IL XII CERTAMEN VITRUVIANUM SVOLTOSI A FORMIA DAL 9 ALL’11 APRILE CON 35 STUDENTI PARTECIPANTI.

Manifesto del Certamen
Manifesto del Certamen
Quadro del pittore Salvatore Bartolomeo
Quadro del pittore Salvatore Bartolomeo
Candelora Francesca
Candelora Francesca
Rinaldi Valerio
Rinaldi Valerio
Cioeta Aldisia
Cioeta Aldisia
Cassani Maria Giulia
Cassani Maria Giulia

 

Giacomo Del Pozzone
Giacomo Del Pozzone
Il vincitore Velluicci Guido
Il vincitore Vellucci Guido
Sede del Liceo classico Pollione
Sede del Liceo classico Pollione

 

Studenti del liceo
Studenti del liceo

 

Immagine antica di Piazza testa a Formia
Immagine antica di Piazza testa a Formia
Programma del concerto del 9 aprile
Programma del concerto del 9 aprile
Momento del concerto
Momento del concerto
La prof. ssa Chiara Rende
La prof. ssa Chiara Rende

 

 

Comitato organizzatore e enti e persone partecipanti
Comitato organizzatore e enti e persone partecipanti

Anche quest’anno il Liceo Classico Vitruvio Pollione ha organizzato la gara di traduzione di un componimento dal latino in italiano “Certamen”, una manifestazione che si può definire certamente letteraria ma anche ludica in quanto lo scrittore francese Caillois scriveva nel suo saggio I giochi e gli uomini che lo spirito del gioco è essenziale alla cultura. Quindi il preside della scuola che da quest’anno si chiama Liceo Cicerone – Pollione, in quanto in seguito alla politica di accorpamento voluto dal governo, quest’anno nel complesso scolastico è stato incorporato il Liceo Linguistico e delle Scienze Umane M. T. Cicerone (l’ex Istituto Magistrale di Castellone per chi non avesse capito), formando un’unica realtà, una realtà sicuramente vista come una scommessa dai più, e proprio questa manifestazione ha dato un esempio di come le due comunità scolastiche, oggi una sola, si sono ben integrate superando l’iniziale diffidenza e anche un’organizzazione ben più complessa visto che il plesso scolastico è formato di due scuole preesistenti. Ma che scopo ha questa manifestazione, giunta alla XII edizione? Rivitalizzare lo studio del latino e, in particolare, farne conoscere la prosa scientifica, valorizzando il patrimonio storico e archeologico del nostro territorio.  E’ quest’anno, proprio per dare la dimostrazione della felice unione del Liceo Classico Vitruvio Pollione e del Liceo Linguistico e delle Scienze Umane Cicerone, quest’anno c’è stato il record dio partecipanti arrivati a ben 35 studenti. Questa kermesse del latino ha avuto il prologo il 9 aprile con un concerto organizzato dall’Accademia Musicale di Formia diretta dal Maestro Marco Ciampi, che scorrendo il programma, ha visto la partecipazione sia degli alunni dell’istituto che i maestri concertatori dell’accademia. Poi il 10 la gara su un testo di Vitruvio al mattino, e nel pomeriggio la visita all’Antica Minturnae e alla cattedrale di Gaeta con l’annesso Museo Diocesano. Elencare le numerose persone richiederebbe molto tempo, ma bisogna ricordare l’impegno del comitato organizzatore del Certamen diretto dalla prof.ssa Paolina Valeriano, e i partner storici della manifestazione, la Banca Popolare di Fondi e il Rotary Club sezione di Formia – Gaeta presieduta da Matiia d’Acunto.

Ed arriviamo al giorno della premiazione, l’11 aprile, che ha visto l’inaugurazione della rinnovata palestra della scuola che è stata ripristinata dopo l’incendio di un anno fa, e gli stessi alunni hanno organizzato un siparietto musicale di intrattenimento in attesa che sia il preside Pasquale Gionta, il sindaco Sandro Bartolomeo e la giuria, che anche quest’anno ha visto come presidente il prof. Arturo de Vivo, Ordinario di Lingua e Letteratura Latina e Prorettore dell’Università “Federico II” di Napoli, e le prof.sse Chiara Renda, ricercatrice all’Università “Federico II” di Napoli e Arianna Sacerdoti, ricercatrice alla II Università degli Studi di Napoli, entrassero per dare inizio alle danze, ossia alla premiazione dei vincitori.

