Sant’Isidoro

Ebbe i natali a Siviglia verso il 560, già preceduto dai fratelli Leandro, Fulgenzio e Florentina, anche loro diventati santi. Morto il padre, fu educato dal fratello Leandro, al quale succedette nel 601 come vescovo della sua città. Grande erudito, scrisse molti libri intorno ai più svariati argomenti. Era così stimato che altri vescovi lo consultavano o richiedevano il suo intervento su questioni varie. Presiedette molti concili ch’egli stesso aveva riuniti e nei quali furono prese disposizioni per il bene della Chiesa. In mezzo a tante fatiche, non trascurò mai le pratiche di pietà e la vita interiore: con la preghiera, la meditazione e la penitenza avvalorava tutte le azioni della giornata. La sua morte avvenne nel 636. Ultimo dei Padri latini, Isidoro è considerato come il più illustre dottore della Chiesa di spagn. Nei suoi scritti delineò il ritratto del vescovo ideale: “Colui a cui è data l’autorità di educare e istruire la gente, per il loro bene deve essere santo in tutte le cose e biasimevole in nessuna …. Ogni vescovo dovrebbe essere contraddistinto tanto dalla sua autorità … Conserverà anche quella carità che supera in importanza tutti gli altri doni e senza la quale tutte le virtù non hanno valore alcuno.”

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