San Giuseppe Maria Gambaro

Il 10 ottobre del 2000, papa Giovanni Paolo II ha canonizzato un gruppo di 120 martiri in Cina, vittime delle ricorrenti persecuzioni che si scatenarono contro la cristianità cinese fino al secolo XX. Il loro eccidio fu determinato da una causa puramente religiosa. Documenti storici ineccepibili mettono in evidenza l’odio anticristiano dal quale furono spinti i “Boxers” (così erano chiamati i membri di un gruppo ostile agli stranieri) a trucidare i missionari e i fedeli locali che avevano aderito alla loro dottrina. In soli cinque mesi e nelle sole province dello Shanxi e dell’Hunan vi fu una carneficina: si contarono circa 20.000 vittime fra vescovi, sacerdoti, religiosi, suore, catechisti e cristiani cinesi. Fra le vittime dei famigerati “Boxers” c’è un gruppo di 29 martiri, uccisi nei primi giorni di luglio del 1900, tra i quali c’era anche il sacerdote francescano Giuseppe Maria Gambaro (1868-1900), massacrato con sassi e colpi di bastone.

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