Il preside Gionta, ringraziando prima di tutto gli alunni partecipanti provenienti dai Licei delle provincia di Frosinone, Caserta, Napoli, Lecce, Torino, Milano e i Licei della nostra provincia ossia Latina, Cisterna, Terracina e Formia, sottolineava la validità e l’interesse che questa manifestazione ha suscitato, da lui organizzato già per sei volte come dirigente scolastico, ma come prima volta in questo nuovo istituto più grande come si diceva all’inizio. Quindi ringraziava il sindaco per la fattiva collaborazione che ha dato con l’Amministrazione per la riapertura della palestra, pur non avendone diretta competenza, in quanto già da lunedì 13 aprile i fruitori naturali ossia gli studenti la potevano già utilizzare, dopo ben tredici mesi di ristrutturazione del locale. Metteva anche in risalto la considerazione che l’istituto ha aumentato i propri iscritti, in controtendenza con il dato nazionale che ha visto il calo degli iscritti ai Licei in tutta Italia, e per contrastare il fenomeno del calo delle iscrizioni ai licei classici nota come la crisi degli studi umanistici, il 16 gennaio scorso si è organizzata la Notte nazionale del Liceo Classico, con il fine di diffondere il valore formativo della cultura classica in grado di suscitare nuovi stimoli, e questa manifestazione nazionale vedeva una sorta di processo al Liceo che vedeva come grande accusatore l’economista Ichino e come pubblico difensore lo scrittore e professore Umberto Eco. Sulla falsariga di questa manifestazione persone come lo scrittore Rodolfo di Biasio e il prof. Maurizio Franzini, professore di economia alla Sapienza di Roma, hanno letteralmente smontato le tesi di Ichino, e le note dell’etnomusicologo formiano Ambrogio Sparagna hanno fatto da cornice a questa manifestazione. Un liceo, quello di Formia, che ha quasi 90 di vita, fondato nel lontano 1927, una istituzione nella quale si riconosce una comunità più vasta e più ampia di quello che si può immaginare. L’appuntamento del Certamen, alla quale ogni persona lavorante nell’istituto ha dato il suo contributo, si ringrazia la sensibilità degli studenti e delle loro famiglie per aver ospitato, come ogni anno, i colleghi studenti che provengono dalle altre parti d’Italia, così come l’interessamento di un genitore dell’istituto, il dott. Nicola Riccardelli, che ha offerto un generoso contributo per questa manifestazione. Si è ricordata anche la scomparsa del dirigente scolastico di Priverno Vincenzo Lattauri che è stato più volte presidente di commissione al Liceo formiano. Così come si ringrazia la presenza del presidente della giuria prof. Arturo De Vivo, che poi ha parlato della figura di Vitruvio prendendo lo spunto dalla prefazione libro nono De Architectura. Ma anche ricordare, come si diceva prima, di tutte le associazioni e persone che sono stati enunciati nel depliant illustrativo della manifestazione per il fattivo contributo, così come l’installazione del critico d’arte e maestro pittore Salvatore Bartolomeo, che ha installato un suo quadro raffigurante una testa di donna che è complementare al busto scelto per lo stesso depliant, un quadro di 2 metri per 2,50. Altri ringraziamenti sono stati fatti alla libreria Mondadori di Formia, e alla casa Editrice Zanichelli, così come alle associazioni Lestrigonia del dott. Gian Matteo Matullo e della Curia Arcivescovile di Gaeta che hanno permesso di visitare I luoghi dell’arte. Alla fine il preside ha voluto fare un’esortazione ai giovani presenti nella palestra  dicendo che la scuola continua ad elargire cultura attraverso le ore di lezione impartite ma anche una istituzione capace di preservare libri, come sosteneva il mitico legislatore del VI secolo della Magna Grecia Caronda che la libertà viene da un libro. Oggi il mondo ci viene in casa, e quale storia può raccontare questa storia che si evolve ogni giorno? Solo la scuola si può ergere a dare un’istruzione a cittadini dell’Europa dagli incerti confini così come è possibile dividerci dai paesi magrebini dove è nato Sant’Agostino di Ippona, oppure dividerci dalla vecchia Russia con i suoi Tolstoj, Dostoevskij, Pasternak ed altri, per cui studiare i classici non è un lusso ma è avere a disposizione ciò che rende libero un uomo. Così come con il Romanticismo la poesia si è proclamata assoluta e la dimensione estetica si è straripata sulla vita. Ed ecco perché non c’è vera poesia che non sia civile. Per noi uomini moderni i miti sono un labirinto inesauribili di incontri, come quello struggente di Orfeo che cerca di strappare dall’Ade la sua amata Euridice, che alla lettera significa “trovare giustizia”. Per cui l’invito del preside Gionta è quello di far innamorare i giovani alla ricerca della propria Euridice, perché povera è la generazione che non si innamora di Euridice, quindi i giovani devono accettare nella loro vita la forza del cimento, il coraggio della sfida e lo sconfinamento dei territori dell’ignoto per fare sempre nuove scoperte e conoscenze.

