IlBigotto

pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi
[1Pt 3,15]

Ma questo Occidente ha il coraggio di guardarsi allo specchio? Non erano forse barbari, anche se acculturati e “civili”, quelli che hanno voluto e realizzato le due Guerre Mondiali con 40 milioni di morti? E che hanno tollerato i campi di concentramento e sterminio; la Shoah e gli esperimenti eugenetici che stanno tornando in vigore nei nostri ospedali di eccellenza? I barbari governano già in Occidente, con la loro avidità di denaro e di potere. Contro tutto ciò, per oltre due secoli, la resistenza è stata assunta dal popolo cristiano che, con la sua vita e testimonianza, ha continuato a ripetere che solo Cristo è il redentore del mondo. Mi chiedo però: oggi i cristiani cos’hanno da dire a questo mondo barbaro e che sarà travolto da altri barbari? Cosa dicono i cristiani ai loro fratelli uomini? Rispondere a questa domanda va oltre le mie capacità intellettuali.” [mons. Luigi Negri in un’intervista al settimanale Tempi] È troppo da bigotti ammettere che noi cristiani (ancor più se cattolici) non abbiamo niente da dire non per la mancanza di contenuti, ma per la mancanza di convinzione (fede) in essi? È troppo da bigotti ammettere che si è operato per decenni a testimoniare esperienze personali e non una Verità trascendente e che questa ha finito che diventare quello che si è provato e sperimentato a discapito di quello che essa è anche se sfugge alle nostre umane miserie? Di cosa ci si stupisce? Di cosa si rimane perplessi se i risultati sono i degni frutti di una determinata semina. Che essa sia stata compiuta con cognizione o con disattenzione non cambia nulla sul tribunale della storia e su quello della quotidianità che ci troviamo a dire. I cattolici non sono più sale della terra, perché hanno deciso di conformarsi e di non essere più pietra d’inciampo per un pensiero unico mondano e motivo di conversione per le altre religioni. Di questo passo non peggiorerà la situazione, ma diminuiranno sempre di più i numeri che, a quanto pare, sono l’unica cosa che conta. Non ci si preoccupa più delle anime, ma della pienezza delle piazze e delle aule. Interessante sarà solo vedere come si tenterà di ovviare a questo problema (ammesso che lo si consideri tale).

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