Il santo del 9 febbraio: santa Apollonia


Santa Apollonia

Della sua vita di questa giovane cristiana diventata martire e per questo santa non si conosce molto, ma si ha un dettagliato resoconto dell’evento del suo martirio avvenuto nel 249 d. C, sotto il governo dell’imperatore Decio. Infatti Eusebio, nella sua “Historia Ecclesiastica” (VI,41) riporta un brano di una lettera del vescovo Dionigi di Alessandria indirizzata a Fabio di Antiochia, in cui parla di alcuni fatti avvenuti durante la persecuzione scoppiata prima di quella di Decio, dei quali era stato testimone. Negli ultimi anni dell’impero di Filippo (244-249) una sommossa popolare aizzata da un malvagio indovino produsse il massacro di moltissimi cristiani, senza che fossero risparmiati nemmeno i più deboli. Scrive Dionigi: “Tutti si gettarono sulle case dei cristiani: ognuno entra presso di quelli che conosce, presso i vicini, saccheggia e devasta; portano via nelle pieghe delle vesti tutti gli oggetti preziosi, gettano via o bruciano le cose senza valore. Si sarebbe detta una città presa e saccheggiata dal nemico… I pagani presero poi l’ammirabile vergine Apollonia, già avanzata in età. Le colpirono le mascelle e le fecero uscire i denti. Poi, avendo dato fuoco ad un rogo fuori della città la minacciarono di gettarcela viva, se non pronunziasse assieme a loro parole empie. Ella chiese che la lasciassero libera un istante: ottenuto ciò, saltò rapidamente nel fuoco e fu consumata”. Che cosa era accaduto? S. Apollonia subì il martirio per la fede durante la persecuzione di Decio. Così scriveva l’allora Vescovo di Antiochia: “I cristiani vengono arrestati, imprigionati, privati d’ogni alimento, tolti dalle proprie famiglie, e perciò i genitori divisi dai figli e i figli dai genitori. Alcuni sono esiliati, altri stritolati sotto le ruote e moltissimi precipitati nelle fornaci ardenti od esposti alle fiere. Se i denti delle belve o l’ardore delle fiamme qualche volta li risparmiarono, è sempre pronta la spada che taglia la loro testa. Affermare di essere cristiano basta per incontrare i più terribili tormenti.”  Apollonia fin dai più teneri anni venne educata nella religione cristiana. Accesa di ardente amore per Gesù, decise di darsi interamente a Lui, facendo voto di perpetua verginità.  Quando uscì il decreto di persecuzione, Apollonia prodigò tutti i suoi averi in favore dei cristiani e si adoperò con ogni mezzo nell’esortare i martiri alla fortezza e alla speranza del gran premio del cielo. “Pensate, diceva, che è breve il patire, ma il gaudio sarà eterno!”. Ma non potè durare a lungo in questo pietoso ufficio, poichè venne subito scoperta ed accusata al prefetto della provincia come cristiana, venne arrestata e rinchiusa in una orrenda prigione, dove passò una notte.  Il giorno dopo, venne presentata al prefetto ed interrogata circa la sua fede. “Sono cristiana e adoro il vero Dio “, rispose francamente Apollonia. Ma questa sincera confessione le costò la vita: le furono subito rotti tutti i denti e fu condannata ad essere bruciata viva. In breve venne preparata una grande catasta di legna, e tra una numerosa folla di pagani venne condotta al luogo del martirio. Una grande serenità traspariva dal volto di Apollonia : ciò spinse il prefetto a farle altre interrogazioni e a prometterle gli onori e beni del mondo. Ma essa invariabilmente rispondeva:  “Sono cristiana; breve è il patire, ma eterno è il gaudio.”  Appiccato il fuoco al rogo, venne nuovamente interrogata. Apollonia non rispose e stette un istante in preghiera. Volto pertanto lo sguardo al cielo si ricordò che Gesù l’attendeva. E così, spinta da questo pensiero, si gettò da se stessa tra le fiamme. In breve il sacrificio fu consumato, e lo spirito suo, sciolto dal corpo, se ne volò al suo Celeste Sposo a ricevere la doppia corona della verginità e del martirio.  Venne poi eretta in Roma una chiesa in suo onore. Essa è invocata come protettrice contro il mal di denti e dei dentisti.

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