San Adriano III

Adriano, romano di nascita, divenne papa nell’884, in “un periodo tormentato della storia del papato”, benché la sua elezione sía avvenuta “in circostanze imprecisate” (O.D.P.). Si sa pochissimo del suo breve papato, e non è del tutto chiaro perché fosse considerato un santo. Fece accecare un alto ufficiale del palazzo dcl Latcrano, Giorgio dell’Aventino, un nemico giurato di papa Giovanni VIII (872-882), e la tradizione racconta che fece frustare con la verga la moglie di un altro ufficiale, dopo averla spogliata degli abiti, per le strade della città. Adriano sembra aver continuato le vendette sanguinose che erano prevalse al tempo dell’assassinio di Giovanni. Adottò una politica conciliante verso la Chiesa orientale, in linea con i suoi immediati predecessori. Nell’885 l’imperatore Carlo il Grosso (881-888), che non aveva eredi maschi legittimi, invitò il papa a partecipare alla dieta di Worms, per riconoscere il suo figlio illegittimo e nominarlo così suo erede ufficiale. Ciò può essere prova di un patto stipulato tra l’imperatore e Adriano al tempo dell’elezione del papa: il primo offriva il suo sostegno in cambio di successivi favori da parte del secondo. Adriano partì per la Germania, ma morì mentre era in viaggio, a San Cesario sul Panaro, vicino a Modena, nel settembre dell’885. Il fatto che il suo corpo non sia stato riportato a Roma conferma l’ipotesi che sia stato ucciso. Seppellito nell’abbazia di S. Silvestro a Nonantola, intorno alla sua tomba nacque un culto locale che dura da allora, approvato nel 1891. Resoconti successivi narrano che scongiurò la carestia a Roma mentre era papa, e Flodardo, storico della chiesa di Reims, lo loda per la sua disponibilità verso gli altri vescovi.

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