San Nunzio Sulprizio

Nunzio nasce a Pescosansonesco (Pe) il 13 aprile del 1817. Il papà Domenico muore ad agposto e la mamma Rosa, dopo due anni, si risposa. Purtroppo i modi del patrigno sono aspri e grossolani e il bambino ne risente molto. I momenti più belli il piccolo li trascorre al “giardino d’infanzia”, a Corvara, dove don De Fabiis gli fa conoscere Gesù e gli insegna a pregare. Nunzio è un bambino socievole e aperto e tra un gioco e l’altro impara anche a leggere e a scriovere. Quando ha solo sei anni muore anche la mamma e la nonna materna si prende cura di lui. Frequenta la scuola per i poveri e inizia a servire con grande amore la Messa. Ha nove anni quando muore anche la nonna. Rimasto solo, Nunzio inizia un cammino carico di dolore e insieme di fede. Accolto dallo zio Domenico Luciani, viene messo a lavorare nella sua botterga di fabbro. Lo zio lo tratta malissimo, non lo fa andare a scuola e lo obbliga a lavori pesantissimi. Spesso non gli dà nemmeno da mangiare. Le sue giornate si svolgono tra lavoro, percosse, insulti e bestemmie. Ma la sua unica consolazione arriva la domenica quando, finalmente, può andare a Messa. Il lavoro disumano a cui è obbligato lo fa ammalare. Una sera d’inverno, dopo aver consegnato un pesante carico di ferramenta, torna a casa stremato, con una gamba gonfia e la febbre che lo divora. Lo zio gli fa riprendere il lavoro, nonostante la sua debolezza e lui dice soltanto: “Sia come Dio vuole. Sia fatta la volontà di Dio.” Sulla gamba gli viene una piaga che andrà in cancrena. Deve pulirla ogni giorno ma le donne che incontra alla fontana del paese lo cacciano perché hanno paura che inquini l’acqua. Trova una vena d’acqua a Riparossa dove può lavarsi. Nel 1831 viene ricoverato a L’Aquila ma i dottori non riescono ad alleviare le sue pene. Lo zio paterno Francesco Sulprizio, venuto a conoscenza della malattia del nipote e delle sue pessime condizioni di vita, lo fa andare a casa sua a Napoli e lo presenta al colonello Wochinger, uomo di grande fede che se ne prenderà cura come un figlio. Nunzio viene ricoverato all’Ospedale degli Incurabili e insieme alle cure a Ischia, riesce ad avere qualche sollievo. A 15 anni ha la gioia di ricevere la Prima comunione e il confessore ricorda: “Da quel giorno la grazia di Dio incominciò a operare in lui fuori dall’ordinario, da vederlo correre di virtù in virtù. Tutta la sua persona spirava amore di Dio e di Gesù Cristo.” La sua salute ha piccoli miglioramenti e riesce a camminare con il bastone. Desidera ardentemente consacrarsi a Dio. Purtroppo la malattia, ha in cancro alle ossa, si aggrava e Nunzio diventa veramente un’offerta tutta per il Signore. Il 5 maggio del 1836, a soli 19 anni, va a ricevere l’abbraccio del Padre del cielo.il suo corpo, disfatto dalla malattia, emana un meraviglioso profumo di rose e diventa bellissimo.

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