Romanzo Criminale serie 1
Romanzo Criminale serie 1
Daniele Di Biasio, Daniele Cesarano e Angelo Carbone
Daniele Di Biasio, Daniele Cesarano e Angelo Carbone
Romanzo Criminale serie 2
Romanzo Criminale serie 2

Sabato 7 marzo per le iniziative legate la Mese della Legalità che si sono tenute a Formia per il mese di Marzo, si è avuto in incontro interessante con uno dei sceneggiatori della serie televisiva divisa in due stagioni Romanzo CriminaleDaniele Cesarano, e quindi questo sceneggiatore ha dato numerose informazioni relative alla stesura della sceneggiatura della serie crime che è stata trasmessa qualche anno fa. Il motivo di fondo per cui ha spinto l’autore a creare, a raccontare attraverso anche l’esistenza del libro “Romanzo Criminale” del magistrato De Cataldo da cui è stato tratto il film dall’omonimo titolo, di cui uno degli interpreti era Stefano Accorsi nel ruolo del commissario Scialoja, prima di tutto perché questa serie ha cambiato il modo di intendere il linguaggio delle serie televisive, anche se il linguaggio di sceneggiatura è di tipo classico. Per cui dopo essere uscito il film c’era una grande mole di materiale da sfruttare e Cattleya aveva chiesto a lui ed a altri sceneggiatori di scrivere la sceneggiatura di una serie tratta dal materiale che era presente. Di per se questa serie non dice nulla di nuovo dal punto di vista del linguaggio scelto per raccontare questa storia, la storia di tre ragazzi che vivono alla Magliana, e che sognano di prendersi Roma. . Quindi prendere questo materiale e trasformarlo in una serie che doveva avere una logica linguistica  che poteva stare in una serie come questa, non esaurire tutto in un solo film. Si potrebbe pensare ad una sceneggiatura come ad una costruzione di una casa, uno sceneggiatore è un po’ come un geometra. Questa serie, quando è stata scritta, l’hanno divisa in due parti, la prima di dodici puntate e la seconda di dieci.

Quindi una storia di ragazzi cattivi che sognano di prendersi Roma: ovviamente molto del libro è stato anche reinventato per dare una fluidità narrativa alla serie, e il magistrato De Cataldo ha collaborato in modo specifico dando la libertà agli autori di manipolare il contenuto del suo libro, inventando un modo e la prima scena comincia con una parte brutta, la mamma del Libanese che sta preparando la cena, con il Dandi che si trova in cucina a parlare con la madre ed assaggiare il sugo, mentre il Libanese che si lavava la faccia nel bagno ed il Bufalo che suonava il clacson della macchina per invitarli a scendere. Una scena non presente sia nel libro che nel film, ma comincia la serie in modo divertente per cominciare a ridere su dei ragazzi che nella loro mente avevano il sogno criminale. Ma lo sfondo è la storia di quegli anni, e precisamente comincia nel 1978, quando si era creato un movimento di rivolta studentesca, il Movimento 77, un movimento che proveniva dalle file dell’Autonomia Operaia, quindi dall’estrema sinistra, un movimento che voleva rompere con la dicotomia socio culturale Chiesa Cattolica – Partito Comunista Italiano, ed invece instaurare l’urgenza di prendersi le cose di cui si aveva bisogno, come per esempio il denaro. Ed è proprio in questo contesto culturale che nasce l’idea di prendersi Roma, la Banda della Magliana; Libano, Dandi ed il Freddo che avevano l’idea di prendersi una cosa che non avevano ed il mezzo era il crimine, ed ecco il rapimento del barone Rossellini era il mezzo per prendersi il loro sogno, anzi il sogno superiore di Libano era di essere il Re di Roma, ed ecco che questo sogno cominciano a farlo reale attraverso i rapimenti, gli omicidi, il riciclaggio, lo spaccio, anche se uno della banda, Satana, li aveva avvertiti di non fare il salto più lungo della gamba perché Roma non vuole capi, di re ne ha già avuti sette.

Giorgiana Masi, quindi, la vittima uccisa in uno scontro di questo movimento, fatto vedere all’inizio della prima puntata con lo sconvolgimento del commissario Scialoja, che temeva per la vita della sorella che aveva abbracciato la causa di questo movimento, dava la molla per dare un’urgenza di un idea di prendersi qualcosa con ogni mezzo. Questo perché lo stesso sceneggiatore aveva vissuto quegli anni, quelle istanze, ma nelle scene scritte è una cosa che non si vede, non si può percepire.

Un’altra istanza, ma questa volta riguarda la parte produttiva, dava anche la situazione relativa alla scrittura della sceneggiatura con una regola di ingaggio particolare, cioè si doveva vedere quello che scrivevi, una cosa mai tentata dagli sceneggiatori di qualunque serie scritta nella storia della televisione, ed era senza ombra di dubbio la prima volta che succedeva nella storia della televisione una cosa del genere, per cui l’identificazione dei Ragazzi della Magliana era il senso di quello che Cesarano aveva vissuto quando lui aveva sedici anni e viveva questa situazione di urgenza del movimento, mettendo per iscritto delle sensazioni emotive e personali che poi la serie ha dato la possibilità di vivere. Se si chiede ad un sceneggiatore di scrivere una cosa che poi la devi vedere in diretta, era indubbiamente una scommessa, e con le tecnologie di oggi indubbiamente si riescono a fare molte cose, una sorta di urgenza che si vive nella serie da parte dei personaggi, quindi fare una cosa che sei per prima tu lo spettatore è sicuramente anomalo, ma che ha prodotto i risultati  a medio termine, tanto che la serie ha riscosso un grande successo. Quando si scrive una serie si deve scendere ad una serie di compromessi con la produzione, con il target del pubblico al quale tu  devi far vedere la storia raccontata per immagini, quindi spesso non si cerca di far vedere la parte emozionale della storia, ma ciò che si desidera comprendere. Poi c’è anche l’assoluta autoreferenzialità dell’autore che fa una cosa pensando di essere contento di poterla vedere, ma spesso è capitato che gli ultimi 30 anni del cinema italiano hanno creato prodotti che possono essere considerati noiosi, e quindi un autore crea spesso cose per un pubblico astratto deresponsabilizzandosi della qualità che potrebbe uscire dal prodotto. Creare delle storie con le tecniche attuali per poi essere quotati nella classifica dell’audience viene rotta dall’ingresso di Romanzo Criminale, dove gli autori sono stati liberati dall’ingaggio standard. Per vari motivi, la cultura italiana viene legata essenzialmente a due visioni, la visione cattolica e la visione comunista che hanno ambedue una visione educativa della cultura, la televisione italiana ma anche parte del cinema hanno adottato un linguaggio basato sull’educazione basato anche sul percorso dei prodotti che dovevano indicare il buono che vince sul male e invece non raccontavano la verità, la realtà della vita, la visione della vita. Nonostante l’entrata in scena di romanzo Criminale, di Gomorra, di R.I.S.; che sono gocce nel mare, la visione educativa ha preso il sopravvento, nonostante che una produzione del genere ha ammazzato il cinema e la televisione italiana non dedicando la possibilità di prodotti come Romanzo Criminale che è comunque un prodotto di genere, un prodotto che racconta la realtà della vita.

Creare la sceneggiatura di un romanzo per far parlare un personaggio è sempre difficile, perché è come una scuola, è come una situazione per cui far capire chi è l’assassino come un thriller è sempre molto difficile. Per cui i personaggi che sono creati sono dell’autore, che li fa parlare secondo le sensazioni che prova ed in una serie che ha in attivo 26 puntate, sicuramente  per cui il regista deve trovare la quadratura del cerchio per poter dare un’impronta che duri nel tempo. Per esempio Il freddo che è il personaggio cattivo più buono, il più debole per definizione parla in un certo modo, mentre il cattivo per autonomasia in questa serie è il Dandi, il viveur della batteria, che non può far a meno di ostentare il suo tenore di vita, colui che deve comprarsi le donne per averle come gli hanno insegnato, perché la vita delle persone non è lineare, è molto più complicata, più contorta, per cui il lavoro sui personaggi è stato fatto in base alle sensazioni delle emozioni di tre ragazzi di borgata che desiderano prendersi Roma in modo spietato. Anche nella scena dove si trovano al mare sapendo che il giorno dopo dovranno combattere per arraffare il loro sogno, decidono di giocare a pallone per rilassarsi pur sapendo che la loro vita il giorno dopo sarebbe cambiata e per la prima volta usano i loro veri nomi in pubblico – Pietro, Mario e Fabrizio, per giocare con tre ragazzi, tre pischelli come loro, ed avendo il dado tratto come disse cesare al Rubicone loro si sentono appagati, così come le canzoni scelte per tutta la serie identificano un modo trash in voga oggi per far parlare i personaggi.

