[IlBigotto] – #lowewins #maddeche

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IlBigottoQuando alla fine dello scorso mese la Corte Suprema ha stabilito che tutti i Paesi degli Stati Uniti devono riconoscere il matrimonio tra persone omosessuali è scoppiato l’entusiasmo mediatico. Dai profili dei social (e non solo) colorati con i colori dell’arcobaleno agli hastag (e annesse dichiarazioni) #lovewins. A dirlo, su Twitter, è stato lo stesso Presidente Barack Obama. Una domanda sorge spontanea. Una domanda semplice semplice: che c’entra l’amore nella legge? Così, per scrupolo, vado a guardare la Costituzione italiana (che con gli USA non c’entra niente, ma che, di riflesso, ha ripreso gli stessi slogan per legalizzare le stesse pratiche). E scopro che, come intuivo, la parola ‘amore’ non compare mai. Mai. Così come pure nei suoi derivati possibili e immaginabili. Perché? Sarebbe da chiedere a chi l’ha scritta, ma resta il fatto che l’amore non è di interesse, sicuramente non di competenza, della Costituzione. Insistendo (come da ottimo bigotto) vado a vedere cosa la Costituzione dice in merito al matrimonio. La parola compare quattro volte. E sono negli articoli 29 e 30. Eccoli:

  • La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
  • Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare. [Art 29]
  • È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
  • La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. [Art 30] 

Di amore, ovviamente, non si parla. Si può discutere – ed è l’unica base su cui si dovrebbe fare – quali benefici il matrimonio porti allo Stato per i quali esso dovrebbe garantire tutele e diritti. Solo allora si può capire se esso, o una sua diversa formulazione, può essere esteso alle coppie dello stesso sesso. Almeno fino a come è oggi la Costituzione. Quando la cambieranno per sostenere più comodamente altri fini allora sarà un altro discorso. Allo stato attuale è quantomeno ridicolo e falso impostare la questione su un’etichetta concettuale quale si è reso l’amore senza, oltretutto, nemmeno spiegarlo.

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