Visitazione della Beata Vergine Maria ad Elisabetta

Il mese della devozione popolare cristiana vuole dedicato in particolare al culto della Madre di Dio si chiude con la festa liturgica della Visitazione della Beata Vergine Maria, che però quest’anno cede il posto alla solennità della Pentecoste. Questa festa è stata introdotta dall’Ordine francescano nel 1263 e confermata nel sinodo di Basilea nel 1441. In passato la Visitazione era celebrata il 2 giugno, oggi conclude il mese mariano: viene collocata nell’arco di tre mesi fra l’annunciazione e la nascita del Battista. Maria va sollecita dalla cugina Elisabetta per offrire i servizi a una donna che attende di diventare madre. Questo episodio racchiude un grande insegnamento per noi. Ha commentato San Francesco di Sales: “Nell’Incarnazione Maria si umilia confessando di essere la serva del Signore … ma Maria non si indugia ad umiliarsi davanti a Dio perché sa che carità e umiltà non sono perfette se non passano da Dio al prossimo. Non è possibile amare Dio che non vediamo, se non amiamo gli uomini che vediamo. Questa parte si compie nella Visitazione.” Il gesto di Maria, che si pone a servizio della cugina Elisabetta, mostra con chiarezza che l’amore con cui Dio si ama richieda da parte nostra una risposta che si concretizza nell’amare il prossimo.

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