Nella seconda domenica del mese di maggio, il collettivo teatrale Bertolt Brecht di Formia ha dato prova di voler far ancora divertire i bambini con una rappresentazione rielaborata dal drammaturgo della compagnia Pompeo Perrone della celebre favola scritta da Collodi “Pinocchio“, con un titolo alquanto originale, ossia “Pinocchio a tre piazze”. Una favola che da sempre da un messaggio a piccoli e grandi: che bisogna sempre essere dei buoni cittadini per non incorrere a delle situazioni pericolosi. Infatti la trama di questa rielaborazione, portata magistralmente in scena dalla compagnia teatrale guidata in modfo supremo dall’infaticabile regista ed attore Maurizio Stammati, ossia da un Pinocchio bambino in compagnia con il suo babbo Geppetto, che ha raccontato la sua storia, cominciando da quel pezzo di legno parlante da dove il povero falegname ha ricavato un burattino che doveva essere di compagnia, ma che poi si è rivelato un pezzo di legno parlando, prendendo poi vita nella realizzazione finale del burattino. Geppetto però vuole bene da subito a quel burattino che tante noie gli procura con il suo comportamento biricchino, e quindi, sacrificandosi ancora per farlo crescere bene, come un bambino normale, gli compra cartella ed abecedario, che poi lui subito rivende per assistere ad uno spettacolo di burattini dell’impresario Mangiafuoco. Pinocchio riesce ad impietosire il burbero burattinaio che voleva gettare nel fuoco uno dei burattini, Arlecchino, e infine gli regala cinque monete d’oro per il suo papà. Ma ecco arrivare sulla scena due farabutti, il Gatto e la Volpe, che riescono a convincere Pinocchio a sotterrare le monete nel campo dei miracoili per far crescere un albero pieno di monete. Ma in reraltà è solo una scusa per derubarlo, e ci riescono alla perfezione, anzi per completare l’opera lo impiccano ad un albero. Il pestifero burattino viene salvato dalla Fata, ma preceduto da un consulto medico che lo mette a disagio per quanto riguarda la medicina da prendere. Cerca di comportarsi bene, fino al giorno in cui Lucignolo non lo convince di andare nel Paese dei Balocchi, un paese dove si gioca sempre e mai si studia, e lui lo segue. Ma ben presto diventa un asino e nello spettacolo del circo del paese, dove si sono effettuati degli spettacoli fuori dal comune con animali alquanto strani, nell’esibizione di Pinocchio, diventato per magia un ciuchino, si rompe la zampa e viene gettato in mare. Ridiventa burattino e incontra, nel ventre di un grosso pescecane, il suo babbo Geppetto, che gli racconta che da due anni è rimasto prigioniero nel suo ventere ma che è riuscito a sopravvivere grazie ad una nave ingoiata dallo stesso animale. Pinocchio non si perde d’animo e si prende sulle spalle il suo vecchio babbo e lo porta fino a riva, dove si comporta finalemtne da bambino educato e riesce a coronare il suo sogno: diventare un bambino vero in carne ed ossa. Una partecipazione di gruppo intensa, rispettando i protocolli del covid che impongono una restrizione dei partecipanti agli spettacoli all’aperto e al chiuso dei teatri, facendo registrare anche in questa occasione un “tutto esaurito” al botteghino.

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