E’ stata ed è un’impresa davvMigrantiero ardua quella dei migranti siriani che proprio in queste ore si trovano nei pressi dei Balcani per raggiungere l’Europa Settentrionale. Maps, chat di gruppo su WhatsApp, chiamate su Viber, pagine e gruppi Facebook, strade su Google Maps. Tutto questo per essere a conoscenza di quali sono i punti migliori da cui oltrepassare le frontiere, per inviare un sms a chi è lì a casa, per rassicurarli e per dire loro “io ci sono e, sì sono ancora vivo”. Scappare via dalla guerra nel 2015 attrezzati di smartphone vuol dire anche questo. Grazie a quello strumento in mano che ci permette di essere così simili, così uguali. E nello stesso istante così diversi perché siamo nati da zone opposte del muro.

La tecnologia quindi ha avuto un impatto davvero molto forte sulla crisi dei migranti come c’è scritto sul New York Times. E non bisogna stupirsi se si considera che secondo le proiezioni Idc Africa e Medio Oriente sono tra le prime del mercato. Solo nel 2015 in queste due regioni le persone hanno acquistato 155 milioni di telefonini.

Durante il viaggio dagli smartphone dei migranti chiusi nelle buste per proteggerli dall’acqua sono stati inviate le prime richieste di aiuto. Messaggi disperati che, in alcuni casi sono stati fondamentali.

admin
Author: admin

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui