San Gaudioso di Brescia

San Gaudioso ha una vita poco nota e incerti sono i caratteri della sua santità. Non si conosce esattamente il periodo del suo episcopato, che dovette aver luogo prima della metà del V secolo. La data più probabile della sua morte si aggira verso il 445. Le sue reliquie sono conservate nella chiesa bresciana dedicata a Sant’Alessandro, appartenente oggi al convento dei Servi di Maria, e la polvere di quindici secoli sembra velarle in un assorta lontananza. Ma come Vescovo della forte Brescia, San Gaudioso partecipa delle glorie di una delle diocesi italiane più antiche e più importanti, che appare costituita fin dall’inizio del IV secolo, tra la fine della persecuzione di Diocleziano e l’età di Costantino il Grande. Forse esisteva già, per quanto non sia possibile accertarlo storicamente, fin dal III secolo con un primato di anzianità veramente eccezionale. Le storie, anche se leggendarie, degli antichi Santi bresciani, accennano agli interessanti rapporti tra questa comunità cristiana e le altre del tempo. Basti pensare, per esempio, alla leggenda dei Santi fratelli Faustino e Giovita che da Brescia passarono, tra persecuzioni e tormenti, a Milano, a Roma, a Napoli, ed ebbero contatti con i più tipici Santi del tempo, come San Marziano di Tortona. Con San Clateo, ai tempi di Costantino, ebbe inizio la storia vera e propria della diocesi bresciana, che tra l’altro fu la prima a staccarsi da quella di Milano, non certo per insofferenza, ma perché la sua importanza giustificò assai presto una propria autonomia amministrativa, Della Chiesa fondata da San Clateo e illustrata da San Gaudenzio, San Gaudioso fu tredicesimo o forse quindicesimo pastore: e la polvere dei secoli che vela il suo ricordo non ha nulla di oscuro, immersa com’è nella luce che dalla storia e dalla fede di Brescia cristiana.

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