Ed a proposito di personaggi, il personaggio buono per autonomasia in questa serie è il commissario Scialoja, che arriva sempre ad un passo dal prendere questi ragazzi e poi resta sempre sconfitto (somiglia al Ginko della serie a fumetti Diabolik), ma è un personaggio finto, anzi lo sceneggiatore avrebbe preferito non scrivere la storia su di lui, ma comunque c’era sul libro e lo ha inserito, ma i veri protagonisti sono i cattivi, anche perché il cliché di una storia d?Italia intrecciata sulla storia di questi ragazzi della Magliana sicuramente agli occhi dello spettatore già sa di detto, come per esempio un Andreotti che voleva fare di tutto per prendere il potere o le Brigate Rosse che volevano uccidere Moro, ed altro; ma Scialoja non dà emozioni, è un poliziotto. Una scena invece che va raccontata quando la Banda si è riunita al Bar di franco dopo che il barone è stato rapito, il Libano sta per trattare il riscatto ed il freddo sta andando via, i ragazzi stanno sognando di andare con prostitute o mignotte, ed è una scena che per lo spettatore dà emozione, quando poi Fierolocchio dice al Dandi che la migliore gliela avrebbe trovata lui,  Patrizia – la migliore dell’Esquilino, così lo stesso Freddo che per la serie diventa un personaggio preciso, che si muove in una certa maniera, che non improvvisa, e fa ricordare allo sceneggiatore un sogno di un famoso regista, Sergio Citti, che aveva il sogno di recarsi in Brasile per caricare un aereo pieno di prostitute, ed è il motivo per cui aveva deciso di scrivere questa parte; mentre Scialoja è un mondo letterario, non emozionale.

Lo sceneggiatore ha avuto l’immensa fortuna di avere come consulente letterario lo stesso magistrato Giancarlo de Cataldo, che ha sempre risposto lui alla tematica di come raccontare il male, non dando mai la risposta più ovvia, e poi c’è la scena del freddo che uccide Sergio Buffoni che aveva venduto di nascosto droga a suo fratello Gigio, e questa scena racconta tutta la tragicità del momento, dopo che uno dopo l’altro i membri di questa banda o sono morti o moriranno presto. , anche perché riflette il senso del rompere dei codici della società civile e prima o poi nella vita reale questa la paghi.

