San Pietro Claver

Nato da Pietro e Anna Claver nel 1580 a Verdù in Spagna, fu educato cristianamente. Inviato a Barcellona per gli studi, fu ammesso dal Vescovo tra i chierici. Ma lui desiderava essere sacerdote religioso della Compagnia di Gesù. I genitori gli negarono però il consenso e Pietro, nono potendo convincerli con le parole, si rivolse con tutto l’animo alla Vergine. Ottenuta la grazia, entrò nei Gesuiti. A Maiorca conobbe il fratello Alfonso Rodriguez, che lo incitò ad andare in America Latina. Approdando a Cartagena, si fermò a Santa Fè per la foirmazione e nel 1616, a Cartagena, divenne sacerdote. Nel 1622 Pietro emise la professione religiosa solenne, aggiungendo la promessa di spendere tutta la sua vita a servizio degli schiavi che provenivano dall’Africa e che a migliaia sbarcavano a Cartagena. Lavorò tanto per essi che, se non ebbe la corona del martirio cruiento, ebbe quella di un martirio ininterrotto: martirio di preghiera, di lotta, di sacrifici, di un intenso apostolato. Un giorno, dopo aver radunato tanti neri da riempire le chiese, mentre questi ascopltavano la Parola divina, il demonio destò un così improvviso e spaventoso turbine che tutti cercarono la salvezza nella fuga e Pietro, cher stava alla porta, fu travolto. Tutti rimasero illesi: solo Pietro fu trovato più tardi, pesto e ferito, in orazione nella cappella della Vergine. Nella contagiosa pestilenza che poco dopo infierì in quelle regioni, Pietro fu instancabile ai piedi dei malati, prestando loro i più umili servizi; assieme al pane materiale dava loro il pabne della fede cristiana. Presto iol suo corpo non resse alle fatiche e cadde sfinito, contraendo la peste, che sopportò per quattro anni. Finalmente la sua corona era pronta: dopèo un giorno di agonia, circondato dai suoi “neri”, tornò a Dio. Era il 9 settembre del 1654.

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