Cartina

E’ uno dei terremoti che è passato alla storia, quello del 15 gennaio del 1466, un sisma di magnitudo 6.1 che colpì i giustizierati di PrincipatoCitra, Principato Ultra e Basilicata (approssimativamente nelle provincia di Salerno, Avellino e Potenza). Allota province del regno di Napoli Il terremoto avvenne nella notte sul 15 gennaio, intorno alle ore 2:15, con epicentro in prossimità dei monti Eremita – Msarzano alla sinistra idrografica del fiume Sele a circa 10 km a sud della sella di Conza. Il sisma seguì, a distanza di poco più di nove anni, il ben più catastrofico  terremoto del 4 dicembre del 1456 che aveva causato decine di migliaia di vittime in molte regioni dell’Italia meridionale. Non è stato possibile stabilire se vi fosse correlazione tra i due eventi poiché non si hanno notizie precise inerenti all’attività sismica locale nel decennio 1456-1466 né si conosce la localizzazione esatta dell’epicentro dell’evento del 1456. La scossa sismica del 15 gennaio 1466 colpì, in proporzione, un’area relativamente più ristretta e spopolata causando quindi un numero di vittime senza confronto inferiore, ma pur sempre notevole (quantomeno nell’ordine delle centinaia). Tra i centri più devastati vi furono Calabritto (ove vi furono 24 morti), Conza della Campania,(20 morti) e Teora (13 morti); in tali località il sisma fu risentito con intensità pari all’VIII-IX grado della  scala Mercalli Sono stati colpiti atre cittadine come Balvano, Buccino, Calitri, Caposele, Collano, Laviano, Muro Lucano, Oliveto, Palomonte, Pescopagano, Quaglietta, Ricigliano, Ruvo del Monte, San Gregorio Magno e Vallata, dove vi furono danni e vittime, ma in numero imprecisato. In molti altri borghi della zona furono registrati danni di entità indeterminata. Di contro nella capitale Napoli, ove la durata della scossa venne stimata in un miserere (circa un minuto), si scatenò il panico generale ma non furono registrati danni di sorta.

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