L’intervento del sindaco Sandro Bartolomeo ricordava i quasi 90 anni del funzionamento di questa scuola d’eccellenza presente a Formia, quando nel lontano 1927 era la prima scuola superiore fondata nell’intero comprensorio del Lazio Meridionale localizzato dove attualmente è presente l’Ufficio Postale di Via Vitruvio, un evento importante per chi frequentava questo istituto e che ha visto due insegnanti, Gioacchino Gismondo e Pino Albertelli caduti nell’eccidio delle Fosse Ardeatine del 1944. Così come la formazione dell’onorevole Pietro Ingrao, che a Lenola ha festeggiato i suoi 100 anni di vita, ed il quale ricorda di Formia gli anni belle della sua formazione liceale, che poi sfociarono nella scelta antifascista. Per cui il Certamen è una delle tante occasioni per la quale la città di Formia deve essere orgogliosa di avere avuto un cittadino importante un ingegnere militare al servizio di Caio Giulio Cesare come Marco Vitruvio Pollione, che poi è passato alla storia come architetto civile. Pensare a Vistruvio significa pensare appunto a Cesare, ma anche a Marco Tullio Cicerone ed anche al generale Mamurra, significa pensare agli intellettuali del tempo ed anche alla presenza di un teatro e di un anfiteatro. Se tutto questo avveniva nel nostro territorio 2200 anni fa, oggi gli studenti del Liceo Cicerone – Pollione si devono sentire orgogliosi di far parte di questa scuola per il passato illustre che la città ha saputo offrire nel corso dei secoli. E la stessa storia ha consentito a questa città di superare le gravissime evenienze che nel corso dei secoli ha dovuto attraversare come le distruzioni, i conflitti, le carestie, ma nello stesso tempo avere la forza di rinascere sempre dalle sue rovine (Post Fata Resurgo è il motto che si trova sullo stemma della città) e quindi siamo testimoni della esistenza plurimillenaria della città, un grandissimo serbatoio di memoria a servizio di una cultura condivisa.

L’intervento del prof. De Vivo ( separatamente ci sarà il suo intervento su Vitruvio in un articolo a parte)  nella sua premessa ha detto che leggendo gli ultimi dati della scuola italiana, si determina uno scenario preoccupante: i ragazzi che si iscrivono al liceo e che concludono il loro processo di formazione pari al circa 90 % si iscrivono all’università, negli istituti tecnici la percentuale è del 16%, per gli istituti professionale la percentuale è del 4%. La percentuale dei laureati si aggira intorno al 20%, quindi una situazione realmente molto preoccupante.

Per quanto riguarda il testo usato per il Certamen la collaboratrice del prof. De Vivo, la prof. Rende ha spiegato che è stato scelto un brano tratto dal primo libro De architectura di Vitruvio, una discussione che lo stesso architetto romano che fa sulla natura del suolo per l’edificazione di una città, sostenendo che si poteva edificare anche in zone paludose attraverso una tecnica che puntava al drenaggio osmotico tra acque dolci ed acque salate del mare. Per descrivere questo procedimento è stata usata una lingua di non facile comprensione, per cui i ragazzi che si sono misurati con questo testo hanno dovuto creare una interpretazione e non solamente una traduzione del testo, in quanto il testo è essenzialmente tecnico. La seconda parte del testo, che è frequente nella trattazione di questo architetto, fa riferimento alla fondazione di una città che affonda in un passato lontano in modo da migliorare le condizioni dei cittadini che vi abitavano, e Vitruvio sosteneva che il problema si poteva risolvere spostando letteralmente la città in un luogo vicino ma meno condizionata dalla realtà della palude. In questa parte il lessico utilizzato dall’autore è molto più agevole e di facile traduzione da parte di coloro che si sono cimentati. Quindi per i candidati la dimostrazione era di poter coniugare la produzione tecnico scientifica con la discussione umanistica di questo antico architetto, andando a rintracciare nelle radici del passato un’esperienza che possa essere adottata come valida anche nel presente.

E così siamo arrivati alla proclamazione degli vincitori, ed anticipiamo che il primo classificato prossimamente parteciperà ad altre manifestazioni simili, sia a carattere nazionale che a carattere provinciale.

Per cui adesso li elenchiamo, sperando di poter vedere ancora vincitori nella prossima edizione altri ragazzi di Formia.

 

VINCITORI XII CERTAMEN VITRUVIANUM FORMIANUM

9 – 11 aprile 2015

 

1° PREMIO VELLUCCI GUIDO

Liceo Classico “Vitruvio Pollione” di Formia (LT)

 

2° PREMIO CANDELORA FRANCESCA

I.P. Liceo Classico “San Benedetto” di Cassino

 

3° PREMIO CASSANI GIULIA MARIA

Liceo Classico “D. Alighieri” di Latina

 

4° PREMIO CIOETA ALDISIA

Campus dei Licei “M. Ramadù” di Cisterna (LT)

 

PREMIO DELLA RIVIERA DEL POZZONE GIACOMO

DI ULISSE Liceo Classico “Vitruvio Pollione” di Formia (LT)

 

MENZIONE D’ONORE RINALDI VALERIO

Scuola Militare “Teulié” – Milano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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