, paradossalmente, lo si ha? Forse non è poi un mistero, ma un insieme di cause, di prospettive sbagliate che si hanno sull’amore stesso e sui suoi protagonisti: le persone.

Partiamo dall’inizio: l’amore come la cosa che più si desidera. Perché? Perché esso significa l’esclusività, rappresenta la scelta univoca di qualcuno sulla nostra persona. Essere gli unici destinatari delle attenzioni e degli interessi di qualcuno non è mai spiacevole. Specie, poi, se quel qualcuno susciti in noi interessi. Una vita in solitaria, con rapporti paritari (come sono quelli tra amici, per esempio), è bella e necessaria, ma non dà quel qualcosa in più che solo una relazione sentimentale può garantire. Ecco perché essa diventa una necessità che nessuno sballo riesce a colmare.

Perché però l’amore, quasi in maniera leopardiana, dopo un po’ stanca, perde l’entusiasmo iniziale, tanto da preferirgli quella condizione “solitaria” in cui prima si lamentava di trovarsi? Perché pensiamo che l’amore, la relazione di coppia, sia egocentrica, una continua soddisfazione, un distributore automatico di piaceri. Quando essi non ci sono crolla tutto. Essi, però, non ci sono non perché l’altro non sia in grado di erogarli, ma perché spesso sono molte le dinamiche che incidono e determinato qualche ‘no’. Le persone non sono cose da prendere e gettare dopo averle utilizzate; le persone non vivono solo in funzione della soddisfazione dei desideri; le persone continuano ad essere e a desiderare attenzioni anche quando i desideri falliscono e si vivono situazioni poco esaltanti. Perché la vita non è solamente le cose belle e meravigliose che accadono e il tempo che intercorre tra esse un intermezzo trascurabile. La vita è tutto e l’amore tutto deve coprire, altrimenti non è amore ma usurpazione della libertà dell’altro.

Come fare allora? Ci vuole pazienza e determinazione. Bisogna innanzitutto liberarsi da una mentalità in cui si cercano solamente stordimenti sempre più alti – così alti che nessuna persona potrà mai donare – e entrare in una prospettiva reale in cui due persone decidono (la volontà, non solo l’emotività) di vivere una relazione insieme. In quest’ottica, quindi, anche le situazioni meno piacevoli acquistano senso e possono essere sopportare con amore verso l’altro. Si tratta di scommettere, contro tutti e tutto, anche quando tutto e tutti dimostrano il contrario. Perché l’amore è una scommessa quotata bene la cui puntata, però, può essere solo elevata, altrimenti, per forza di cosa, pagherà male.

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