Santa Flora di Beaulieu

Le suore dell’Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme possedevano un monastero a Beaulieu, in Francia, sulla strada che portava al famoso santuario di Rocamadour, che era utilizzato come ospizio (od ospedale, come venne chiamato l’ospizio), per l’accoglienza dei pellegrini. Figlia di nobile famiglia, Flora (Fleur) entrò in questo monastero intorno al 1320, nonostante le pressioni dei genitori che la volevano vedere maritata. La sofferenza causatale da intense prove spirituali fu alleviata solo dalle regolari apparizioni di Gesù, il quale le assicurò che attraverso tali prove, le forti tentazioni contro la castità e il pessimo trattamento riservatole dalle suore del convento partecipava alla sua passione. Flora fu soggetta a numerose esperienze mistiche, come l’estasi e la levitazione, e si dice che avesse i doni di discernere gli spiriti e della profezia. Era tale la sua devozione per la passione di Nostro Signore che pareva portasse la croce dentro il proprio corpo, afflitta com’era da intensi dolori e frequenti emorragie. Molto devota anche alla Vergine Maria, in particolare sotto il titolo di Maria Annunziata, e a S. Giovanni Battista, patrono dell’ordine, conduceva una vita votata alla preghiera e alla recita dell’Ufficio divino. Durante una carestia, Flora fu così turbata dalle sofferenze dei molti poveri che tentò di portare loro del cibo della comunità, trasgredendo l’espressa volontà della superiora. Poiché le era stato intimato di aprire il mantello, sotto cui stava nascondendo il pane, la nostra santa obbedì, ma in quell’istante il pane si trasformò in fiori. Un secondo racconto dice che un angelo le portò una parte di ostia consacrata, sottraendola in una chiesa distante una decina di chilometri; quando il sacerdote si avvide del presunto furto, angosciato, chiese consiglio proprio a Flora sul da farsi, e la santa dovette convincerlo che lei stessa aveva ricevuto la parte andata perduta. In realtà si dovrebbe dare poco credito a questi e ad altri miracoli associati alla santa, perché le nostre uniche fonti sono una Vita del xv secolo, redatta in un rozzo francese dialettale e un elenco di miracoli dello stesso autore. Si vorrebbe che questa Vita sia la traduzione di una Vita in latino scritta dal confessore della santa, ma appare improbabile perché, per quanto ricca di particolari, il suo stile ricalca i modelli dell’agiografia del tempo e riporta racconti che sono comuni a numerose Vite medievali. Flora mori nel 1347, probabilmente a causa delle emorragie già menzionate. A motivo dei miracoli che da subito furono attribuiti alla sua intercessione, si procedette a traslare il suo corpo 1’11 giugno 1360, giornoquindi fissato per la sua festa. Si invoca il suo aiuto contro le malattie del corpo e gli affanni morali, e nella Francia occidentale, dove più forte è il suo culto, è invocata insieme a S. Barbara per ottenere protezione dai temporali violenti. Nel XVIII secolo il Breviario diocesano locale spostò il giorno della sua commemorazione al 5 ottobre e nel 1852 un decreto della Santa Sede le riconobbe un Ufficio proprio. Invocata contro le malattie del corpo e gli affanni morali; contro i temporali violenti.

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