Damiano Coletta

Il sindaco di Latina, nonché medico, Damiano Coletta nel mese di novembre 2020 ha avuto anche lui l’esperienza di essere colpito dall’infido virus costringendolo ad un ricovero alòl’ospedale Goretti. Ecco che lui stesso ha raccontato questa esperienza nel profilo Facebook apreto da pochi giorni. Ecco ciò che ha affermato, invitando i suoi concittadini al rispetto delle normative anticovid: “A fine novembre sono stato positivo al Covid. Pur avendo avuto una polmonite interstiziale bilaterale che mi ha costretto a 5 giorni di ricovero ospedaliero, posso dire di essere stato fortunato a non avere ulteriori complicanze di tipo respiratorio. Ma è stata comunque un’esperienza pesante soprattutto nel vivere una situazione di isolamento fisico che unitamente a uno stato di importante debilitazione ti mette a dura prova. Dissi in quei giorni che il Covid va affrontato con rispetto. Rispetto per il virus che, come abbiamo visto con le varianti, tende a mutare e a diventare più contagioso. Rispetto per sé stessi anche nella capacità di affrontare la malattia. Con grinta ma anche con il riposo pur se si dovesse essere tra gli asintomatici. Non può esserci sottovalutazione dei sintomi perché rischia di essere un errore mortale. Rispetto per i sanitari perché si spendono per te, hanno rischiato di contagiarsi fino a quando non è iniziata la campagna vaccinale e sopportano turni massacranti per cercare di dare assistenza quando gli ospedali sono sovraccaricati. Rispetto anche per i sanitari che si stanno adoperando per la campagna vaccinale. Essere superficiali nel non rispettare le prescrizioni significa mettere i sanitari nelle condizioni di scegliere ordini di priorità nell’assistenza e vi garantisco che sono scelte drammatiche. Rispetto per i familiari che si preoccupano per te e che spesso hanno difficoltà ad avere notizie del proprio caro in caso di ricovero. Rispetto tra gli studenti. Il ritorno in presenza a scuola è un bisogno prioritario. Ma è importante avere senso di responsabilità nel non avere comportamenti a rischio e nell’effettuare gli screening con i tamponi perché altrimenti si rischia anche di contagiare i propri familiari più fragili. Rispetto per la comunità di cui facciamo parte. Soprattutto nei confronti di quelle categorie di lavoratori che sono state fortemente penalizzate dalla pandemia come quelli del settore della ristorazione, dello spettacolo e delle palestre/centri sportivi. Un comportamento non corretto crea un danno a sé stessi, ai familiari, alla comunità. Siamo stanchi e provati da questo anno durissimo. Ma ognuno deve saper fare la propria parte: le istituzioni, i sanitari, tutti i comparti lavorativi, i cittadini e le cittadine. Da sindaco posso dire, in coscienza, di non essermi mai risparmiato e di aver agito sempre per cercare di garantire la maggiore sicurezza sanitaria possibile. Oltre a dover affrontare la grave crisi economica e sociale che si è generata. La più grave crisi dal dopoguerra. Facendo anche scelte difficili. Ma ce la faremo. Questa estate ce la faremo. Dobbiamo però superare questo ennesimo momento duro della terza ondata. Ora abbiamo un’arma vitale: il vaccino. Al di là delle difficoltà dell’approvvigionamento dei vaccini e dei problemi spesso creati dal social panico, la vaccinazione rappresenta un dovere etico che ognuno di noi deve saper rispettare. Proprio perché siamo in relazione con gli altri dal momento che viviamo in comunità. Non può esistere l’opinionismo, non può esistere una scelta. È un dovere morale dettato dal rispetto, anche per i morti, e dal senso di responsabilità verso ognuno di noi.”

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