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Sta facendo il giro dei giornali e dei telegiornali, in nome della sana laicità e della non ingerenza laica nelle cose ecclesiastiche, la storia di un bambino che ha dato, durante la sua prima Comunione, parte della sua Ostia, ai genitori divorziati e risposati. “Ha commosso stamane l’assemblea sinodale una vicenda raccontata da uno dei padri per descrivere quante implicazioni, anche sul piano umano, abbia la controversa questione della comunione ai divorziati risposati. Monsignor Roberto Rosa, parroco della chiesa di San Giacomo Apostolo a Trieste, con un intervento in aula – è stato riferito – «molto emotivo», ha raccontato di un bambino che faceva la prima comunione nella sua parrocchia e i cui genitori erano entrambi divorziati e risposati e non potevano quindi prendere l’eucaristia nel corso della cerimonia. Il bambino allora, nel ricevere l’ostia, ne ha staccati due pezzetti e li ha dati ai suoi genitori perchè anche loro avessero la comunione, come tutti gli altri genitori presenti.” [Il Messaggero] Si tratta di una vicenda piuttosto indicativa. Non per come la si vuole far passare, ma per l’esatto contrario. Innanzitutto il gravissimo abuso dell’Ostia consacrata che, per i cattolici (quindi anche il bambino, il parroco e gli altri presenti) è realmente il corpo di Gesù Cristo), è stata presa dal bambino, spezzata, portata in giro per la chiesa e consegnata a chi non la può ricevere. Il parroco non è intervenuto e i vescovi si commuovono, ergo oltraggiare in maniera sacrilega il Corpo di Gesù Cristo per un parroco e i vescovi è motivo di commozione e strumentalizzazione, certamente non di condanna. Parallelamente c’è da riflettere sulla formazione data ai bambini che si preparano a ricevere il Santissimo Sacramento. Se questi, subito, si sente autorizzato a fare del Corpo di Cristo, quel che meglio crede, c’è più di qualcosa che non va. Si potrebbe anche dubitare della veridicità della vicenda; taluni pur di ottenere i propri interessi sarebbero capaci di scomodare anche il demonio, e il sospetto che tale vicenda sia stata costruita ad hoc, proprio per commuovere e sensibilizzare/scardinare, rimane. Una nota a margine: è piuttosto curioso notare come chi è fuori dalla Chiesa perché non crede ciò che Essa insegna pretende di insegnare ciò che sarebbe realmente cattolico e lo fa in maniera non cattolica (impicci, storielle commoventi, eccetera).

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