Il santo del 9 settembre: San Pietro Clavier

San Pietro Clavier

Pietro nasce a pochi chilometri da Barcellona (Spagna) il 25 giugno 1580, da una famiglia contadina. A 20 anni inizia il noviziato nei Gesuiti a Tarragona e piano piano cresce  in lui il desiderio di partire missionario. Nel 1610 è in Colombia dove, sei anni più tardi, è ordinato presbitero a Cartagena: qui si impegna a favore degli schiavi neri, deportati dall’Angola e, da persona timida e insicura, diventa un organizzatore ardito e ingegnoso. fa voto si essere sempre “schiavo degli etiopi” – all’epoca si chiamavano etiopi tutti i neri – e, per comprenderli, impara la loro lingua. Quando riceve la segnalazione dell’arrivo di nuovi schiavi, stipati nelle stive delle navi, esce in mare con il battello per portare cibo e soccorso. Riunisce a Cartagena un gruppo di interpreti di vari paesi e li forma come catechisti perché possano insegnare agli schiavi, che parlano dialetti diversi, la dottrina cristiana e prepararli al Battesimo. Così, mentre gli schiava creature  i aspettano di che essere venduti, li istruisce e li battezza. Questo gli causa molte incomprensioni e i mercanti di schiavi non sono i suoi soli nemici. E’ accusato  di profanare i sacramenti , dandoli a creature che “a malapena possedevano un’anima”; tuttavia ,  egli continua la sua missione , accettando  tutte  le umiliazioni e attingendo la forza  di Dio. Ammalatosi  di peste, deve sopportare i maltrattamenti del suo infermiere nero. Muore l’8 settembre 1654. Una sua celebre massima può aiutarci nel cammino: “La mano  deve precedere il cuore” per indicare  che  quello  che  si fa e si dice nasce dall’amore di Dio e dall’amore per i poveri.

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