Il fatto di avere avuto nella storia un cinema e una televisione educativa spesso ha creato qualche problema con la censura perché se si prende ad esempio Andreotti che ai suoi tempi aveva vietato di vedere Ladri di Biciclette che infangava il buon nome dell’Italia ed invece in questo film si vedeva una realtà molto reale del dopoguerra, fa pensare che spesso la censura possa essere esercitata sul contenuto del prodotto che si vuol far vedere. Diversa invece si mostra la censura linguistica, in quanto spesso si deve andare a vedere ciò che si racconta, e per ritornare alla scena dove Freddo uccide Sergio Buffoni e il fratello per sfogare la sua rabbia è in compagnia di un transessuale, sta a dimostrare tutta la tragicità del momento che si vive, un momento emozionale. Ovviamente l’autore o lo sceneggiatore non ti deve dare un giudizio morale, quella è una cosa che ricava lo spettatore quando vede lo spettacolo, il film, la scena, la serie. Avendo in Italia ammazzato il genere, la possibilità si sospendere la creatività, per cui si può crea re un codice prefissato, per cui quando si è creata la serie di Romanzo Criminale si è dovuto pensare al linguaggio da utilizzare per far parlare i personaggi, ed allora meglio dei film di Monnezza e del commissario Girardi girati da Corbucci (Thomas Milian per intenderci) che utilizzava parolacce ogni due parole come un intercalare, ma era il modello da seguire per dare una valenza reale alle scene e al genere di linguaggio da usare, ovviamente i complimenti si sono succeduti per aver girato una serie che dal punto di vista del linguaggio non ha dato nulla di nuovo, perché lo sceneggiatore, così come la battuta della prima puntata della prima stagione quando Freddo risponde alla domanda di Fierolocchio dopo aver ammazzato i fratelli Cannizzaro di prendersi Roma, lui dice “famo domani”Eppure il mondo del cinema e della televisione non è in crisi, nonostante quello che si vuol far credere, anche perché se si segue l’istanza morale allora l’Italia ha già perso in partenza nei confronti del resto del mondo dove tra soap opera e altro riescono a far girare una serie di prodotti che sono visti in tutto il mondo.  Per ricordare che quando c’era il cinema di propaganda come i cinegiornali del Ventennio, dove la gente vedeva ciò che il regime voleva farti vedere, e lo stesso nella Germania nazista o nella Russia bolscevica, allora nel cinema italiano degli anni 40 e 50 ci sono state delle situazioni dove si dovevano far vedere delle cose buone,  e quindi far vedere il sogno di Libano che vuole prendersi Roma diventa un po’ banale se visto con  gli occhi della banalità. Anche perché per fare il confronto con le serie americane dove confrontate con le nostre che tutto ha una regola stabilita, si devono rispettare delle regole stabilite, gli americani usano un linguaggio molto semplice e comprensibile agli occhi degli spettatori. Per cui sia romanzo Criminale che Gomorra sono stati due esempi di un mercato limite che ha cercato di riaprire il modo di fare televisione e il cinema, un mercato che nella fase attuale sta richiedendo sempre questi prodotti con maggior frequenza, con una concorrenza che sta diventando spietata nella produzione in sé. Per cui il mercato della televisione che si rivolge come nel caso di Rai 1 a una generazione matura, certo non ti fa gustare la televisione in se, anche per il tipo di tematiche che sono proposte, come le storie dei Santi o di genere simile.

Ritornando ai personaggi di Romanzo Criminale i personaggi femminili alla Patrizia, che risulta la migliore prostituta dell’Esquilino sono un po’ finti, sono stati messi perché comunque il libro dava lo spunto alla immaginazione, ma anche perché nella scrittura delle sceneggiature l’incontro con alcuni personaggi che realmente hanno fatto parte della banda della Magliana c’è stato come Valledoro, ed il racconto è stato veritiero, ma fin dall’inizio si era deciso di utilizzare i personaggi descritti nel libro per dare maggiore capacità di espressione nelle sceneggiature delle puntate. Ma dire che si voleva fare una cosa di genere è reale, in quanto l’atra serie Gomorra si ispira alla violenza della criminalità mentre Romanzo criminale è nata come una commedia per ridere e far ridere. Ma questo non cambia il linguaggio, perché il linguaggio lo hanno cambiato solamente due serie televisive con un format diverso da quelli precedenti, ossia Don Matteo prodotto dalla Rai e Distretto di Polizia prodotto da Mediaset. Distretto di Polizia poi è quella serie che ha avuto un successo importate in quanto il 30% di share difficilmente è stato raggiunto da altre serie, tanto da oscurare altri visioni come il film Francesco con Raoul Bova, letteralmente travolto in sede di ascolti.

Si potrebbe chiudere che comunque Romanzo Criminale, prodotto classico, prodotto per i giovani, racconta il male, ma come viene visto dai cattivi, che usano i mezzi per perseguire i loro scopi. Può piacere e può non piacere, ma comunque racconta in forma romanzata un  mondo che ha Roma ha seminato terrore per anni e spesso le cronache ci presentano personaggi arrestati o uccisi che orbitavano in questa organizzazione, un segno che questa non si è ancora spenta, ma spesso crea opera di emulazione.

 

 

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