San Carlo Borromeo

E’ stato uno dei più grandi vescovi nella stopria della Chiesa, grande nella carità, grande nella dottrina, grande nell’apostolato, ma sopratutto grande nella pietà. Diceva: “ Le anime si conquistano con le ginocchia”. Nato ad aromna nel 1538, fin da fanciullo è destinato alla carriera ecclesiastica. Quando nel 1559, Giovanni Angelo medici, suo zio materno, è eletto papa con il nome di Pio IOV, lo chioama a Roma, dove è nominato cardinale. Qui si occupa dell’amministrazione dello Stato Pontificio e, ricoprendo la carica di Segretario di Stato, prende parte all’ultima sessione del Concilio di Trento. Nel 1563, a 25 anni, è consacrato vescovo. Viene inviato a Milano, dove da circa ottanta anni manca un vescovo residente e si è radicata una situazione di pesante degrado. Egòli si dedica con tutte le forze al ministero episcopale, guidato dal suo motto “Humilitas”. Pone ordine all’interno degli Ordini religiosi e li difende dalle ingerenze dei potentilocali; si dedica al rinnovamento dei costumi dei sacerdoti e alla loro preparazione, fondando i primi seminari, tra i quali quello maggiore di Milano. Edifica ospedali e ospizi, utilizzando le ricchezze di famiglia in favore dei poveri. Durante la peste del 15756 assiste personalemente i malati. Preghiere prolungate, digiuni, veglie notturne sono costanti della sua vita, ma begli ultimi anni intensifica la contemplazione nella pasisone del Signore, come se volesse identificarsi con il Crocifisso. Muore a 46 anni, consumato dalla malattia, il 3 novembre del 1584, ma essendo spirato dopo il tramonto, secondo l’uso del tempo si considera il giorno 4, lasciando il suo patrimonio ai poveri.

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