Sant’Agata

Altra santa virtuosa dei primi secoli della chiesa ed anche martire: Agata, nata intorno al 235, apparteneva a una nobile famiglia di Catania. Le ricchezze e la sua straordinaria bellezza attirarono l’attenzione del console Quinziano, che la chiese in sposa. Ma la giovane ave a già promesso la vita a Cristo. Il console non si perse d’animo e la affidò a una cortigiana di facili costumi, Afrodisia, affinché la rendesse più disponibile. La donna diede fondo a tutte le sue arti perché Agata si invaghisse di lui, ma dovette dichiararsi vinta dalla fede e dalla purezza della fanciulla. Quinziano non accettò questa sconfitta e e dall’amore passò all’odio, cercando di intimorire la ragazza con minacce che, però, non sortirono alcuno effetto. Quinziano si accanì su di lei e le fece torturare i seni. Agata, in quella circostanza, pronunciò la celebre esclamazione: ” Crudele tiranno, nono ti vergogni di torturare in una donna quello stesso seno dal quale da bambino hai succhiato la vita?”. Bruciata sui carboni ardenti, Agata viene invocata come protettrice contro la violenza della lava dell’Etna, il vulcano che arrestò in maniera prodigiosa le sue eruzioni un anno dopo il suo martirio, avvenuto verso il 251.

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