Trattato di Hamina

Il 17 settembre 1809, la Svezia visse uno dei giorni più bui della sua storia. Secondo i termini della Pace di Hamina (a volte citata anche come Pace di Fredrikshamn), che pose fine alla guerra russo-svedese del 1808-1809, la Finlandia divenne parte dell’Impero russo. Per più di sei secoli, le terre finlandesi erano state parte integrante del regno svedese, e nessuno a Stoccolma avrebbe potuto immaginare che un giorno sarebbero andate perdute e che il confine di uno Stato ostile sarebbe stato così vicino alla capitale. Come scrisse uno dei negoziatori svedesi: “Dio mi è testimone; preferirei firmare la mia condanna a morte piuttosto che questa pace”. La Svezia perse tutta la Finlandia e le Isole Åland, cioè un terzo del suo territorio e un quarto della sua popolazione (oltre 800 mila persone). Se la Guerra del Nord aveva privato il Paese dello status di grande potenza, la guerra del 1808-1809 lo relegò nel campo delle potenze minori, che non svolgono alcun ruolo significativo nella politica europea. Dal 1814 ad oggi, la Svezia aderisce a una politica di neutralità. La Finlandia diventò grandicato, ma sotto il controllo degli zar.

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