IL TRAPIANTO DELLA TESTA E’ TECNICAMNTE POSSIBILE, MA….

imagesI pazienti affetti da serie malattie neuromuscolari degenerative, che hanno compromesso gravemente le capacità di movimento, potranno un giorno aspirare come sorta di extrema ratio al “trapianto della testa”. Il distacco della testa dai due corpi quello del donatore e quello del ricevente è tecnicamente possibile, eseguendo la resezione con una lama tagliente e sigillando le fibre nervose contenute nel midolli spinale con speciali sostanze sigillanti. Il donatore potrà essere una persona che ha perso la vita in seguito ad un ictus, o trauma cranico, senza importanti lesioni a livello degli altri organi: è già noto chi si dovrebbe sottoporsi per primo a questo straordinario intervento, Valery Spiridonov, 30 anni, russo, affetto da una forma di atrofia muscolare spinale progressiva che gli permette solo pochissimi movimenti. La sala operatoria per effettuare tale importante intervento dovrà essere di dimensioni doppie rispetto ad una sala chirurgica tradizionale, con una equipe composta da ben 150 persone tra ortopedici, neurochirurghi, chirurghi vascolari, anestetisti, immunologi e altro personale, che lavoreranno a turno, per un totale di 36 ore. Per garantire la buona riuscita di un’operazione così complessa sarà necessario il drastico raffreddamento della temperatura della testa durante l’intervento, per garantire il rallentamento di tutte le funzioni biochimiche dell’organismo. Il neurochirurgo torinese di fama mondiale Sergio Canavero, abilitato nella professione negli Usa, (che acquistò notorietà nel mondo scientifico dal 2008, quando risvegliò grazie a una elettrostimolazione corticale, una ventenne in stato vegetativo permanente, a causa di un incidente stradale), considera tecnicamente possibile l’intervento e ha messo in calendario l’intervento nel 2017, probabilmente in Cina o in Russia, ma sarà davvero possibile? Virtualmente la scienza non ha limiti afferma Francesco Di Meco direttore del dipartimento di Neurochirurgia all’Istituto Besta di Milano “In neurochirurgia sono stati raggiunti traguardi inimmaginabili, al momento però a mio avviso, non ci sono le condizioni per praticare il trapianto della testa: il punto critico è rappresentato dalla impossibilità di rigenerare il tessuto nervoso”
Rino R. Sortino

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